GEO RULERS ATLAS WORDS

Geo

Primo elemento di parole composte della terminologia scientifica che significa "Terra", "Globo", "Superficie Terrestre" o anche "Geografia".

First element of words composed of the scientific terminology that means "Earth", "Globe", "Terrestrial Surface" or also "Geography."

 

Élément premier de mots composés de la terminologie scientifique qui signifie "Terre", "Globe", "Surface Terrestre" ou aussi "Géographie."

 

Erstens Element stellt von Wörtern der wissenschaftlichen Terminologie, die "Erde", "Kugel", Irdische" "Oberfläche oder auch "Geografie" bedeuten.


Primero elemento de palabras compuestas de la terminología científica que significa "Tierra", "Globo", "Superficie Terrenal" o también "Geografía."

Первый элемент слов составленных научной терминологии это означает "Землю", 'Земной "шар", "Земная Поверхность" или также "География .'

Rulers

Chi regge le sorti di uno Stato; chi è Capo di un Popolo; chi partecipa all'attività di Governo.
 
Who holds up the fates of a State; who Head of a People is; who participates in the activity of Government. 

 

 Qui soutient les sorts d'un État; qui est Chef d'un Peuple; qui participe à l'activité de Gouvernement.

 

Derjenige die Schicksale von einem Staat hält,; , derjenige Haupt von einem Volk ist,; , derjenige zur Tätigkeit von Regierung teilnimmt.

 

Quien sujeta las suertes de un Estado; quien es Jefe de un Pueblo; quien participa a la actividad de Gobierno.

Кто задерживает жиры Государства; кто Руководитель Людей; кто участвует в деятельности Правительства.  

Atlas

Atlante era un gigante che, nella lotta fra Dei e Titani, parteggiò per questi ultimi. Per questo motivo Zeus lo punì obbligandolo a sorreggere per l'eternità l'intera massa celeste sulle sue spalle.

Atlas was a giant that, in the struggle Between Gods and Titaniums, it sided for these last ones. For this motive Zeus punished him forcing to support him for the eternity the whole celestial mass on his shoulders.

 


Atlas était un géant que, dans la lutte Entre les et Titans, il prit le parti de ces derniers. Pour ce motif Zeus le punit en l'obligeant à soutenir pour l'éternité la masse bleue entière sur ses épaules.

 

Atlas war ein Riese der, in der Kampf zwischen den und Titanen nahm er Partei für diese letzten. Zeus strafte ihm, da zwang es ihn, für der Ewigkeit ganze Himmelse Masse auf sein Schultern zu stützen aus diesem Grund.

Atlas fue un gigante que, en la lucha Entre los y Titanes, tomó partido en este últimos. Por este motivo Zeus lo castigó obligándolo a sustentar por la eternidad la entera masa celeste sobre sus hombros.

Атлас был гигант что, в борьбе Между и Titaniums, этим sided для этих последних. Для этого Зевса повода наказало его/это заставляющее чтобы поддержать его/это для вечности вся небесная масса на его/ее плечи.

Words

Complesso di suoni organizzato sotto l'azione più o meno accentratrice di un accento, mediante i quali l'uomo esprime una nozione generica che si precisa e si determina nel contesto di una frase.

Complex of sounds organized under the most centralizing action of an accent, through which the man expresses a generic notion that is specified and determines in the context of a sentence.

 

Complexe de sons dessous organisé l'action plus ou moins centralisatrice d'un accent par laquelle exprime un notions vague ici précise et le si détermine dans les contextes d'un phrases.

 

Gesamtheit von Lauten organisiert unter die Tat mehr oder weniger zentralisierende als ein Akzent durch das der Mann eine allgemeine Kenntnis ausdrückt der genau und es ergibt sich sich im Zusammenhang von einem Satz.

 

Complejo de sonidos organizado bajo la acción más o centralizadora de un acento, a través de los que el hombre expresa una noción genérica que se precisa y se determina en el contexto de una frase.

Комплекс звуков организованных под самым centralizing действие акцента, через который человек выражает generic понятие что он уточняется и вы/он/она определяет его в рамках предложения.

 

GEO RULERS ATLAS WORDS

          xLe Grandi Battaglie Napoleoniche                 


Le Coalizioni contro Napoleone:

Prima
Seconda
Terza
Quarta
Quinta
Sesta
Settima

 

Prima Coalizione

VALMY 20 IX 1792 Francesi Prussiani

Il generale Charles François Dumouriez e François Christophe Kellerman dispongono di 36.000 uomini, schierati sulle alture presso il villaggio di Valmy.
All’ala destra, sullo sperone roccioso del monte Yvron (nord), è schierata l’avanguardia di Dumouriez guidata da Stengel.
Al centro, sopra e dietro l’altura del mulino di Valmy, è schierato il grosso di Kellerman.
All’ala sinistra, sull’altura dell’albergo de "La Lune" (sud), alla biforcazione delle strade per Châlon e Suippes, è schierata l’avanguardia di Kellerman guidata da Valence.
Di riserva, su un’altura centrale davanti Sainte Menehould, è schierato il grosso di Dumouriez.
Doumouriez (è già La fayette nel 1791) usa disporre due battaglioni di volontari o di guardia nazionale a fianco di ogni battaglione mobilitato.
Alla falsa notizia di una ritirata francese, Federico Gugliemo re di Prussia ordina l’attacco delle posizioni avversarie a Carlo Guglielmo duca di Brunswick, che dispone di 34.000 prussiani ed austriaci.
L’avanguardia prussiana, guidata da Hohenholhe-Ingelfingen, sfila da nord a sud davanti le posizioni francesi, colpita dall’artiglieria francese dell’Yvron che lo costringe ad allontanarsi e mette in fuga alcuni squadroni. Hohenholhe-Ingelfingen risponde piazzando 6 batterie e sloggia i francesi dall’Yvron, costringendo anche Kellerman ad assumere uno schieramento più arretrato tra il mulino di Valmy (sinistra) ed Orbeval (destra).
Dumouriez rinforza lo schieramento con 7.000 uomini guidati dal generale Duval a Les Islettes e 12 battaglioni guidati da Veneur a la Chalade ed a Vienne-le Chateau.
8:30 - I prussiani attaccano l’albergo de "La Lune" che resiste. Frattanto l’altra ala francese è rinforzata con 16 battaglioni guidati da Beurnoville. Solo 12 battaglioni sono rimasti di riserva dietro Kellerman.
11:00 - Kellerman fallisce un contrattacco, portato con forze insufficienti.
12:00 - L’armata austro-prussiana si schiera nella pianura.
13:00 - Le fanterie prussiane muovono all’attacco in perfetta formazione, appoggiati sulla sinistra da una batteria di 54 pezzi. I francesi rispondono al fuoco con l’artiglieria.
Tre colonne d’attacco prussiane muovono tra Valmy e Orbeval. I francesi cessano il fuoco di contro-batteria e concentrano il tiro sulle colonne, formano a loro volta tre colonne preparandosi al contrattacco al grido “Vive la Nation” ed intonando il “Ça Ira”.
Quando i prussiani sono a 600 metri dalle posizioni francesi il re di Prussia autorizza Brunswick ad interrompere l’attacco, decisione dovuta alle malattie che hanno colpito l’esercito ed alla determinazione dimostrata dai francesi nell’accettare pericolosamente battaglia a fronte invertito. Anche i francesi rinunciano all’attacco.
Lo scontro prosegue con lo scambio di cannonate.
16:00 - Brunswick ordina di rompere il contatto.
18:00 - Cessano le cannonate.
Le perdite ammontano a 2-300 uomini per parte. Nella notte i francesi ripiegano ed il giorno seguente i prussiani occupano il campo di battaglia e si proclamano vincitori.
Brunswick, che dispone di solo 17.000 uomini validi, ottiene un armistizio (22-29 IX) che gli consente di ritirarsi oltre confine nel Palatinato. La vittoria ha un grande effetto morale in Francia.

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JEMAPPES 6 XI 1792 Francesi vs Austriaci

Gli austriaci sono guidati da Francesco conte di Clerfayt (veterano della guerra dei Sette Anni), ammontano a 13.000 uomini con 50 cannoni, schierati in linee sottili su terreno favorevole rafforzato da opere campali.
Dumouriez dispone di 40.000 uomini e 100 cannoni. L’attacco è preceduto da tiragliatori avanzati disposti su linee rade ed è effettuato frontalmente in colonna, che si dimostra superiore alle linee sottili austriaci. Dopo dura lotta i francesi riportano la vittoria ma non inseguono. Nello scontro si distingue il generale Auguste Henry Marie marchese di Dampierre.
Entro la fine dell’anno il Belgio è interamente occupato dai francesi.

