GEO RULERS ATLAS WORDS

Geo

Primo elemento di parole composte della terminologia scientifica che significa "Terra", "Globo", "Superficie Terrestre" o anche "Geografia".

First element of words composed of the scientific terminology that means "Earth", "Globe", "Terrestrial Surface" or also "Geography."

 

Élément premier de mots composés de la terminologie scientifique qui signifie "Terre", "Globe", "Surface Terrestre" ou aussi "Géographie."

 

Erstens Element stellt von Wörtern der wissenschaftlichen Terminologie, die "Erde", "Kugel", Irdische" "Oberfläche oder auch "Geografie" bedeuten.


Primero elemento de palabras compuestas de la terminología científica que significa "Tierra", "Globo", "Superficie Terrenal" o también "Geografía."

Первый элемент слов составленных научной терминологии это означает "Землю", 'Земной "шар", "Земная Поверхность" или также "География .'

Rulers

Chi regge le sorti di uno Stato; chi è Capo di un Popolo; chi partecipa all'attività di Governo.
 
Who holds up the fates of a State; who Head of a People is; who participates in the activity of Government. 

 

 Qui soutient les sorts d'un État; qui est Chef d'un Peuple; qui participe à l'activité de Gouvernement.

 

Derjenige die Schicksale von einem Staat hält,; , derjenige Haupt von einem Volk ist,; , derjenige zur Tätigkeit von Regierung teilnimmt.

 

Quien sujeta las suertes de un Estado; quien es Jefe de un Pueblo; quien participa a la actividad de Gobierno.

Кто задерживает жиры Государства; кто Руководитель Людей; кто участвует в деятельности Правительства.  

Atlas

Atlante era un gigante che, nella lotta fra Dei e Titani, parteggiò per questi ultimi. Per questo motivo Zeus lo punì obbligandolo a sorreggere per l'eternità l'intera massa celeste sulle sue spalle.

Atlas was a giant that, in the struggle Between Gods and Titaniums, it sided for these last ones. For this motive Zeus punished him forcing to support him for the eternity the whole celestial mass on his shoulders.

 


Atlas était un géant que, dans la lutte Entre les et Titans, il prit le parti de ces derniers. Pour ce motif Zeus le punit en l'obligeant à soutenir pour l'éternité la masse bleue entière sur ses épaules.

 

Atlas war ein Riese der, in der Kampf zwischen den und Titanen nahm er Partei für diese letzten. Zeus strafte ihm, da zwang es ihn, für der Ewigkeit ganze Himmelse Masse auf sein Schultern zu stützen aus diesem Grund.

Atlas fue un gigante que, en la lucha Entre los y Titanes, tomó partido en este últimos. Por este motivo Zeus lo castigó obligándolo a sustentar por la eternidad la entera masa celeste sobre sus hombros.

Атлас был гигант что, в борьбе Между и Titaniums, этим sided для этих последних. Для этого Зевса повода наказало его/это заставляющее чтобы поддержать его/это для вечности вся небесная масса на его/ее плечи.

Words

Complesso di suoni organizzato sotto l'azione più o meno accentratrice di un accento, mediante i quali l'uomo esprime una nozione generica che si precisa e si determina nel contesto di una frase.

Complex of sounds organized under the most centralizing action of an accent, through which the man expresses a generic notion that is specified and determines in the context of a sentence.

 

Complexe de sons dessous organisé l'action plus ou moins centralisatrice d'un accent par laquelle exprime un notions vague ici précise et le si détermine dans les contextes d'un phrases.

 

Gesamtheit von Lauten organisiert unter die Tat mehr oder weniger zentralisierende als ein Akzent durch das der Mann eine allgemeine Kenntnis ausdrückt der genau und es ergibt sich sich im Zusammenhang von einem Satz.

 

Complejo de sonidos organizado bajo la acción más o centralizadora de un acento, a través de los que el hombre expresa una noción genérica que se precisa y se determina en el contexto de una frase.

Комплекс звуков организованных под самым centralizing действие акцента, через который человек выражает generic понятие что он уточняется и вы/он/она определяет его в рамках предложения.

 

GEO RULERS ATLAS WORDS


xWorld Rulers ~ Heads of States ~ Regenten der Welt
Könige Präsident ~ Prime Minister

In anteprima mondiale
le foto delle targhe commemorative
ai Caduti Italiani del 10 luglio 1943.

