GEO RULERS ATLAS WORDS

Geo

Primo elemento di parole composte della terminologia scientifica che significa "Terra", "Globo", "Superficie Terrestre" o anche "Geografia".

First element of words composed of the scientific terminology that means "Earth", "Globe", "Terrestrial Surface" or also "Geography."

 

Élément premier de mots composés de la terminologie scientifique qui signifie "Terre", "Globe", "Surface Terrestre" ou aussi "Géographie."

 

Erstens Element stellt von Wörtern der wissenschaftlichen Terminologie, die "Erde", "Kugel", Irdische" "Oberfläche oder auch "Geografie" bedeuten.


Primero elemento de palabras compuestas de la terminología científica que significa "Tierra", "Globo", "Superficie Terrenal" o también "Geografía."

Первый элемент слов составленных научной терминологии это означает "Землю", 'Земной "шар", "Земная Поверхность" или также "География .'

Rulers

Chi regge le sorti di uno Stato; chi è Capo di un Popolo; chi partecipa all'attività di Governo.
 
Who holds up the fates of a State; who Head of a People is; who participates in the activity of Government. 

 

 Qui soutient les sorts d'un État; qui est Chef d'un Peuple; qui participe à l'activité de Gouvernement.

 

Derjenige die Schicksale von einem Staat hält,; , derjenige Haupt von einem Volk ist,; , derjenige zur Tätigkeit von Regierung teilnimmt.

 

Quien sujeta las suertes de un Estado; quien es Jefe de un Pueblo; quien participa a la actividad de Gobierno.

Кто задерживает жиры Государства; кто Руководитель Людей; кто участвует в деятельности Правительства.  

Atlas

Atlante era un gigante che, nella lotta fra Dei e Titani, parteggiò per questi ultimi. Per questo motivo Zeus lo punì obbligandolo a sorreggere per l'eternità l'intera massa celeste sulle sue spalle.

Atlas was a giant that, in the struggle Between Gods and Titaniums, it sided for these last ones. For this motive Zeus punished him forcing to support him for the eternity the whole celestial mass on his shoulders.

 


Atlas était un géant que, dans la lutte Entre les et Titans, il prit le parti de ces derniers. Pour ce motif Zeus le punit en l'obligeant à soutenir pour l'éternité la masse bleue entière sur ses épaules.

 

Atlas war ein Riese der, in der Kampf zwischen den und Titanen nahm er Partei für diese letzten. Zeus strafte ihm, da zwang es ihn, für der Ewigkeit ganze Himmelse Masse auf sein Schultern zu stützen aus diesem Grund.

Atlas fue un gigante que, en la lucha Entre los y Titanes, tomó partido en este últimos. Por este motivo Zeus lo castigó obligándolo a sustentar por la eternidad la entera masa celeste sobre sus hombros.

Атлас был гигант что, в борьбе Между и Titaniums, этим sided для этих последних. Для этого Зевса повода наказало его/это заставляющее чтобы поддержать его/это для вечности вся небесная масса на его/ее плечи.

Words

Complesso di suoni organizzato sotto l'azione più o meno accentratrice di un accento, mediante i quali l'uomo esprime una nozione generica che si precisa e si determina nel contesto di una frase.

Complex of sounds organized under the most centralizing action of an accent, through which the man expresses a generic notion that is specified and determines in the context of a sentence.

 

Complexe de sons dessous organisé l'action plus ou moins centralisatrice d'un accent par laquelle exprime un notions vague ici précise et le si détermine dans les contextes d'un phrases.

 

Gesamtheit von Lauten organisiert unter die Tat mehr oder weniger zentralisierende als ein Akzent durch das der Mann eine allgemeine Kenntnis ausdrückt der genau und es ergibt sich sich im Zusammenhang von einem Satz.

 

Complejo de sonidos organizado bajo la acción más o centralizadora de un acento, a través de los que el hombre expresa una noción genérica que se precisa y se determina en el contexto de una frase.

Комплекс звуков организованных под самым centralizing действие акцента, через который человек выражает generic понятие что он уточняется и вы/он/она определяет его в рамках предложения.