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NEERWINDEN 18 III 1793 Austriaci Francesi

WATTIGNIES 15-16 XI 1793 Francesi Austriaci
Jourdan e Carnot e 50.000 uomini da Guise attacca le forte posizioni del corpo di Clerfayt, che copre l’assedio di Mauberge da parte di Coburgo con 80.000 uomini.
I battaglioni francesi sono schierati in dense catene di tiratori seguiti da battaglioni in doppia colonna (le compagnie sono disposte su tre righe e formano due colonne di quattro compagnie, le due colonne sono affiancate in testa da mezza compagnia di granatieri su ogni lato).
Il primo giorno (14 X) l’attacco inizia alle ali e si estende anche al centro ma è respinto. Il giorno seguente (15 X) i francesi ammassano le forze sulla destra e vincono, riuscendo ad entrare a Mauberge liberata (16 X). Nella battaglia si distingue il generale Duquesnoy.
Coburgo raccoglie le proprie forze e rimane sulla difensiva ma poiché il Belgio non è stato liberato il Comitato di Salute Pubblica sostituisce Jourdan.
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TOURCOING 17-18 V 1794 Francesi Anglo-Austriaci

TOURNAI 22 V 1794 Austro-Olandesi Francesi

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FLEURUS 26 VI 1794 Francesi Anglo-Austriaci

Jourdan forza la Sambre (12 VI) ed investe Charleroi assumendo uno schieramento sottile ed uniforme su un arco di 24 chilometri. All’avvicinarsi degli avversari vuole attaccarli (16 VI) ma è prevenuto da Orange e respinto oltre la Sambre e per ripassarla sono necessari sei attacchi (18 VI).
Charleroi è nuovamente bloccata e sono erette fortificazioni campali.
L’ala sinistra è tra la Sambre, monte Charleroi e la chaussèe Charleroi-Bruxelles.
Al centro sono schierate 4 divisioni lungo i 12 chilometri tra la chaussèe e la Sambre a valle di Charleroi, con alle spalle la divisione di cavalleria come riserva.
All’ala destra, dietro il Pièton, sono schierate 2 divisioni ed una brigata tolta alle divisioni che sorvegliano Meuberge.
Di riserva in posizione centrale si trova la divisione Kléber.
La città si arrende (25 VI) ed il giorno seguente Coburgo con 100.000 uomini attacca le posizioni francesi, uniformemente su tutta la linea ed è respinto. I coalizzati sono sorpresi dall’accanita resistenza francese e dalla manovra delle riserve. Le divisioni vittoriose sono inquadrate nella gloriosa “Armata della Sambre e della Mosa”.
Coburgo è costretto effettuare una ritirata generale su Bruxelles e oltre la Mosa.

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MONTENOTTE 12 IV 1796 Francesi (N) Austriaci

Argenteau avanza per Sassello, Giovo, Stella (11 IV) ed è fermato da una brigata provvisoria di Massena (2.000 uomini) mentre invia altre due colonne da Spigno verso Montenotte e per Valla verso Collina del Dego. Per tutta la giornata Rampon con una brigata resiste al monte Negino agli attacchi di 20-22.000 austriaci.
La notte ed il giorno seguente i francesi contrattaccano :
Massena attacca frontalmente da Negino a Montenotte, inviando una colonna avvolgente a sinistra per monte Barbacone, Altare ed a est di Carcare.
La brigata Dommartin da San Giacomo raggiunge la notte Montefreddo ed all’alba si unisce alla colonna di sinistra.
Augererau raggiunge Mallare (ore 23:00) e all’alba muove per Carcare e Cairo (contro gli austriaci sono quindi concentrati 22.000 uomini).
Sérurier da monte Sotta e monte Spinarda per Bardineto ed il Melogno impegna i piemontesi.
La divisione di cavalleria rimane a Savona, tranne alcuni squadroni distaccati con Argerau.
La riserva consiste in due brigate del Massena.
Argenteau nel pomeriggio è duramente battuto e fugge in disordine lungo val d’Erro.

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Millesimo, 13-14 IV 1796

Augereau più la brigata guidata da Barthelemy Joubert (divisione Meynier) e la brigata Menard (divisione Laharpe) marcia all’alba del 13 su Millesimo ma è fermato a ovest di Carcare dal Corpo Ausiliario (Provera) e da qualche reparto piemontese (meno di un migliaio di uomini) appoggiati ai ruderi del castello di Cosseria. Nella difesa si distingue un battaglione di granatieri piemontesi guidato dal marchese del Carretto (celebrati da Carducci nella “Bicocca di San Giacomo”).
Napoleone raggiunge Augereau ed ordina all’artiglieria di battere il castello, intima la resa a Provera e lancia due attacchi (ore 11:00 ed ore 16:00), sanguinosamente respinti (tra i caduti ci sono tre generali).
La brigata Menard effettua un largo giro ed occupa Millesimo mentre verso Roccavignale giungono alcuni battaglioni piemontesi.
Massena con la brigata Cervoni e 2.000 uomini racimolati della divisione Laharpe insegue gli austriaci lungo la Bormida ma trova 4 battaglioni piemontesi (distaccati con Beaulieu ad inizio dell’offensiva) ed i reparti austriaci sfuggiti da Montenotte, è quindi costretto a ripiegare su Cairo.

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DEGO 14 IV 1796 Francesi (N) Austro-Piemontesi

Il presidio di Cosseria è costretto ad arrendersi per mancanza di cartucce, viveri ed acqua (ore 8:00).
Ceva è debolmente impegnato da Augereau, da Sérurier (per Nucetto e Battifollo) e dalla brigata Rusca (dal colle di San Giovanni). Gli austro-sardi sono attaccati da 2 brigate inviate da Augereau per la destra, da Massena frontalmente e dalla divisione Laharpe per la sinistra. Le tre colonne convergono su Dego ed annientano quasi completamente gli avversari, poi a causa della mancanza di viveri da 2 giorni, saccheggiano Dego.
Ignari della sconfitta, 6 battaglioni austriaci giungono a Dego. Beaulieu prima dell’alba del 15 attacca di sorpresa la divisione Messena e la ricaccia su Cairo, dove si trova la divisione Laharpe. Solo nel tardo pomeriggio le due divisioni respingono gli austriaci verso Spigno.
La brigata Rusca avanza su Priero e la divisione Sérurier su Malpotremo, senza incontrare i piemontesi in ritirata.
I dispacci di Napoleone parlano di 2.000-2.500 caduti austriaci, 7-9.000 prigionieri (20-30 ufficiali) e segnalano la bravura di Joubert, Massena, Augereau, Menard, Laharpe e Lannes.

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CEVA 16-17 IV 1796 Francesi Austro-Piemontesi

La divisione Laharpe avanza per Mioglia e Sassello, lasciando una brigata di riserva a Montenotte mentre una brigata torna a Carcare per fronteggiare eventuali offensive di Sebottendorf.
Augereau attacca da oriente il campo trincerato di Ceva, sulla dorsale destra della val Bovina-Pedaggera e riesce ad avanzare sulla sinistra verso Mondoni.
A destra la brigata Joubert attacca Pedaggera ma è attaccata sul fianco da un reggimento piemontese da Mombarcaro ed è messa in rotta, costringendo Augereau a ripiegare.
Beaulieu tuttavia raduna gli austriaci ad Acqui, dove richiama anche Sebotendorf. Anche Ceva viene evacuata ed è occupata dai francesi il giorno seguente (17 IV).

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MONDOVÌ 21 IV 1796 Francesi (N) Austriaci

Dopo una giornata di riposo (18 IV) i francesi riprendono gli attacchi.
Colli con 9.000 uomini ha ripiegato in forte posizione tra i fiumi Tanaro (verso Cherasco) e Corsaglia (da Torre, per Ponte San Michele a Bicocca), ma la zona risulta troppo vasta.
Augereau muove da Castellino a Niella ma trova il Tanaro gonfio e non può varcarlo. Sérurier prende il villaggio ed il ponte di San Michele ma è messo in rotta da un contrattacco piemontese. Nonostante ciò Colli prosegue la ritirata e ripiega oltre l’Ellero.
Augereau effettua alcuni attacchi dimostrativi sul Tanaro mentre Massena e Meynier passano il Corsaglia a Lesegno ed a San Michele. Sérurier lo passa più a monte, a Torre, per avvolgere la destra avversaria.
Le retroguardia austriache sono raggiunte presso Mondovì, sulle alture di Bricchetto ed in disordine sull’Ellero.
Stengel attacca con la cavalleria ma subisce la carica di due squadroni del reggimento Dragoni del Re, sostenuti da due battaglioni di fanteria leggera sul fianco sinistro ed è travolto. Stengel è ferito gravemente e muore pochi giorni dopo.
I francesi si impossessano dei preziosi magazzini di Mondovì, nei giorni successivi inseguono i piemontesi e travolgono gli ultimi tentativi di resistenza.