 
Mussolini dopo un discorso a Siracusa
(tutte le foto sono parte della collezione privata di Giovanni Fontana)

Le Foto
Operazione Husky
Le Forze Contrapposte
Primo Sole


*

Sul nuovo ponte costruito dopo la
Seconda Guerra Mondiale
è stato posto in direzione sud un nuovo cartello stradale che commemora il
gli avvenimenti accaduti il 10 luglio 1943
 (Foto 1,2,3).


(foto 1)



(foto 2)




(foto 3)



Sul muro esterno del Ponte Grande ( abbattuto nella sua arcata centrale dopo la guerra), sulla riva sud del fiume Anapo, è stata posta una targa marmorea commemorativa dei caduti italiani del 10/7/1943
(Foto 4,5,6).


(foto 4)



(foto 5)



(foto 6)


Da questa posizione volgendo lo sguardo verso la riva nord del fiume Anapo si intravede la parte settentrionale del Ponte Grande (foto 7), il corso del fiume (foto 8) e la foce dell'Anapo (foto 9).


(foto 7)



(foto 8)



(foto 9)


Una volta riattraversato il nuovo ponte sull'Anapo all'altezza del cartello stradale sopra descritto, possiamo vedere sulla sinistra il manufatto del Ponte Grande nella parte rimasta intatta (foto 10) e la parete dove è stata affissa la targa commemorativa ai caduti italiani del 10/7/1943 (foto 11,12,13).



(foto 10)



(foto 11)



(foto 12)



(foto 13)



Le foto 14 e 15 sono state riprese dall'inizio del Ponte Grande da nord (foto 14) e da est (foto 15)


(foto 14)



(foto 15)



Siracusa ha così degnamente reso onore,
dopo 65 anni, ai
"Fatti d'arme di una guerra senza fortuna".

10/7/1943 ~ 10/7/2008



up


+

Operazione Husky

10 luglio - 17 agosto 1943
    

                                  
Battaglia
di Ponte Grande 9 e 10 luglio 1943
(dal libro “Sicily!” di Hugh Pond (1962)
edizione italiana 1971 Longanesi Editore)