 

GEO RULERS ATLAS WORDS

xInni Politici

I Testi

 

Bandiera Rossa
L'Internazionale
Bella Ciao
Montegrappa
Il Piave
La Penna Nera
Quel mazzolin di fiori
Fischia il vento
Venceremos
Guantamera
Hasta Siempe
El pueblo unido jamas sera vencido

Bandiera Rossa

Avanti, o popolo, tuona il cannone:
Rivoluzione! Rivoluzione!
Avanti, o popolo, tuona il cannone:
rivoluzione vogliamo far.
Rivoluzione noi vogliamo far,
rivoluzione noi vogliamo far,
rivoluzione noi vogliamo far,
EVVIVA IL COMUNISMO E LA LIBERTA’!
Degli sfruttati l’immensa schiera
la pura innalzi rossa bandiera.
Su proletari, alla riscossa!
Bandiera Rossa trionferà!
Bandiera Rossa la trionferà,
bandiera rossa la trionferà,
bandiera rossa la trionferà.
IL FRUTTO DEL LAVORO A CHI LAVORA ANDRA’!
Dai campi al mare, dalla miniera
all’officina, chi soffre e spera sia pronto:
è l’ora della riscossa.
Bandiera rossa trionferà!
Bandiera Rossa la trionferà!
Bandiera rossa la trionferà!
Bandiera rossa la trionferà!
PER IL COMUNISMO E PER LA LIBERTA’!
Non più nemici, non più frontiere
sono i confini rosse bandiere.
Su Proletari, alla riscossa!
Bandiera Rossa la trionferà!
Bandiera Rossa la trionferà!
Bandiera Rossa la trionferà!
Bandiera Rossa la trionferà!
E’ SOLO IL COMUNISMO CHE DA’ LA LIBERTA’!

 

 


         Bella Ciao
 

Questa mattina mi sono alzato
o bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
questa mattina mi sono alzato
e ho trovato l'invasor.
O partigiano portami via
o bella ciao...
o partigiano portami via
ché mi sento di morir.
E se muoio da partigiano
o bella ciao...
e se muoio da partigiano
tu mi devi seppellir.
E seppellire lassù in montagna
o bella ciao...
e seppellire lassù in montagna
sotto l'ombra di un bel fior.
E le genti che passeranno
o bella ciao...
e le genti che passeranno
e diranno "oh, che bel fior"
E' questo il fiore del partigiano
o bella ciao...
è questo il fiore del partigiano
morto per la libertà.



Fischia il vento

Fischia il vento e infuria la bufera,
scarpe rotte e pur bisogna andar,
a conquistare la rossa primavera,
dove sorge il sol dell'avvenir.
A conquistare...
Ogni contrada è patria del ribelle,
ogni donna a lui dona un sospir,
nella notte lo guidano le stelle,
forte il cuor e il braccio nel colpir.
Nella notte...
Se ci coglie la crudele morte,
dura vendetta verrà dal partigian;
ormai sicura è già la dura sorte
di quei vili che ognor cerchiam.
Ormai sicura...
Cessa il vento, calma è la bufera,
torna a casa il fiero partigian,
sventolando la rossa sua bandiera;
vittoriosi, alfin liberi siam!
Sventolando...

Monte Grappa
 
Monte Grappa, tu sei la mia patria,
sovra te il nostro sole risplende,
a te mira che spera ed attende,
i fratelli che a guardia vi stan.
 
Contro a te già s'infranse il nemico,
che all'Italia tendeva lo sguardo:
non si passa un cotal baluardo,
affidato agli italici cuor.
 
Monte Grappa, tu sei la mia Patria,
se la stella che addita il cammino,
sei la gloria, il volere, il destino,
che all'Italia ci fa ritornar.
 
Le tue cime fur sempre vietate,
per il pie' dell'odiato straniero,
dei tuoi fianchi egli ignora il sentiero
che pugnando più volte tentò.
 
Quale candida neve che al verno
ti ricopre di splendido ammanto,
tu sei puro ed invitto col vanto
che il nemico non lasci passar.
 