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LODI 19 V 1796 Francesi (N) Austriaci

Gli austriaci guidati da Beaulieu ripiegano oltre l’Adda.
03:00 – Napoleone guida l’avanguardia francese verso Lodi ricacciando un reparto austriaco da Zorlesco.
11:00 – L’avanguardia francese raggiunge e prende Lodi respingendo dal villaggio qualche centinaio di austriaci.
La cittadina domina la riva sinistra, dove sono schierati 10-12.000 austriaci e napoletani :
3-4 battaglioni si trovano a 100-150 metri dalla riva con una batteria di 14 pezzi che batte il ponte sull’Adda (lungo 200 metri e largo 5).
Numerosa altra fanteria si trova 500 metri indietro, seguita da tre nuclei di cavalleria, compresi 13 squadroni napoletani guidati dal principè di Cutò (2.400 uomini).
Napoleone mette in batteria 30 pezzi ed inizia un duello d’artiglierie. La fanteria austriaca arretra e si appiattisce dietro una leggera ondulazione, lasciano la fanteria leggera sparsa presso i pezzi.
18:00 – Una colonna di 3.000 granatieri in fila per 6 si lancia verso il ponte. Il battaglione di testa, giunto a metà del ponte, salda oltre il parapetto, percorre l’acqua bassa ed il greto giungendo sull’altra riva. Il grosso procede protetto dal fuoco dei primi e cattura le artiglierie austriache.
La prima linea austriaca ripiega rapidamente. Altre fanterie francesi passano il ponte, si schierano e respingono il contrattacco degli austriaci e dei napoletani.
La cavalleria francese, che ha frattanto guadato a nord di Lodi, scende lungo la strada di Spino.
Gli austriaci ripiegano su Crema protetti dalla cavalleria napoletana, poi si ritirano oltre il Mincio lasciano un piccolo presidio nel castello Sforzesco di Milano.
Napoleone entra a Milano (15 V), impone un ingente contributo di guerra e numerose requisizioni (anche di opere d’arte), e procede nell’inseguimento (22 V).

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BORGHETTO 30 V 1796 Francesi Austriaci

LONATO 3 VIII 1796 Francesi Austriaci
Al centro l’avanguardia di Massena entra a Lonato dove viene sorpresa e distrutta dall’avanguardia di Quasdanovic, guidata dal generele Ocksay. Gli austriaci catturano il generale Digeon e 3 pezzi leggeri.
Ocksay si schiera a sud-ovest dell’abitato su una sola linea. Massena lancia le mezze-brigate 18a e 32a (una mezza brigata corrisponde ad un reggimento) in linea di colonna (battaglioni affiancati, con le compagnie in colonna, tutti i tiragliatori in testa ed i granatieri in coda) che sfondano il cento austriaco. La cavalleria francese avvolge gli avversari costretti a ripiegare incalzati verso Salò. Il 15° reggimento dragoni carica gli ulani austriaci e recupera i pezzi. Jounot con la compagnia guide della guardia (ussari e cavalleggeri) avvolge alcuni squadroni del reggimento ulani del colonnello Bender rimasti in retroguardia ma è ferito. Napoleone entra a Lonato con 1.200 uomini.
Frattanto all’ala sinistra Guieu e Despinoy attaccano Quasdanovic a Gavardo ma sono respinti. Guieu viene incalzato fino a Salò ma a sera gli austriaci ripiegano oltre Nozza.
All’ala destra Augereau prende Castiglione e lo difende dagli attacchi delle forze superiori austriache guidate da Liptay che dopo duri combattimenti è costretto a ripiegare.
Gli austriaci, secondo Napoleone, lasciano 2-3.000 tra caduti e feriti, 4.000 prigionieri (3 generali) e 20 cannoni.
La divisione austriaca respinta da Lonato trova in mano francese le vie di ritirata per Salò e per Gavardo, raggiunge ponte San Marco (verso Brescia) ma è costretta ad arrendersi (sono catturati 4.000 fanti, 50 cavalieri e 2 artiglierie).
Napoleone lascia una brigata della divisione Sauret a controllare Quasdanovic (4 VIII) che si ritira per la Val Stabbia verso il Trentino. Il grosso dell'Armata d'Italia, per un totale di 30-34.000 uomini, converge contro Wurmser.

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CASTIGLIONE 5 VIII 1796 Francesi (N) Austriaci

Wurmser ha lasciato forti distaccamenti a Verona, Mantova, presso Pesciera e quindi dispone di 20-24-25.000 uomini.
Avuta notizia delle sconfitta di Quasdanovic, si limita a porsi in difesa a Solferino per permettere a Mantova di ripristinare le difese.
Sérurier muove da Marcaria verso Cavriana e Guidizzolo (a sinistra di Wurmser) e Napoleone con le altre divisioni è tra Lonato e Castiglione.
Gli Austriaci sono schierati fronte a Castiglione, con l’ala destra davanti Solferino e quella sinistra appoggiata al Monte Medolano, dove hanno costruito una ridotta. L’artiglieria è per lo più disposta nella pianura lungo il fronte.
Napoleone, alla sua prima grande battaglia campale, fa eseguire una manovra a tenaglia:
Massena avanza a destra delle strada Castiglione-Solferino, con Augereau alla sua sinistra. Devono impegnare il centro.
Kilmaine (cavalleria) avanza in appoggio a destra di Augereau, in posizione un po’ arretrata.
La divisione Sérurier (guidata dal generale Fiorella) è attesa contro la sinistra e le spalle del Wurmser, su Guidizzolo e Cavriana.
Despinoy è atteso da Brescia contro la destra del Wurmser.
Massena ed Augereau impegnano debolmente gli austriaci che tentano un aggiramento dell’ala sinistra francese, cercando il collegamento con la colonna Quasdanovic (che invece è in piena ritirata).
All’arrivo della divisione Sérurier, gli Austriaci spostano parte della loro secondo linea dell'ala sinistra tra Cassiano e Cavriana per fronteggiare questa nuova minaccia. Napoleone sente il cannone in direzione di Guidizzolo, capisce che è arrivata la divisione Sérurier, ordina il contrattacco frontale, lancia contro una ridotta in pianura il generale Verdière e contro il Medolano 3 battaglioni di granatieri appoggiati da 3 battaglioni di cacciatori a cavallo guidati dal generale Beaumont e da una batteria di 20 pezzi leggeri agli ordini del comandante d’artiglieria Auguste Frédéric Louis de Marmont (poi maresciallo), che colpisce d’infilata gli Austriaci.
Cade la posizione del Monte Medolano, Massena attacca l’ala destra austriaca, Leclerc con la 5a mezza-brigata soccorre la 4a, ed Augereau sfonda il centro austriaco, che si appoggia alla torre di Solferino, guadagnandosi così il titolo di duca di Castiglione.
Wurmser è costretto a ripiegare la sua ala sinistra e contro la destra giunge la divisione Despinoy.
Gli Austriaci ripiegano su Valeggio, Rovebella e Peschiera lasciando 2.000 tra caduti e feriti, un migliaio di prigionieri e 18-20 cannoni. La vittoria è costata a Napoleone poco più di 1.000 uomini (ma dalla fine di luglio ne ha persi 6.000, più tutto il parco d’assedio e numeroso altro materiale).
Nei giorni seguenti Massena incalza d'appresso Wurmser fino Rivoli (17 VIII), costringendolo a tornare in Tirolo.
La manovra è chiamata “La Guerra dei Cinque Giorni” (perché decisa dai combattimenti a Desenzano, due a Salò, Lonato e Castiglione).
Il cardinale Mattei arcivescovo di Ferrara, che ha esortato i suoi fedeli ad unirsi agli austriaci contro o francesi, è rinchiuso per tre mesi.