 Nel settore orientale dell’isola, la Brigata Alianti inglese raggiunse raggiunse l’obiettivo alle 21, come stabilito. Le forze aeree erano costituite da centonove Dakota, sette bombardieri Halifax e dodici Albemarle, che rimorchiavano complessivamente centoventi Waco americani e otto Horsa inglesi, questi ultimi carichi soprattutto di jeep e di cannoni. Gli aeroplani, appartenenti al 51° Comando Aerotrasporti Truppe americano, avevano ordine di mollare gli alianti, guidati per la maggior parte da piloti inglesi, a duemilacinquecento metri dalla costa, i Waco a seicento metri d’altezza, gli Horsa a milleduecento. La formazione aveva avuto ordine di volare ad alta quota, per sfuggire ai radar nemici. Obiettivo della Brigata Alianti era l’occupazione del Ponte Grande, vicino a Siracusa, che doveva essere tenuto fino all’arrivo delle truppe dell’Ottava Armata. Il primo scaglione doveva atterrare a ovest della penisola della Maddalena, mentre il secondo scendeva nei campi, oltre un canale che si trovava a mezza via dal porto. Le zone stabilite per l’atterraggio erano paurose, tutte coltivate, e disseminate di massi, di muriccioli e di frutteti. I tratti coltivati e i frutteti non costituivano il problema principale, anzi avrebbero potuto essere utili per frenare gli alianti, ma i muri erano un rischio difficile da superare. Il vento infuriava ancora, toccando a volte la velocità di cinquanta chilometri l’ora e trascinando fuori rotta aeroplani e alianti. La maggior parte dei soldati del 1° Borderers e del 1° Battaglione del Reggimento "South Staffordshire ", stipati dentro quell’angusta scatola di legno, dove era vietato fumare, erano sconvolti dal mal d’aria. Il colonnello Chatterton, comandante del Reggimento Piloti di Alianti, che pilotava un Horsa, dichiara che, quando la formazione sorvolò Malta, si trovava a una quota più bassa delle montagne: Chatterton dovette buttarsi sulle leve per mantenere l’aliante nella posizione voluta, dietro e un po’ più in alto dell’aereo che lo rimorchiava. Molti piloti perdettero l’orientamento, altri erano stanchi o timorosi, così che per la maggior parte gli alianti andavano a casaccio, ben dirado nella posizione corretta. Centinaia di uomini, rinchiusi in quelle macchme senza motore, si inabissarono nel Mediterraneo, sparirono nella liquida tomba senza avere sparato un solo colpo. "Pip" Hicks, comandante di brigata, che viaggiava a bordo dell’Hrsa del colonnello Chatterton, capì subito che il pilota dell’aereo che li rimorchiava li aveva mollati troppo lontano dalla costa. Chatterton, aggrappato ai suoi comandi, fece virare l’aliante verso una macchia nera appena visibile in mezzo all’acqua, sperando che si trattasse di un isolotto sul quale fosse possibile atterrare. Come la macchia divenne più grande e più nera, il colonnello si avvide che non si trattava affatto di un isolotto, ma delle scogliere siciliane, dalle quali un torrente di proiettili traccianti saliva ora verso di loro. Parecchi uomini furono feriti; schegge di metallo rovente minacciavano di dar fuoco al legno dell’aliante. Chatterton torse violentemente la leva di controllo, costringendo l’aliante a fare una brusca virata a dritta; metre i soldati si aggrappavano ai sedili, l’ala destra colpi l’acqua e l’apparecchio s’infilò in mare. Gli uomini si issarono fuori della carlinga che affondava, arrampicandosi sulle ali o aggrappandosi a qualche rottame, ma un raggio di luce li inquadrò a un tratto e subito, dalla costa, diverse mitragliatrici rovesciarono sui superstiti un torrente di proiettili. Grondando acqua e sputacchiando, il comandante Hicks si girò verso il suo compagno e fece una scoperta geniale. "Non va niente bene, Bill", disse.
Mentre l’aliante affondava rapidamente, gli uomini tentarono di raggiungere a nuoto la riva.
Quelli che riuscirono a raggiungere la spiaggia silenziosa, benche fossero per la maggior parte senz’armi e in qualche caso senza stivali, proseguirono barcollando, per cercare di ritrovare i compagni. Alcuni alianti furono sganciati a più di sessanta chilometri dalla rotta fissata; pochi, pochissimi atterrarono nelle zone prestabilite. Riuscito a fatica ad arrivare sopra la terraferma, il pilota di un aliante, capitano Ian McArthur, vide il terreno davanti a se tutto intersecato da muriccioli. Nel tentativo di atterrare in un campo di stoppie, fece impennare l’aliante, ma l’apparecchio urtò con la parte inferiore un muricciolo e s’infilò col muso nel terreno. Nell’incidente, il pilota ebbe fratturato un piede. I suoi passeggeri, intontiti, ce la fecero ad uscire dai rottami, sistemarono McArthur in modo che non avesse a soffrire e si incamminarono in direzione degli spari che echeggiavano non molto lontano. Un Horsa carico di micidiali spolette esplosive fu colpito da numerosi proiettili contraerei ed esplose prima di toccare terra, facendo volare tutt’intorno uomini e materiale. II sergente Galpin, pilota dell’aliante 133, che aveva a bordo un contingente del "South Staffordshire ", agli ordini del tenente L. Whiters, fu l’unico che atterrò nel punto designato, vicino al Ponte Grande. Whiters, rendendosi conto che l’intera operazione era stata un disastro, decise di attaccare il ponte con le sue modeste forze. Mandò una meta dei suoi uomini, a nuoto, dall’altra parte del fiume e poi, al segnale stabilito, fece attaccare il ponte contemporaneamente da nord a sud. Nel giro di mezz’ora, quell’eroico gruppetto di uomini aveva sgominato i difensori italiani e occupato i punti chiave intorno al ponte. Alle prime luci dell’alba, arrivarono sette membri del quartier generate, di brigata, seguiti poco dopo dal tenente colonnello A. G. Walsh, che era riuscito a radunare un gruppo di sette ufficiali e ottanta tra sottufficiali e soldati, tutti decisi, nonostante le condizioni sfavorevoli, ad attaccare con violenza il nemico, che non aveva affatto rinunciato a combattere. Gli eroici superstiti dell’attacco con gli alianti al Ponte Grande erano rimasti tenacemente attaccati alla loro posizione, resistendo ai numerosi assalti sferrati in ogni direzione da unità del 385° Battaglione Costiero italiano e da element! della "Hermann Goering" e dalla Divisione Paracadutisti germanica. I fanti del "South Staffordshire " e i Borderers, senza armi pesanti e con poche munizioni, resistettero per sedici ore, esposti al fuoco ininterrotto dei mortai che li decimavano disperatamente. Le perdite aumentavano senza posa; alle 14.45 gli incolumi erano ridotti a quindici, anche se molti feriti, medicati alla meglio col materiale dei loro pacchetti di medicazione, continuavano a sparare dal fondo delle trincee contro le figure che apparivano e sparivano tra gli alberi e i vigneti circostanti, nel torrido calore dell’estate siciliana. Non c’era acqua, il cibo era scarso e le probabilità di soccorsi quasi nulle. Alle quattro del pomeriggio anche le munizioni erano finite e il nemico, rendendosi conto che era cessata ogni resistenza, raccoglieva le forze per l’assalto finale. Mezz’ora dopo gli italiani, tornati in possesso del ponte, lavoravano in gran fretta a risistemare sotto i piloni i detonatori e le cariche esplosive. Ma il loro trionfo ebbe breve durata: dopo tre quarti d’ora i prigionieri inglesi, esausti e feriti, distesi su brande o sulla nuda terra, udirono in distanza l’ululato di un corno da caccia; il rumore si avvicinò, si avvicinò, seguito finalmente da una micidiale scarica di fucileria, cui si frammischiavano le inconfondibili grida di guerra scozzesi; in men che non si dica i prigionieri davano il benvenuto ad alcuni chiassosi compagni del 2° Battaglione Reali Fucilieri Scozzesi. Così, dal caos uscì qualche elemento di vittoria, ad alleviare le ferite fisiche e morali sofferte dalla la Brigata Alianti. Cinquanta dei centoventotto alianti erano finiti in mare, di altri venticinque non si ebbe più notizia. L’antico porto fenicio di Siracusa, insieme con tutte le sue massicce opere difensive, cadde qualche ora dopo, quasi senza che si sparasse un colpo, e Montgomery mandò immediatamente un messaggio di rallegramenti a quella valorosa schiera: “Sono pieno di ammirazione. Altri, che di propria iniziativa hanno sostenuto azioni isolate in diversi punti del campo di battaglia, hanno avuto non piccola parte in questa più felice operazione di atterraggio. Non fosse stato per l’abilita e il valore della Brigata Alianti, il porto di Siracusa sarebbe caduto molto più tardi”.  