Monte Grappa, tu sei la mia Patria, ecc.
 
O montagna, per noi tu sei sacra;
giù di lì scenderanno le schiere
che irrompenti, a spiegate bandiere,
l'invasore dovranno scacciar.
 
Ed i giorni del nostro servaggio
che scontammo mordendo nel freno,
in un forte avvenire sereno
noi ben presto vedremo mutar.
 
Monte Grappa, tu sei la mia Patria, ecc.


 

Il Piave

Il Piave mormorava calmo e placido al passaggio
dei primi fanti il ventiquattro maggio;
l'esercito marciava per raggiunger la frontiera
per far contro il nemico una barriera...
Muti passaron quella notte i fanti:
tacere bisognava andare avanti.
S'udiva intanto dallae amate sponde,
sommesso e lieve il mormorìo dell'onde.
Era un presagio dolce e lusinghiero.
Il Piave mormorò: Non passa lo straniero!
 
Ma in una notte trista si parlò di un fosco evento
e il Piave udiva l'ira e lo sgomento.
Ahi, quanta gente ha vista venir giù lasciare il tetto,
poi che il nemico irruppe a Caporetto!
Profughi ovunque! Dai lontani monti,
venivano a gremir tutti i suoi ponti.
S'udiva allor dalle violate sponde
sommesso e tristo il mormorar dell'onde.
Come un singhiozzo, in quell'autunno nero,
il Piave mormorò: ritorna lo straniero!
 
E ritornò il nemico: per l'orgoglio e per la fame
volea sfogare tutte le sue brame...
Vedeva il piano aprico di lassù: voleva ancora
sfamarsi, e tripudiare come allora!
 - No - disse il Piave. - No, - dissero i fanti -
mai più il nemico faccia un passo avanti!
Si vide il Piave rigonfiar le sponde!
E, come i fanti, combattevan l'onde...
Rosso di sangue del nemico altero,
il Piave comandò Indietro, và, straniero!
 
Indietreggiò il nemico fino a Trieste, fino a Trento
E la Vittoria sciolse l'ali al vento!
Fu sacro il patto antico: tra le schiere, furon visti
risorgere Oberdan, Sauro, Battisti!
Infranse, alfin, l'italico valore
le forche e l'armi dell'impiccatore!
Sicure l'Alpi, libere le sponde
Si tacque il Piave, si placaron l'onde.
Sul patrio suolo, vinti i torvi Imperi,
La Pace non trovò nè oppressi nè stranieri!


   


La Penna Nera
 
Sul cappello, sul cappello che noi portiamo
c'è una lunga, c'è una lunga penna nera,
che a noi serve, che a noi serve di bandiera
su pei monti, su pei monti a guerreggiar.
  Oilalà!
 
Su pei monti, su pei monti che noi saremo,
coglieremo, coglieremo stelle alpine,
per donarle, per donarle alle bambine
farle piangere, farle piangere e sospirar
  Oilalà!
 
Su pei monti, su pei monti che noi saremo,
pianteremo, pianteremo l'accampamento,
brinderemo, brinderemo al reggimento,
viva il Corpo, viva il Corpo degli alpin!
  Oilalà!
 
Evviva evviva il Reggimento
Evviva evviva il Sesto degli Alpin
 
Evviva evviva il Reggimento
Evviva evviva il Sesto degli Alpin
 
Farle piangere, farle piangere e sospirare
nel pensare, nel pensare ai begli alpini
che tra i ghiacci, che tra i ghiacci e gli scalini
van sui monti, van sui monti a guerreggiar.
Oilalà!


Quel mazzolin di fiori

Quel mazzolin di fiori
che vien dalla montagna
bada ben che non si bagna
chè lo voglio regalar,
bada ben che non si bagna
chè lo voglio regalar.