ROVEREDO 4 IX 1796 Francesi Austriaci

BASSANO 8 IX 1796 Francesi (N) Austriaci

CALDIERO (Ia) 12 XI 1796 Francesi (N) Austriaci

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ARCOLE 15-17 XI 1796 Francesi (N) Austriaci
Augereau, seguito da Massena, passa il ponte gettato a Ronco (15 XI) e marcia a nord verso Villanova per l’unica strada su una diga, che sbocca su un ponticello sull’inguadabile Alpone presso Arcole. I francesi giunti presso il ponte sono investiti dal fuoco degli austriaci che coronano la riva sinistra dell’Alpone. Gli ufficiali ed i generali si gettano in avanti verso il ponte ma non riescono a trascinare con sé le truppe. Lo stesso Bonaparte afferra una bandiera e si lancia all’attacco con i granatieri del generale Belliar ma è travolto da un contrattacco nemico, cade nella palude ed è salvato dai soldati.
Il contrattacco austriaco è respinto ma i francesi non riescono ad avanzare e si mantengono fuori tiro.
Alcuni battaglioni sono stati inviati a sud di Ronco per traghettare l’Alpone ma sono richiamati perché la manovra richiederebbe troppo tempo.
Massena frattanto avanza per Biape di Porcile ed occupa Belfiore respingendo notevoli forze austriache.
Allo scontro partecipa anche la Legione Lombarda, al suo battesimo di fuoco.
Nel pomeriggio Napoleone sale sul campanile di Ronco ed avvista forti colonne austriache in marcia da Caldiero verso Belfiore, quindi ordina di ripiegare sulla destra dell’Adige. Gli austriaci hanno 4.000 caduti e 5.000 feriti.
Il giorno seguente (16 XI) Augereau e Massena ripassano sulla sinistra dell’Adige, premono contro Arcole e Caldiero.
Il presidio di Legnano risale l’Adige e l’Alpone lungo la sinistra verso Arcole, gettando fascine alla foce dell’Alpone per stabilire un collegamento con il grosso dei francesi, ma il tentativo fallisce.
La sera le truppe tornano nuovamente sulla destra dell’Adige con alcuni prigionieri, bandiere e cannoni austriaci presi presso Belfiore. Lo scontro ha indotto Alvinczy ad interrompere il movimento su Verona per concentrare le forze a sud contro Napoleone.
Il terzo giorno (17 XI) Massena riprende gli attacchi a Caldiero ed Arcole. Augereau passa l’Adige a Ronco dopo Massena ma invece che seguirlo passa l’Alpone su un ponte di cavalletti protetto da un distaccamento che ha traghettato ad Albaredo, quindi risale verso Arcole.
Alvinczy lancia le sue truppe all’attacco: 3.000 austriaci da Arcole avanzano verso Ronco ma presso Chiavica di Zerpa sono attaccati sul fianco destro dai francesi e colpiti sull’altro fianco da un reparto appostato in un boschetto presso il ponte di cavalletti. Augereau minaccia San Bonifacio ed a sera gli austriaci, che hanno subito alcuni smacchi locali, ripiegano decimati e demoralizzati lasciando 6.000 tra caduti e feriti, 5.000 prigionieri e 30 cannoni. La notte la ritirata prosegue su Vicenza, poi sul Brenta.
Nel frattempo Dawidowich ha respinto Vaubois dalla corona di Rivoli, poi a Castelnuovo dietro il Mincio (oltre Peschiera), ma saputo della sconfitta di Arcole ripiega a Rivoli (19 XI), poi ad Ala e Riva (20 XI).
Wurmser tenta una sortita da Mantova ma è respinto (23 XI).

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RIVOLI 14 I 1797 Francesi (N) Austriaci
Sulla carta risultano 18.000 francesi contro 27.000 austriaci, questi sono scarsi di cavalleria e di artiglieria.
Napoleone giunge la notte sul 14 e scopre che Joubert è stato ricacciato tra il monte Tombasore ed il dosso San Marco, che sono in mano austriaca.
Alvinczy, con la cavalleria e l’artiglieria, è in fondo a val d’Adige sopra Dolcè (9.000 uomini con 22 cannoni) con alcune grosse colonne scese dal monte Baldo nella valle del Tasso presso Caprino (12.000 uomini).
Un reggimento della divisione Joubert con forti trinceramenti blocca il vallone di Canale, collegamento tra la val d’Adige e la valle del Tasso. Il resto della divisione (10.000 uomini e 14 cannoni) sono inviati a rioccupare monte San Marco ed il Trombasore (ore 4:00), garantendo le ali della valle del Tasso e separando completamente i due tronconi dell’esercito austriaco.
A giorno fatto gli austriaci attaccano i francesi su tutta la linea:
Joubert è respinto, una brigata all’ala sinistra è sbaragliata e messa in fuga abbandonando il Trombasore.
All’altra ala gli austriaci prendono il colle San Marco.
La pressione austriaca nel Vallone, grazie all’appoggio dell’artiglieria, costringe i francesi a ripiegare.
Solo il centro francese nella valle del Tasso resiste.
Sul campo giunge l’artiglieria della divisione Massena seguita dalla fanteria (8.000 uomini) che Napoleone invia a riprendere il Trombasore.
Gli austriaci dal Vallone sboccano sul pianoro ma sono accolti dal tiro concentrato di una quindicina di pezzi d’artiglieria, caricati da Joubert, Berthler (al centro), dalla cavalleria di Leclerc e Lasalle, e ributtati con l’artiglieria in fondo al canale.
I francesi riprendono il colle San Marco ed attaccano frontalmente e sul fianco sinistro la colonna austriaca che scende per val Tasso con pochi pezzi d’artiglieria da montagna. La colonna austriaca è respinta.
I francesi esultano per la vittoria (ore 14:00) ma sulle alture di Affi alle loro spalle compare la colonna Lusignan (4.500 uomini), sorvegliata da 2 battaglioni francesi (ha effettuato un largo ma lento giro per la sinistra francese). Napoleone esclama “Soldati ! ecco là dei prigionieri per voi”. Infatti mentre Massena attacca frontalmente gli austriaci, alle loro spalle giunge Rey e dopo breve lotta si arrendono quasi tutti.
Il giorno seguente prima dell’alba Jounert e Rey (prima dell’alba del 15 I) avanzano contro i fianchi austriaci mentre Murat da Torri del Benaco muove per San Zeno di Montagna, lungo le falde della Punta di Noale e li precede a Ferrara di Monte Baldo. Alvinczy sfugge per un pelo alle maglie francesi ma lascia altri 7.000 prigionieri ed è incalzato fino oltre Trento.