up

Le Forze contrapposte

Germania

feldmaresciallo Albert Kesserling

40.000 uomini
15ma  divisione panzergrenadier(Eberhard Roth)
divisione corazzata Hermann Goering (gen. Conrath)
29ma  divisione panzergrenadier
320 aerei

Italia

generale Alfredo Guzzoni

Armata n. 6
230.000 uomini
1500 cannoni

12°  corpo d' armata: 
 gen. Arisio e dal 12/7 Francesco Zingales
(Marsala - Trapani e Palermo)
divisioni di fanteria Assietta e Aosta
3 divisioni costiere: 207( Licata) ,202 e 208

16° corpo d' armata:
gen Carlo Rossi
(Gela - Siracusa - Catania e Messina)
divisioni di fanteria Napoli
2 divisioni costiere (206 Cassibile - Punta Braccetto e 213)
2 brigate costiere 18 (Punta Braccetto - Licata e 19

Divisione di fanteria Livorno (riserva) a Mazzarino

200 aerei


Gran Bretagna

Gen. Bernard law Montgomery

115.000 anglo-canadesi

Armata n. 8   (Siracusa - Cassibile - Noto -Pachino )


30° Corpo d' Armata:
 Gen. Olivier Leese
Brigata n. 231 (nord di Pachino)
Divisione di fanteria n. 51 Highlanders 
Gen. Douglas Wimberley  (Pachino)

Divisione di fanteria Canadese n. 1
(Capo Passero - Punta Braccetto)

Divisione di fanteria n.78 (dal 25/7 a Siracusa)
Commandos n. 40 a 41 (Gela)


13° corpo d' armata:
   gen. Miles Dempsey
Brigata aerotrasportata n. 1 (Siracusa)
Divisione di fanteria n. 5 (Cassibile)
Divisione di fanteria n. 50 (Avola)

Corazzate:
Ancon
Nelson
Rodney

Portaerei: Indomitable

Incrociatori: 10
Cacciatorpediniere: 71


U.S.A.

Gen. George Patton

66.000 americani

Armata n. 7  (Gela -Licata..Scoglitti)  
Divsione paracadutisti n. 82
Divsione di fanteria n. 45 (Punta Bracetto - Gela) 
gen. Tony Middleton
 

Divisione di fanteria n. 1 (Gela) Gen. Terry Allen
Divisione di fanteria n. 9 (Palermo) dal 1/8/1943
Rangers (Gela)
Divisione di fanteria n. 3 (Licata) Gen. Lucien Truscott

48 cacciatorpediere

Marina alleata:
amm. Cunningham
2590 navi di ogni grandezza  
di cui
6 corazzate
2 portaerei
3 monitori
15 incrociatori
128 cacciatorpediniere (6 greci, 3 polacchi)
26 sottomarini (1 olandese e 1 polacco)
211 cargo e navi da trasporto
1734 mezzi da sbarco