Lo voglio regalare
perchè l'è un bel mazzetto,
lo voglio dare al mio moretto
stasera quando vien,
lo voglio dare al mio moretto
stasera quando vien.
Stasera quando vien
gli fo una brutta cera;
e perchè Sabato di sera
lui non è vegnù da me,
e perchè Sabato di sera
lui non è vegnù da me.
Non l'è vegnù da me,
l'è andà dalla Rosina...
Perchè mi son poverina
mi fa pianger e sospirar,
perchè mi son poverina
mi fa pianger e sospirar.
Mi fa piangere e sospirare
sul letto dei lamenti
e che mai diran le genti,
cosa mai diran di me,
e che mai diran le genti,
cosa mai diran di me.
Diran che son tradita,
tradita nell'amore
e a me mi piange il cuore
e per sempre piangerà,
e a me mi piange il cuore
e per sempre piangerà.
Abbandonato il primo,
abbandonà il secondo,
abbandono tutto il mondo
e non mi marito più,
abbandono tutto il mondo
e non mi marito più.
 


 
 

Comandante Che Guevara
 

(Hasta siempre)

Cuba

Autore: C. Puebla                                    Anno  1965

Aprendimos a quererte/ desde la historica altura/  donde el sol de tu bravura/ le puso cerco a la muerte.
Aqui se queda la clara,/ la entranãble trasparencia/ de tu querida prensencia,/ comandante Che Guevara
Tu mano gloriosa y fuerte/ sopra la historia dispara,/ cuando todo Santa Clara/ se despierta para verte.
 

Aqui se queda la clara,/ la entranãble trasparencia/ de tu querida prensencia,/ comandante Che Guevara
Vienes quemando la brisa/ con soles de primavera/ para plantar la bandera/ con la luz de tu sonrisa
Aqui se queda la clara,/ la entranãble trasparencia/ de tu querida prensencia,/ comandante Che Guevara.
Tu amor revolucionario/ te conduce a nueva empresa,/ donde esperan la firmeza/ de tu brazo libertario.
Aqui se queda la clara,/ la entranãble trasparencia/ de tu querida prensencia,/ comandante Che Guevara
Seguiremos adelante/ como jiunto a ti seguimos/ y con Fidel te decimos:/ "Hasta siempre comandante!".
Aqui se queda la clara,/ la entranãble trasparencia/ de tu querida prensencia,/ comandante Che Guevara


Abbiamo imparato ad amarti/ sulla storica altura/ dove il sole del tuo coraggio/ ha posto un confine alla morte.
Qui rimane la chiara,/ penetrante trasparenza/ della tua cara presenza, Comandante Che Guevara.
La tua mano gloriosa e forte/ spara sulla storia/ quando tutta Santa Clara/ si sveglia per vederti.
Qui rimane la chiara,/ penetrante trasparenza/ della tua cara presenza, Comandante Che Guevara.
Vieni bruciando la nebbia/ come un sole di primavera,/ per piantare la bandiera/ con la luce del tuo sorriso.
Qui rimane la chiara,/ penetrante trasparenza/ della tua cara presenza, Comandante Che Guevara.
Il tuo amore rivoluzionario/ ti spinge ora a una nuova impresa/ dove aspettano la fermezza/ del tuo braccio liberatore.
Qui rimane la chiara,/ penetrante trasparenza/ della tua cara presenza, Comandante Che Guevara.
Continueremo ad andare avanti/ come fossimo insieme a te/ e con Fidel ti diciamo:/ " Per sempre, Comandante!".
Qui rimane la chiara,/ penetrante trasparenza/ della tua cara presenza, Comandante Che Guevara


 

El pueblo unido jamas serà vencido

Cile
Autore: Quilapayun - S. Ortega Anno 1970

El pueblo unido jamas sera vencido,
el pueblo unido jamas sera vencido!
De pie, marchar que vamos a triunfar.
Avanzan ya banderas de unidad,
y tu vendras marchando junto a mi
y asi veras tu canto y tu bandera
al florecer la luz de un rojo amanecer
anuncia ya la vida que vendra.

De pie, luchar,
que el pueblo va a triunfar.
Sera mejor la vida que vendra
a conquistar nuestra felicidad
y en un clamor mil voces de combate
se alzaran, diran,
cancion de libertad,
con decision la patria vencera.