Seconda Coalizione

PIRAMIDI 21 VII 1798 Francesi (N) Mamelucchi

La Spedizione in Egitto.
Il Direttorio, il ministro degli esteri Talleyrand ed il generale Napoleone Bonaparte, reduce dalla gloriosa campagna d’Italia, concordano riguardo l’opportunità di intraprendere una campagna in Egitto, per colpire il commercio inglese (ed emulare Alessandro “Magno”).
La spedizione è accuratamente preparata:
è istituita l’Armata d’Inghilterra per far credere che la spedizione sia rivolta contro gli inglesi, affinché sguarniscano il Mediterraneo (in effetti all’ammiraglio Nelson rimangono 3 vascelli, 4 fregate ed 1 corvetta).
L’ammiraglio francese Brueys dispone di 280 bastimenti da trasporto (per un totale di 48.000 tonnellate) scortate da 13 vascelli, 9 fregate ed 11 corvette.
In Provenza sono preparate 6 divisioni di fanteria (su 3 reggimenti) pari a 40.000 uomini, in gran parte veterani della campagna d’Italia.
Alla spedizione sono aggregati un centinaio tra orientalisti, archeologi, naturalisti, chimici, matematici, ingegneri, lettati e musici, che ne sottolineano l’intento “coloniale”.
La flotta parte da Tolone (19 V 1798), tocca Ajaccio, Genova, Civitavecchia, Malta (10 VI, la popolazione massacra i Cavalieri di Malta), Candia (25 VI) e giunge ad Alessandria d’Egitto (1 VII 1798).
Nelson ha ricevuto altri 11 vascelli, ha preceduto di due giorni la flotta francese ad Alessandria (a causa della deviazione per Candia) e non trovandola è andato a cercarla ad Alessandretta (in Siria).
L’esercito mamelucco ammonta a 5-10.000 cavalieri al seguito di 25 grandi bey e numerosi bey minori discordi tra loro, ed a 20.000 fanti costituiti da servi privi di valore militare. L’artiglieria è numerosa ma manca la capacità di utilizzarla efficacemente.
I francesi risalgono il Nilo (7 VII) con una dura marcia per Damanhur ed el-Ramanieh, mentre una divisione avanza su Rosetta.
Shubra Khit, 13 VII 1798
Presso Shubra Khit ha luogo il primo scontro importante.
Le divisioni francesi assumono schieramento a rettangolo:
un intero reggimento su 6 righe su ciascuno dei due lati lunghi,
il terzo reggimento chiude i due lati brevi, sempre su 6 righe,
i cannoni occupano gli angoli,
all’interno trovano posto la cavalleria, lo stato maggiore, ed i carriaggi.
Contro i rettangoli, affiancati per fornirsi appoggio reciproco, stormeggia la cavalleria mamelucca che prova poi ad infiltrarsi ma è respinta dall’intenso fuoco francese.
Nel combattimento si distinguono il comandante di divisione Pérée, il matematico Gaspard Monge e Berthelot.
Embabeh, 21 VII 1798
Sulla riva sinistra del Nilo, in faccia a Boulaq, ha luogo lo scontro passato alla storia come “Battaglia delle Piramidi”.
All’alba i francesi assumono il collaudato schieramento a rettangoli, però questa volta invece di restare fermi avanzano.
Dopo aver sgombrato le avanguardie nemiche da alcuni villaggi, i francesi giungono davanti ai trinceramenti nemici (ore 12:00).
Le divisioni Desaix e Reyneier sono inviate ad avvolgere le posizioni nemiche da destra, per tagliare la ritirata verso l’Alto Egitto. Murad Bey invia a bloccarle un forte nucleo di cavalleria che giunto a 50 passi è accolto dall’intenso fuoco di moschetteria e d’artiglieria a mitraglia, lasciando numerosi caduti. La cavalleria mamelucca penetra nel corridoio tra le due divisioni in quadrato e subisce il tiro incrociato francese.
Napoleone invia la divisione Bon all’attacco frontale contro le posizioni avversarie e la divisione Menou (guidata dal generale Vial) a tagliare la strada tra la cavalleria ed i trinceramenti, impegnando nel contempo il lato sinistro del campo mamelucco.
Le divisioni Bon e Vial respingono i cavalieri nemici e, giunte presso i trinceramenti, al momento opportuno riducono le file dei quadrati da 6 a 3 distaccando ciascuno due battaglioni per l’attacco.
Il generale Rampon guida i due battaglioni della divisione Bon sotto il fuoco dell’artiglieria mamelucca e prima di raggiungere i trinceramenti subisce una sortita della cavalleria avversaria, che accoglie disponendosi in quadrato e respinge con il fuoco ravvicinato e le baionette.
I francesi occupano il campo nemico e mettono in rotta i mamelucchi verso la sinistra dello schieramento francese, dove si portato un battaglione di carabinieri che ne fa strage. Alcune centinaia di fuggitivi annegano nel Nilo.
La battaglia è durata 19 ore. I francesi catturano 400 cammelli, i bagagli.
Gli sconfitti lasciano 2.000 caduti e numerosi feriti (tra i quali Murad Bey) contro 20-30 caduti (i cui nomi sono scolpiti sulla colonna di Pompeo) e 120 feriti francesi.
Nella battaglia si distinguono il generale di brigata (Dommartin), il colonnello Destaing della 4a mezza-brigata (promosso generale di brigata) ed il generale Zayonshek.
Napoleone entra al Cairo (24 VII) dove la popolazione saccheggia le case dei bey.
L’Occupazione dell’Egitto.
La sconfitta mamelucca è aggravata dalle discordie tra i bey:
Ibrahim Bey ripiega verso Suez e dopo brevi scaramucce è cacciato oltre l’istmo (Sulkowsky è ferito presso Salehey’h).
Murad Bey ripiega verso l’interno, inseguito da Desaix nel medio ed alto Egitto (fino al giugno 1799). Desaix è chiamato dagli egiziani “Il Sultano Giusto”.
La vittoria francese è invece funestata dalla distruzione della flotta ad Abu-Qir da parte di Nelson (22 VII), dalle rivolte al Cairo (repressa sanguinosamente per vendicare l’uccisione del generale Dupuis e di Sulkowsky) ed in altre località, dall’assassinio del generale di brigata Muireur, sorpreso solo presso il campo da tre beduini (come altri soldati ed ufficiali francesi), e dalla dichiarazione di guerra dell’impero Osmano (9 IX).
Napoleone dimostra il proprio genio anche in campo coloniale con l’impianto di fonderie, polverifici, la confezione di abiti in cotone, più adatti al clima, la creazione di una flottiglia fluviale sul Nilo per i rifornimenti e l’istituzione di un istituto di studi. I mussulmani lo chiamano Sultano “Kébir” (cioè “Padrone del Fuoco”).
L’esercito è rafforzato con truppe locali creando una Legione Copta, una Legione Greca ed alcuni battaglioni egiziani. È anche istituito un reggimento di meharisti (cammelli da corsa), con soldati ed ufficiali francesi.
I turchi preparano a Rodi un esercito con aiuti inglesi e russi, affidato a Mustafà Pascià, mentre Ibrahim Bey è raggiunto a Ghaza da nuove forze guidate da Ahmed “el-Djezzar” (cioè “Il Bloccatore”).
La Spedizione in Siria.
Napoleone si mette in marcia con 4 divisioni di fanteria (12.000 uomini), una divisione di cavalleria (Murat, 800 cavalieri e 100 meharisti) e 52 cannoni e giunge alle rovine di Pelusium (XII).
Le divisioni Reyiner e Kléber sono lasciate ad assediare il villaggio fortificato di El Arish preso con un ricco bottino in materiali grazie ad un attacco notturno (16 II). Frattanto Napoleone entra a Ghaza (20 II) costringendo Djezzzar a ripiegare. A Ghaza sono catturati magazzini ben forniti.
Un centinaio di prigionieri catturati a El Arish sono rilasciati sulla parola e si danno alla guerriglia.
Napoleone prosegue con la presa ed il sacco di Yafa (3-7 III 1799), la cui guarnigione è catturata quasi interamente (3.500-4.000 uomini) ed è giustiziata insieme ai prigionieri di El Arish a causa della penuria di viveri. Anche a Yafa è trovato un ricco magazzino, ma le truppe francesi sono colpite da una violente peste.
L’avanzata prosegue con l’investimento di San Giovanni d’Acri (16 III, odierna Akka), munita di artiglierie navali inglesi, difesa da Ahmed “el-Djezzar” con una forte guaringione, l’appoggio della flotta inglese guidata dall’ammiraglio Sidney Smith e con l’emigrato francese Antoine de Phélippeaux (già rivale di Napoleone alla scuola militare di Brienne).
La flottiglia francese che trasporta il parco d’assedio è catturata dalla flotta inglese a Capo Carmelo (18 III).
I francesi procedono con i lavori d’approccio e lanciano alcuni assalti per una ventina di giorni.
Monte Tabor, 16 IV 1799
La divisione Kléber e la cavalleria di Murat (3.000 uomini) sono inviati ad affrontare l’arrivo di Abdallah Pascià dal lago di Tiberiade ottenendo alcuni successi presso Nazaret.
Presso il monte Tabor sono attaccati da 12.000 cavalieri turchi e mamelucchi, più altrettanta fanteria, e stanno per avere la peggio, fortunatamente giunge Napoleone con la divisione Bon (3.000 uomini) disposta in due quadrati, uno sul fianco ed uno alle spalle avversari. I turchi fuggono oltre il Giordano lasciano numerosi caduti ed affogati.
La Ritirata dalla Siria.
Nonostante la vittoria e l’arrivo da Jafa di un convoglio con l’artiglieria d’assedio, a causa della resistenza incontrata e della peste il blocco deve essere tolto (20 V). Tra i caduti ci sono l’aiutante generale Grésieux (di peste) ed il generale Maximilien Cafarelli du Falga.
La ritirata avviene penosamente. A Jafa 25 appestati sono avvelenati con l’oppio affinché non cadano prigionieri (24 V). Il medico Nicolas René Desgenettes si inietta il virus della peste per dare coraggio ai soldati (vive altri 38 anni).
Il rientro al Cairo avviene a metà aprile con 40 cannoni nemici catturati, 50 bandiere e 6.000 prigionieri.
Abu-qir, 23 VIII 1799
Murad Bey torna nel Basso Egitto costringendo Napoleone a lasciare il Cario per affrontarlo (14 VII) ma il giorno successivo è avvisato che il corpo di spedizione preparato dai turchi (12-18.000 uomini e 20 cannoni), guidato da Mustafà pascià di Rumelia, è sbarcato ad Abu-Qir (11 VII) e si è fortificato sulle colline sabbiose.
Napoleone riunisce 5.000 fanti e 1.000 cavalieri (altre fonti indicano un esercito numericamente equivalente a quello turco), pone il campo ad Birket ed attacca le posizioni avversarie (ore 7:00 del 23 VIII [o 25 VII]):
All’ala destra Lannes avanza lungo il lago Maadich.
All’ala sinistra attaccano i generali Destaings e Lanusse.
La cavalleria francese penetra per la pianura che separa le ali dello schieramento turco e le avvolgono. I francesi ributtano gli avversari in mare causando 3.000 caduti, poi si rivolgono contro la seconda linea, protetta da trinceramenti dove l’istmo è più stretto, appoggiata al villaggio fortificato di Abu-Qir e difesa sui lati da 30 scialuppe cannoniere.
Murat espugna il villaggio di Abu-Qir, Lannes con la 22a mezza-brigata e parte della 69a attacca l’ala sinistra avversaria, Fugières in dense colonne attacca l’ala destra.
Nella dura mischia interviene la cavalleria di Murat che sfonda l’ala sinistra turca ed avvolge la destra che è massacrata.
Il comandante di battaglione Bernard ed il capitano dei granatieri Bayle, della 69a mezza-brigata, sono i primi ad entrare nei ridotti turchi. Anche la seconda linea è buttata in mare.
La riserva turca (3.000 uomini) è assalita da Lanusse con 6 pezzi d’artiglieria.
Pascià Mustafà è catturato con il suo tugra a tre code (insegna turca) e numerosi ufficiali.
La vittoria di Abu-Qie è l’ultima impresa di Napoleone in Oriente. La situazione politica europea (gli inglesi gli inviano la gazzetta francese di Francoforte del 10 giugno) gli consiglia infatti di salpare (23 VIII) con una piccola squadra navale (2 fregate e 2 piccole navi) e rientrare in Provenza (9 X) sfuggendo alle navi inglesi dell’ammiraglio Sydney-Smith. Con lui rientrano Berthier, Marmont, Murat, Lannes, Andreossi, Monge e Berthellot.
La Fine della Spedizione in Egitto.
Il generale Jean Baptiste Klèber che dopo la partenza di Napoleone ha assunto il comando e tiene testa abilmente alle armate nemiche ed agli insorti, fino al suo assassinio da parte di un volontario mamelucco (14 VI 1800).
Gli succede il generale Jacques François de Menou ma 17.000 anglo-turchi guidati da Keith e Abercromby sbarcano ad Abu-Qir (8 III 1801), entrano al Cairo (23 VI), ad Alessandria (31 VIII) e lo costringono alla resa (trattato di el-Arich, 2 IX 1801). Secondo il trattato i francesi, i cui effettivi sono ridotti alla metà, rientrano in patria su navi inglesi.
I turchi hanno frattanto occupato le isole Ionie (1799).
Contro il blocco navale inglese si è formata la Lega dei Neutrali tra Svezia, Danimarca, Prussia e Russia.
Dopo una crisi di governo, Pitt è sostituito dagli uomini del suo stesso partito e l’Inghilterra raggiunge con la Francia il trattato di Amiens (25 III 1802) che assegna l’Egitto agli Osmani, l’Inghilterra promette la restituzione di Malta ai Cavalieri di San Giovanni e delle colonie francesi, spagnole ed olandesi ai rispettivi paesi. La Francia abbandona Napoli e Roma.