Aviazione alleata:

5.000 aerei
di cui 822 aerei da trasporto e
900 alianti



Alleati

15° Gruppo di Armate

8 U.K.
7 U.S.A.

467.000 uomini




Perdite dell'Asse

132.000 prigionieri
260 tanks catturati
520 cannoni catturati
4278 morti italiani
4325 morti tedeschi


Perdite degli Alleati

4299 morti
3242 dispersi
5 navi da carico
1 petroliera
1 cacciatorpediere (Maddox)



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estratto dal libro di Giovanni Fontana  

 
      




                  
                      

                                  

"Quella spiaggia dorata"

Il soldato Burt non aveva mai visto un mare di colore verde smeraldo.

La Sicilia l’aveva studiata vagamente a scuola, un triangolo in fondo all’Italia, un aquilone tra mare, cielo e sole.

Ma adesso era proprio lì, davanti a quella strana isola, in un rapporto a due senza compromessi.

Non doveva sbarcare da un traghetto per una visita di piacere, bensì da una chiatta circondata da alte pareti in ferro, tra spruzzi d'acqua e roventi raggi di sole.

Sudato, fradicio entro la divisa salata, non poteva fare altro che sperare di sbarcare il più presto possibile per respirare sicuramente un’aria più fresca di quel forno dove, in piedi, si trovava da molte ore.

L’elmetto gli causava forti colpi di calore e la canna del fucile era calda come un fornello.

Quando gli ordinarono di prepararsi allo sbarco non ne ebbe proprio il tempo, perché la rampa gli si aprì sotto i piedi trascinandolo sul fondale sabbioso.

Fu la sua fortuna perché, cadendo, sebbene una gran botta subita sulla lastra bloccatasi a mezzo mare, scampò al massacro dei suoi sventurati compagni.

Rotolando in fondo al mare raggiunse a nuoto la costa seguito da altri soldati più spaventati che determinati.

Quando toccò la riva la risalì strisciando sulla sabbia. Istintivamente provò piacere ad accarezzarla, sottile e soffice com’era.

Aveva sempre visto coste pietrose e la vista di quel capolavoro di sabbia dorata lo lasciò profondamente soddisfatto.

Pensò come sarebbe stato diverso trovarsi in quel luogo e tuffarsi in quel mare caldo, calpestando senza timore quella sabbia morbida e piacevole.

Lasciò scorrere tra le dita quei piccoli granelli di sabbia. Li osservò ad uno ad uno, erano però troppi, incredibile, erano davvero migliaia ed erano ovunque si guardasse intorno, in quella larga ma breve spiaggia, dove non c’erano ripari fino a quel dannato bunker che, posto non molto lontano e nascosto in un campo d'ulivi che terminava proprio sulla spiaggia, propagava il fuoco della morte.

Era tutto così magnifico: il chiarore della spiaggia, l’azzurro del cielo impossibile da vedere da supino per quel sole accecante.

E poi l’argento di quelle foglie d'ulivo luccicanti al sole che somigliavano alle fiamme dei colpi sparati da quel grigio bunker, fino a sembrare fuochi d'artificio di giorno.

Tutto era quasi sublime di fronte alla tragedia che si stava consumando.

Non c’erano proprio motivi per muoversi da quel luogo e, quando arrivò l’ordine di farlo, poté soltanto lasciare cadere ancora altri cristalli di sabbia da tutto il suo corpo di cui si era ricoperto in quei pochi metri percorsi.

Insensibile al fragore delle mitragliatrici e ai boati dei mortai, continuò ad osservare la stratificazione causata dai suoi stivali su quella sabbia che gli rallentava la corsa.

Era come camminare sul burro e sentirne di riflesso il profumo, una passeggiata insolita nel momento del colpo che, attraversandolo, lo fece ricadere sulla stessa sabbia che, aprendosi, lo volle avvolgere in un forte abbraccio, accogliendolo nel proprio seno nell’istante in cui, come un flash, per un’ultima volta le sue dita giocarono un’altra volta con quei cristalli di sabbia dorata.
 

* * * *

Titolo e Testo sono di esclusiva proprietà di Giovanni Fontana. 
Ogni uso non è consentito senza un'autorizzazione scritta dell'autore.
 

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Sources

Specific Sources
General Sources

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Web www.atlaswords.com
www.mariofontana.org

Geo Rulers Atlas Words


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Update 10-09-08