Y ahora el pueblo que se alza en la lucha
con voz de gigante gritando: Adelante!
El pueblo unido jamas sera vencido,
el pueblo unido jamas sera vencido!

La patria esta forjando la unidad.
De norte a sur se movilizara,
desde el salar ardiente y mineral
al bosque austral,
unidos en la lucha y el trabajo iran
la patria cubriran.
Su paso ya anuncia el porvenir.

De pie cantar que el pueblo va a triunfar
millones ya imponen la verdad.
De acero son, ardiente batallon.
Sus manos van, llevando la justicia
y la razon, mujer,
con fuego y con valor,
ya estas aqui junto al trabajador.

Y ahora el pueblo que se alza en la lucha
con voz de gigante gritando: Adelante!
El pueblo unido jamas sera vencido,
El pueblo unido jamas sera vencido!

la la la la la la la....

Il popolo unito non sarà mai vinto!
In piedi, cantiamo, che trionferemo,/ avanzano le bandiere dell'unità/ e tu verrai a marciare al mio fianco/ così vedrai il tuo canto e la tua bandiera fiorire.
La luce di un'alba rossa/ annuncia ormai la vita che verrà.
In piedi, marciamo, che il popolo trionferà;/ sarà migliore la vita che verrà.
Conquistiamo la nostra felicità;/ in un clamore, mille voci di lotta si alzeranno;/ diranno canzoni di libertà.
Con decisione la patria vincerà.
E ora il popolo che si alza nella lotta, con voce di gigante grida: avanti!
Il popolo unito non sarà mai vinto!
La patria sta forgiando l'unità; da nord e sud si mobiliterà,/ dalle saline ardenti e minerali, al bosco australe, uniti nella lotta e nel lavoro,/ andranno, la patria copriranno.
Il loro passo ormai annuncia l'avvenire.
In piedi, cantiamo, che il popolo trionferà.
Milioni ora impongono la verità;/ sono di acciaio, ardente battaglione, le loro mani portano la giustizia e la ragione.
Donna, con fuoco e valore, tu sei qui insieme al lavoratore.
E ora il popolo che si alza nella lotta, con voce di gigante grida: avanti!
Il popolo unito non sarà mai vinto!
 


Guantamera


Cuba

Autore: J. Martì Anno 1890

Yo soy un hombre sincero/ de donde cresce/ la palma/ y antes morir me quiero/ echar mi versos de l'alma.
Guantanamera, guajira guantanamera
My verso es de un verde claro/ y de un carmine incendido,/ my verso es un cervo herido/ que busca en el monte amparo
Guantanamera, guajira guantanamera
Cultivo la rosa blanca,/ en julio come en enero/ para l'amigo sincero/ que me da su mano franca
Guantanamera, guajira guantanamera
Y para el cruel que me arranca/ el corazon con que vivo,/ cardos ni ortigas cultivo:/ cultivo la rosa blanca
Guantanamera, guajira guantanamera
Yo sé de un pensar profundo/ entres la pena sin nombre:/ la esclavitud de los hombres/ es la gran pena del mundo
Guantanamera, guajira guantanamera
Io sono un uomo sincero/ di dove cresce la palma/ e prima di morire desidero/ cacciare i miei versi dall'anima
Guantanamera, guajira guantanamera
Il mio verso è di un verde chiaro/ e di un rosso acceso,/ il mio verso è un cervo ferito/ che cerca rifugio sulla montagna
Guantanamera, guajira guantanamera
Coltivo la rosa bianca,/ in luglio come in gennaio,/ per l'amico sincero/ che mi dà la sua mano franca
Guantanamera, guajira guantanamera
E per il crudele che mi strappa/ il cuore con cui vivo/ né cardi ne ortiche coltivo, coltivo la rosa bianca
Guantanamera, guajira guantanamera
Io penso nel profondo/ dentro la pena senza nome:/ la schiavitù degli uomini/ è la gran pena del mondo
Guantanamera, guajira guantanamera