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STOCKACH (Ia) 25 III 1799 Austriaci Francesi
MAGNANO 5 IV 1799 Austriaci Francesi
TABOR 16 IV 1799 Francesi (N) Turchi
CASSANO 27 IV 1799 Austro-Russi Francesi
ZURIGO (Ia) 4-7 VI 1799 Austriaci Francesi
TREBBIA 17-19 VI 1799 Austro-Russi Francesi
NOVI 15 VIII 1799 Austro-Russi Francesi

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ZURIGO (IIa) 26 IX 1799 Francesi Austro-Russi
I francesi attaccano Korsàkov (25 IX) che è disteso a cordone lungo il Limat con l’ala destra lungo il basso Aare fino al Reno, il grosso raccolto a sinistra presso Zurigo tra il lago e le colline di Albis (in mano ai francesi). Da questo lato si aspetta l’arrivo di Suvòrof:
all’ala destra la divisione Mortier, appoggiata alle solide fortificazioni campali dell’Albis, deve trattenere la sinistra avversaria;
due divisioni sono serrate oltre il Limmat per spezzare la linea avversaria ed isolare Zurigo;
all’estrema sinistra la divisione Menard deve trattenere la destra avversaria;
la divisione Soult e la brigata Molitor (inviate da Lecoubre) devono impegnare Hotze sul Linth inferiore (25-26 IX).
Massena il 25 passa il Limmat all’ansa di Dietikon, spazzata dal tiro convergente delle artiglierie francesi. Contemporaneamente Ménard impegna la destra russa e Mortier attacca energicamente la sinistra sul Sihl costringendo Korsàkov ad impegnare le riserve.
Al centro il grosso dei francesi avanza oltre Dietikon travolgendo l’esile linea russa che deve ripiegare verso le colline tra Limmat e Glatt lasciando l’ala sinistra isolata dentro ed oltre Zurigo. L’ala destra ripiega verso il basso Aare.
Korsàkov ordina un contrattacco con numerosi battaglioni (4-5.000 russi) che passano il Limmat sui ponti di Zurigo verso Hongg, ma la colonna è arrestata e decimata dell’artiglieria francese e ributtata dalla fanteria di Massena.
Il giorno successivo (26 IX) la vittoria è completata con la cattura di un centinaio di cannoni, la cassa militare e tutti bagagli dell’armata russa.
Sul Linth inferiore Hotze cade negli aspri combattimenti il 25 o il 26, i russi sono sconfitti ed inseguiti fino Lichtensteig sul Rhur.

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HELIOPOLIS 20 III 1800 Francesi Turchi

STOCKACH (IIa) 3 V 1800 Francesi Austriaci


MONTEBELLO 9 VI 1800 Francesi Austriaci
L'avanguardia guidata da Lannes, 5.000 fanti, 400 cavalieri e 4 cannoni, si scontra presso Casteggio con 18.000 austriaci e 40 cannoni giunti da Genova con il generale Ott.
I Francesi stanno per essere sopraffatti dai più numerosi avversari ma l'arrivo di una divisione del grosso capovolge la situazione. Gli Austriaci sono respinti oltre Montebello, lasciando 2.200 prigionieri e 5 cannoni.
Ott ripiega su Alessandria.

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MARENGO 14 VI 1800 Francesi (N) Austriaci

I Francesi:
I Francesi (28.000 uomini e 25 pezzi d'artiglieria) bivaccano sulle posizioni raggiunte il giorno precedente:
Divisione Gardanne (3.700 uomini): 6 battaglioni - A Pedrabona.
Divisione Chambarlhac (5.300 uomini): 9 battaglioni - A Marengo, dietro la precedente.
Divisione Watrin (5.000 uomini): 12 battaglioni - In terza linea all'altezza di casa Poggi.
Divisione Monnier (3.600 uomini): 8 battaglioni - Presso Torre Gandolfi.
Guardia Consolare (1.200 uomini): 1 battaglione e 2 squadroni - Presso Torre Gandolfi.
Divisione Lapoype (3.500 uomini): 9 battaglioni - Indietro a Pontecurone.
Cavalleria di Murat (3.200 uomini): 38 squadroni - Due brigate presso Spinetta (al centro), una presso Castelceriolo (destra) ed una presso Sale (in posizione arretrata).
Divisione Boudet (5.300 uomini): 9 battaglioni - Con Desaix a Carbonara Scrivia (a sud), dove la Scrivia in piena gli ha impedito di proseguire.
Gli Austriaci:
Gli Austriaci (20.500 fanti, 8.000 cavalieri e 150-200 pezzi d'artiglieria) passano la Bormida sui due ponti affiancati ed escono lentamente per l'unica apertura delle fortificazioni in testa ai ponti:
La colonna di destra (esce per prima), guidata dal generale O'Reilly, deve fiancheggiare il grosso verso Frugarolo e comprende:
Brigata Rousseau (3.000 uomini): 4 battaglioni e 7 squadroni.

Il centro, guidato da Melas, deve avvolgere i Francesi che sono creduti a Sale e comprende:
Avanguardia (1.200 uomini): 2 battaglioni di fanteria leggera e 4 squadroni.
Divisione Haddick (5.000 uomini): 6 battaglioni e 9 squadroni.
Divisione Kaim (5.000 uomini): 7 battaglioni.
Divisione Morzin (5.000 uomini): 11 battaglioni di granatieri.
Divisione Elsnitz (4.000 uomini): 24 squadroni.

La colonna di sinistra (esce per ultima), guidata dal generale Ott, deve ingaggiare frontalmente i Francesi a Sale e comprende:
Avanguardia (800 uomini): 1 battaglione e 2 squadroni.
Divisione Schllenberg (4.500 uomini): 10 battaglioni e 4 squadroni.
Divisione Vogelsang (2.200 uomini): 5 battaglioni.

La Battaglia.
8:00
GLI AUSTRIACI PASSANO LA BORMIDA.
La divisione Gardanne è violentemente attaccata a Pedrabona dall'avanguardia della colonna centrale e dalla divisone Haddick. Resiste tenacemente ma la superiorità numerica crescente la costringe a ripiegare verso Marengo sotto il fuoco delle artiglierie.
Frattanto la colonna di destra austriaca sfila lungo la Bormida verso sud per schierarsi.
Napoleone, a Torre Gandolfi, riceve le prime notizie dei combattimenti ma non ci da' peso.
9:00
Privo di altre notizie, Napoleone ordina a Lapoype di passare sull'altra sponda del Po ed a Desaix di spingersi da Rivalta a Pozzolo Formigaro.
Melas riceve notizia di uno squadrone respinto da Aqui e distacca la brigata di cavalleria Nimptsch (2.300 uomini) verso Cantalupo temendo l'arrivo del Massena. La colonna del generale Ott inizia il passaggio della Bormina e le prime due colonne si schierano:
O'Reilly all'estrema destra, appoggiato alla Bormida.
L'avanguardia della colonna centrale a sinistra del precedente.
Haddick a sinistra dell'avanguardia, di fronte a Marengo.
Kaim in seconda linea.
Morzin (granatieri) ed Elsnitz (cavalleria) di riserva.
Queste manovre danno il tempo al generale Victor per disporre le sue unità in difesa:
La divisione Chambarlhac è schierata a nord dell'abitato dietro al Fontanone, fosso gonfio d'acqua largo 3-4 metri, profondo 2, contornato di cespugli.
La divisione Gardanne è schierata attorno Marengo. Nell'abitato prende posizione un battaglione della 43a mezza-brigata.
Un battaglione con un cannone si appoggia alla cascina Stortigliona, a sud dell'abitato.
Le brigate di cavalleria Kellermann e Champeaux, appena giunte da San Giuliano, sono tenute in seconda linea.