Venceremos
Cile
Autore: S. Ortega - C. Iturra  Anno 1970

Desde el hondo crisol de la patria/ se levanta el clamor popular; / ya se anuncia la nueva alborada,/ todo Chile comienza a cantar.
Recordando al soldado valiente/ cujo ejemplo lo hiciera immortal/ enfrentemos primero a la muerte:/ traicionar a la patria jamas.
Venceremos, venceremos/ mil cadenas habra que romper/ venceremos, venceremos,/ la miseria sabrémos vencer!
Campesinos, soldados y obreros,/ la mujer de la patria también,/ estudiantes, empleados, mineros/ cumpliremos con nuestro deber.
Sembraremos la tierra de gloria;/ socialista sera el porvenir,/ todos juntos hamos la historia, a cumplir, a cumplir, a cumplir.
Venceremos, venceremos/ mil cadenas habra que romper/ venceremos, venceremos,/ la miseria sabrémos vencer!

Dal profondo crogiolo della patria/ si alza il clamore popolare;/ si annuncia la nuova aurora,/ tutto il Cile comincia a cantare.
Ricordando il soldato valoroso/ per l'esempio che ha reso immortale,/ affrontiamo piuttosto la morte:/ tradire la patria mai.
Vinceremo, vinceremo;/ mille catene dovremo spezzar/ vinceremo, vinceremo/ la miseria sapremo vincere!
Contadini, soldati e operai/ e anche le donne del paese,/ gli studenti, gli impiegati, i minatori,/ tutti faremo il nostro dovere.
Semineremo la terra di gloria;/ socialista sarà l'avvenire,/ tutti insieme faremo la storia,/ lo faremo, lo faremo, lo faremo.
Vinceremo, vinceremo;/ mille catene dovremo spezzar/ vinceremo, vinceremo/ la miseria sapremo vincere!  

Internazionale  / 

L'InternationaleThe International  /  Internazionale.mid
 

Internazionale

L'Internationale
The International
Internazionale.mid


Internazionale

L'Internationale
The International
Internazionale.mid


stavaj, prokljat'em zaklejmennyj,
Ves' mir golodnyx i rabov!
Kipit nash razum vozmushchennyj
I v smertnyj boj vesti gotov.
Ves' mir nasil'ja my razrushim
Do osnovan'ja, a zatem--
My nash, my novyj mir postroim:
Kto byl nichem, tot stanet vsem!


CHORUS
Eto est' nash poslednij
I reshitel'nyj boj,
S Internacionalom
Vosprjanet rod ljudskoj!
(repeat chorus)


Nikto ne dast nam izbavlen'ja--
Ni bog, ni car' i ni geroj.
Dob'emcja my osvobozhden'ja
Svoeju sobstvennoj rukoj.
Chtob svergnut' gnet rukoj umeloj,
Otvoevat' svoe dobro,--
Vzduvajte gorn i kyjte smelo,
Poka zhelezo gorjacho!


CHORUS


Lish' my, rabotniki vsemirnoj,
Velikoj armii truda,
Vladet' zemlej imeem pravo,
No parazity--nikogda!
I esli grom velikij grjanet
Nad svoroj psov i palachej,--
Dlja nas vse tak zhe solnce stanet
Sijat' ognem svoix luchej.


CHORUS

testo francese


Debout les damnés de la terre
Debout les forçats de la faim
La raison tonne en son cratère
C'est l'éruption de la fin
Du passe faisons table rase
Foules, esclaves, debout, debout
Le monde va changer de base
Nous ne sommes rien, soyons tout


CHORUS
C'est la lutte finale
Groupons-nous, et demain
L'Internationale
Sera le genre humain
(repeat chorus)


Il n'est pas de sauveurs suprêmes
Ni Dieu, ni César, ni tribun
Producteurs, sauvons-nous nous-mêmes
Décrétons le salut commun
Pour que le voleur rende gorge
Pour tirer l'esprit du cachot
Soufflons nous-mêmes notre forge
Battons le fer quand il est chaud


CHORUS


L'état comprime et la loi triche
L'impôt saigne le malheureux
Nul devoir ne s'impose au riche
Le droit du pauvre est un mot creux
C'est assez, languir en tutelle
L'égalité veut d'autres lois
Pas de droits sans devoirs dit-elle
Egaux, pas de devoirs sans droits


CHORUS


Hideux dans leur apothéose
Les rois de la mine et du rail
Ont-ils jamais fait autre chose
Que dévaliser le travail
Dans les coffres-forts de la bande
Ce qu'il a crée s'est fondu
En décrétant qu'on le lui rende
Le peuple ne veut que son dû.


CHORUS


Les rois nous saoulaient de fumées
Paix entre nous, guerre aux tyrans
Appliquons la grève aux armées
Crosse en l'air, et rompons les rangs
S'ils s'obstinent, ces cannibales
A faire de nous des héros
Ils sauront bientôt que nos balles
Sont pour nos propres généraux


CHORUS


Ouvriers, paysans, nous sommes
Le grand parti des travailleurs
La terre n'appartient qu'aux hommes
L'oisif ira loger ailleurs
Combien, de nos chairs se repaissent
Mais si les corbeaux, les vautours
Un de ces matins disparaissent
Le soleil brillera toujours.


CHORUS


testo inglese


Arise, ye prisoners of starvation,
Arise, ye wretched of the earth!
For justice thunders condemnation,
A better world's in birth.
No more traditon's chain shall bind us,
Arise ye slaves, no more in thrall!
The earth shall rise on new foundation,
We have been none, we shall be all.


CHORUS
'Tis the final conflict,
Let each stand in his place.
The International, shall be the human race.
(repeat chorus)


No saviour from on high delivers
No faith have we in prince or peer
Our own right hand the chains must shiver
Chains of hatred, greed and fear
E'er the thieves will out with their booty
And give to all a happier lot.
Each at the forge must do their duty
And we'll strike while the iron is hot.


CHORUS


Behold them seated in their glory,
The kings of mine and rail and soil!
What have you read in all their story,
But how they plundered toil!
Fruits of the people's toil are buried,
In the strong coffers of a few.
In voting for their restitution,
The workers only ask their due.


CHORUS


No more deluded by reaction,
On tyrants only we'll make war.
The soldiers too will take strike action,
They'll break ranks and fight no more.
And if those cannibals keep trying,
To sacrifice us to their pride.
They soon shall hear the bullets flying,
We'll shoot the generals on our own side.


CHORUS


We are the Party of all labour,
The whole earth shall be ours to share.
And every race and craft our neighbour,
No idle class shall linger there!
Like vultures on the wealth we render,
From field and factory, mill and mine.
Tomorrow's sun shall shine in splendour,
And light us 'till the end of time.


CHORUS


liriche: Eugène Pottier
Musica: Pierre Deygeter
Adottata dalla RSFSR: 1918
Adottata dall' URSS: 1921 - 1944
 

Composta da un operaio rivoluzionario francese, Eugenio Pottier, nella estate del 1871, tra le rovine e in mezzo ai massacri della Comune di Parigi, che è stata la prima esperienza di dittatura proletaria in Occidente, l' Internazionale è diventato il canto più amato e più diffuso del proletariato rivoluzionario mondiale

Compagni, avanti!
Il gran Partito noi siamo dei lavorator.
Rosso un fiore in noi è fiorito
una fede ci è nata in cuor.
Noi non siamo più nell’officina,
entro terra, pei campi, sul mar,
la plebe sempre all’opra china
senza ideale in cui sperar.
Su lottiam!
L’Ideale nostro alfine sarà,
l’Internazionale, futura umanità!
Un gran stendardo al sol fiammante
innanzi a noi glorioso va,
noi vogliamo per esso giù infrante
le catene alla libertà!
Che giustizia venga, noi vogliamo
non più servi, non più signor!
Fratelli tutti esser vogliamo
nella famiglia del lavor.
Su lottiam!
L’ Ideale nostro alfine sarà,
l’Internazionale, futura umanità.

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Update 01-06-08