10:00
GLI AUSTRIACI ATTACCANO MARENGO.
La divisione Haddisch, ultimato lo schieramento, attacca Marengo a bandiere spiegate ed al suono delle bande reggimentali, senza farsi precedere da cacciatori in ordine sparco (come invece era uso). Una sessantina di pezzi d'artiglieria appoggiano l'attacco.
Il violento fuoco di fucileria francese respinge gli attaccanti causando loro numerose perdite, tra le quali anche il generale Haddisch, sostituito dal Bellegarde.
Giunge la divisione Lannes che prolunga lo schieramento francese a nord dell'abitato, schierando due mezze brigate in prima fila e due di riserva.
Il ripiegamento disordinato della divisione Haddisch è coperto dalla divisione Kaim che rinnova l'attacco contro Marengo, appoggiato dalla brigata di cavalleria Pilati che cerca di aggirare l'ala sinistra francese. Il reggimento dragoni dell'Imperatore riesce infatti a passare il Fontanone (in fila per uno), ma appena esce dalla fascia alberata viene caricato dalla brigata Kellermann e ributtato indietro. Solo pochi riescono a riparare al di là del fosso, gli altri sono abbattuti o catturati.
A sud Desaix, trovata un'imbarcazione e ultimato l'attraversamento della Scrivia della divisione Boudet, riceve l'ordine di proseguire per Palazzolo Formigaro.
Le notizie del grosso scontro giungono a Napoleone.
11:00
Napoleone, avanzato a San Giuliano Nuovo, si rende contro di persona della grave situazione e richiama le divisioni Boudet e Lapoype.
12:00
Le posizioni francesi attorno Marengo sono rinforzate dal secondo battaglione della 43a mezza-brigata, tenuto di riserva.
Desaix, oltre Rivalta con la divisione Boudet, riceve l'ordine di riunirsi al grosso.
13:00
Il terzo attacco austriaco a Marengo è condotto dalla divisione Kaim, la brigata granatieri Lattermann, numerosi zappatori che gettano dei ponti volanti, ed è appoggiato dall'artiglieria. Gli attaccanti superano il fossato e respingono lentamente le truppe di Chambarlhac mentre Victor riesce a resistere e contrattacca impiegando le sue ultime riserve : il terzo battaglione della 43a mezza-brigata ed uno della 96a.
A sud O'Reilly ha respinto il presidio della Stortigliona a Cascina Grossa mentre a nord è entrato in azione Ott che attacca Castel Ceriolo, difeso da due compagnie del Lannes, si rende conto della situazione e non procede per Sale, minacciando invece la destra francese.
14:00
I FRANCESI SONO RESPINTI.
Il quarto attacco austriaco costringe Victor ad abbandonare Marengo e ripiegare, lasciando scoperta la sinistra di Lannes che quindi lo imita, avendo impegnato le sue due mezze-brigate di riserva una a nord verso Castel Ceriolo contro Ott, l'altra sulla strada di Tortona contro le infiltrazioni di cavalleria austriaca. Gran parte delle artiglierie sono impantanate nel fango e vengono abbandonate.
Da Torre Garofoli giungono la divisione Monnier e la Guardia Consolare, subito impiegate per arginare l'avvolgimento della sinistra austriaca. La Guardia respinge tre cariche degli austriaci di Ott. La brigata Schilt prolunga la destra di Lannes mentre la brigata Saint-Cyr conquista alla baionetta Castel Ceriolo.
La superiorità numerica austriaca e le munizioni che cominciano a scarseggiare costringono tuttavia i Francesi a ripiegare su tutta la linea. Le divisioni del generale Victor sono tra le più provate.
17:00
I Francesi sono bersagliati da una sessantina di pezzi austriaci e sono respinti su tutto il fronte ma riescono a ripiegare lentamente ed ordinamente sulla linea Sale-San Giuliano, ridotti a circa due terzi degli effettivi e privi di riserve.
Il generale Melas, leggermente ferito e dopo aver perso due cavalli sotto di se', rientra ad Alessandria per compilare il bollettino della vittoria delegando al generale Kaim l'inseguimento degli sconfitti.
L'avanguardia, guidata dal generale Zach e composta da 8 battaglioni (4.000 uomini) e 6 squadroni. Il resto dell'armata avanza 300 metri dietro in un'unica colonna lungo la strada, fiancheggiata dalla cavalleria. La brigata di granatieri Weidenfeld chiude la colonna 400 metri dietro al grosso. Le bande reggimentali intonano musiche di vittoria. I generali Ott (con 16 battaglioni a sud di Castel Ceriolo) e O'Reille (a Frugarolo), privi di ordini, rimangono inattivi !
L'ARRIVO DI DESAIX.
Napoleone dal campanile di San Giuliano Nuovo avvista la divisione Boudet, fa spargere la notizia, va incontro a Desaix che esclama "Generale, arrivo adesso. Siamo tutti freschi e se occorre ci faremo uccidere.".
I rinforzi sono rapidamente inseriti nella formazione francese:
La divisione Boudet viene schierata presso San Giuliano Vecchio, a cavallo della strada per Tortona: a sud la 9a mezza-brigata leggera, appoggiata ad una vigna, a nord la 30a e la 59a, ognuna con un battaglione di riserva.
Il comandante d'artiglieria Marmont schiera davanti alla divisione appena giunta una batteria con i 5 pezzi rimasti, 5 pezzi giunti da Voghera (probabilmente sono quelli catturati a Montebello) e gli 8 pezzi della divisione Boudet.
I resti di Lannes, Monnier e della Guardia Consolare prolungano la destra della divisione Boudet.
I resti delle brigate di cavalleria Kellermann (400 cavalieri) e Champeaux si schierano in seconda linea.
I resti delle divisioni Gardanne e Chambarlhac rimangono di riserva.
Il generale Zach presso Cascina Grossa dispone la testa della colonna in ordine di combattimento:
In prima linea la brigata St. Joulien, tre battaglioni del reggimento Wallis ed il reggimento dragoni del Lichtenstein.
In seconda linea i 5 battaglioni granatieri della brigata Lattermann.
Gli Austriaci sbucano a 70 metri e le parti si scambiano un fuoco violentissimo che causa numerosi caduti. Desaix (in borghese) lancia all'attacco la 9a mezza-brigata leggera seguita delle forze rimaste, e cade all'inizio dell'azione.
Il reggimento Wallis viene respinto. La brigata Lattermann retrostante si apre, lo lascia arretrare e contro carica la 9a e la 30a mezza-brigata respingendole ma viene colpita da tre cannoni che sparano a mitraglia a 200 metri.
Kellermann, che fiancheggia sulla sinistra con il 2º e 30º cavalieri e due squadroni dell'8º dragoni (150 cavalieri in tutto), ordina la carica, mette in fuga disordinata i dragoni di Lechtenstein, che non attendono la carica della cavalleria francese, disperde i granatieri di Lattermann e li spinge contro Boudet. L'intera avanguardia austriaca è sbaragliata ed in parte si arrende. Il generale Zach è tra i prigionieri.
Kellermann riceve in rinforzo un reggimento di Champeaux e, seguito dai granatieri a cavallo e dai cacciatori a cavallo della Guardia Consolare, insegue i dragoni di Lechtenstein che portano il disordine alla brigata Pilati (che fiancheggia il grosso), alla colonna del generale Ott e quindi all'intera colonna austriaca. Il generale Kaim tenta inutilmente di schierare i battaglioni di testa che, travolti dalla cavalleria, sono trascinati nella fuga ed inseguiti dalla cavalleria di Kellermann.
Gli Austriaci in fuga superano il Fontanone e proseguono in disordine verso i ponti. La brigata granatieri di Weidenfeld resiste a Spinetta consentendo il ripiegamento alla colonna di O'Reilly da Fugarolo e di Ott, rimasto isolato, che si apre la strada a forza.
22:00
I Francesi raggiungono le posizioni del mattino guadagnando 3.000 prigionieri, 13 cannoni e 12 bandiere. Gli Austriaci lasciano inoltre 9.400 caduti e feriti contro 5.600 Francesi.
23:00
La divisione Lapoype giunge a Voghera (non ha preso parte alla battaglia).

Il giorno seguente Melas chiede di trattare e Napoleone, a corto
di munizioni, accetta. A sera è firmato l'armistizio con il quale
Melas abbandona il terreno fino al Chiese e ripiega oltre il
Mincio cedendo 12 piazze e cittadelle in Piemonte, Liguria e Lombardia.

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HOCHSTÄDT 19 VI 1800 Francesi Austriaci


HOHENLINDEN 3 XII 1800 Francesi Austriaci
Sulla strada Erding-Hohenlinden si radunano le divisioni
Legrand, Bastoul e Ney (dell’armata di Grenier), la divisione
Grouchy dell’armata di Moreau, con l’ala sinistra a Hörlkofen
 e l’ala destra a sud di Hohenlinden.
Le divisioni Richepanse e Decaen (dell’armata di Moreau) sono all’estrema destra dirette a Mattenboett.
All’estrema destra la divisione Richepanse oltrepassa San Cristoforo ed è attaccata sul fianco destro da una colonna austriaca proveniente da Albaching (ore 7:00) ma secondo gli ordini prosegue la marcia su Mattenboett lasciando la divisione Dicaen che la segue a trattenere gli austriaci da San Cristoforo.
Frattanto le altre divisioni sono attaccate frontalmente. Davanti la divisione Grouchy una grossa colonna austriaca esce dalla foresta di Hohenlinden, a cavallo della strada di Mattenboett (ore 8:00). Poco dopo anche la divisione Ney è impegnata dagli austriaci provenienti da Isen che cercano di sboccare dalla foresta a nord di Hohenlinden. Gli austriaci sono ricacciati nel bosco e rimangono indecisi sul da farsi, subendo il contrattacco francese.
Richepanse giunge a Mettenboett dove incontra un forte nucleo di cavalleria austriaca, che trattiene lanciando la sua meno numerosa cavalleria divisionale, mentre la fanteria è inviata alle calcagna delle colonne austriache che avanzano nel bosco, cattura un convoglio di artiglieria e carriaggi (87 pezzi e 300 veicoli) e raggiunge una colonna austriaca in disordine, già impegnata frontalmente da Ney e Groucy. La colonna austriaca è dispersa.
Altre due colonne austriache ripiegano verso l’Inn. Gli austriaci credevano i francesi in ritirata ed avanzavano senza precauzioni.
L’arciduca Carlo ripiega oltre l’Inn, poi a Salzach inseguito dai francesi che tra Salzach e Traun si fa più incalzante (dopo il 15 XI) costringendolo ad accettare l’armistizio di Steyr (25 XII).

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Terza Coalizione

ELCHINGEN 14 X 1805 Francesi Austriaci

CALDIERO (IIa) 30 X 1805 Francesi Austriaci

MARIA ZELL 8 XI 1805 Francesi Austriaci

HOLLABRUNN 16 XI 1805 Francesi Russi

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AUSTERLITZ 2 XII 1805 Francesi (N) Austro-Russi

Francia

73.000 uomini
139 cannoni

Austria e Russia

85.400 uomini
278 cannoni

Perdite:
4.000 austriaci
11.000 russi
12.000 prigionieri
180 cannoni
50 bandiere

1.305 francesi morti
6.940 francesi feriti
573 prigionieri

Presso Olomouc si trovano l’Imperatore Francesco I d’Asburgo, lo czar Alessandro I, 72.000 russi e 14.000 austriaci. Dalla Vistola è in arrivo l’ultima colonna di 12.000 russi guidata dal generale Essen.
I francesi sono così disposti:
Murat con l’avanguardia si trova presso Viskov (Moravia),
Napoleone dietro di lui dispone dei C.A. IV° (Soult), V° (Lannes) e della Guardia Imperiale () per un totale (compresa l’avanguardia) di 50-55.000 uomini.
Il I° C.A. (Bernadotte) si trova a Morayske Budejovice per parare la minaccia dell’arciduca Ferdinando in Boemia,
Il II° C.A. (Marmont) si trova a Loeben per sbarrare la strada agli 80.000 austriaci guidati dagli arciduchi Carlo e Giovanni
Il III° C.A. (Davout) è tra Vienna e Presburgo per parare l’avanzata dell’arciduca Carlo.
Altre fonti indicano 80.000 russi e 15-25.000 austriaci (o 85-86.000 in tutto, con 280-300 pezzi d’artiglieria) contro 75-85.000 francesi con 139 pezzi d’artiglieria.
28 XI - Gli austro-russi, preceduti da nugoli di cosacchi, attaccano l’avanguardia (Murat) che secondo gli ordini ripiega fino Posorice (a est di Bruna) inducendo gli avversari ad una ritirata generale francese. Presso Wiskov sono catturati 50 dragoni del 6° reggimento francese. Napoleone propone una tregua.
29-30 XI - Gli austro-russi lasciano la strada di Olomouc-Viskov-Posorice per dirigersi verso Austerlitz/Slavkov, tagliare la ritirata dei francesi su Vienna e spingerli in Moravia. Napoleone capisce le intenzioni dell’avversario che deve prima salire sull’altopiano di Pratzen, largo e scoperto, poi scendere nella valle del Goldbach e risalire sulle altrure alla destra del fiume, quindi sceglie di fermarli nella valle appoggiandosi ai villaggi. All’ala sinistra le truppe occupano la sinistra del Goldbach per impossessarsi dell’altopiano di Pratzen.
Napoleone sgombra gli avamposti a nord della strada di Olomouc ed a est della Littava, schiera il grosso lungo il Goldbach e richiama i C.A. I° (Bernadotte) e III° (Davout).
2 XII - Napoleone è da un anno imperatore e visita le posizioni francesi (1:00).
 All’ala sinistra il V° C.A. (Lannes, divisione Suchet a sinistra e Cafarelli, con i corazzieri italiani, a destra) si schiera a cavallo della strada Bruna-Bosorice, sulla strada del Goldbach, appoggiato al dosso isolato del Santon che viene fortificato, munito di 18 pezzi da 12" e presidiato dal 18° reggimento di fanteria leggera.
Al centro il IV° C.A. (Soult, divisioni Vandamme e Saint-Hilaire, 23.000 uomini e 35 cannoni) si schiera lungo il Goldbach tra Girzikovice a Tellnice. Le divisioni di sinistra (Vandamme e Saint Hilare) sulla riva sinistra del fiume, quelle di destra (divisione Legrand e cavalleggeri di Morgaron) in difesa dietro il fiume. I russi già nella notte hanno effettuato un tentativo di prendere Sokolnitz.
All’ala destra è previsto l’arrivo del III° C.A. (Davout, divisioni Friant, Gudin e dragoni di Bourcier, 6.300 uomini), che deve prolungare la destra fino ai laghi ghiacciati di Tellnice/Telnitz con compito difensivo.
Il grosso della riserva è schierato dietro l’ala sinistra e dietro al centro, comprende la cavalleria di Murat (nell’ordine, Kellerman con ussari e cacciatori, Valther e Beaumont con dragoni, Namsouty e d’Hautpoult con corazzieri, con 24 artiglierie a cavallo), la Guardia Imperiale (10 battaglioni e 40 cannoni, compresi 6 pezzi della batteria della Guardia Reale Italiana comandata dal tenente Fortis) e la divisione di granatieri Oudinot (10 battaglioni, sottratta al V° C.A.). Inoltre è atteso il I° C.A. (Bernadotte, divisioni Rivaud e Drouet) da Bruna.
Al mattino il tempo è nebbioso ed i russi iniziano l’attacco (ore 6:00):
All’ala sinistra Buksgèvden con 50-59.000 uomini avanza in due colonne (Doctorov, Langeron) dalle alture di Pratzen verso Tellnice e Sokolnice per varcare il Goldbach e schierarsi.
All’ala destra il generale Bagration ed il principe Giovanni di Liechtenstein con 17.000 uomini impegnano i francesi verso Posorice.
Un grosso corpo è lanciato sulla strada di Bruna oltre Posorice.
La riserva, dietro il fianco destro alleato, è costituita dalla Guardia Imperiale russa guidata da Costantino Pavlovic granduca di Russia (fratello dello czar).
Dopo un’ora di combattimenti i russi di Dictorv cacciano la divisione Langrand da Telnitz e si fermano ad attendere la colonna guidata da Langeron, impegnato contro l’abitato di Sokolnitz. L’altra divisione del IV° C.A. (Soult) riprende entrambi i paesi.
La lotta nel basso Goldbach segue esito incerto, ma l’arrivo del III° C.A. (Davout) rende sicure le posizioni francesi.
Buksgèvden fa affluire nuove truppe dall’altipiano del Pratzen, movimento previsto da Napoleone che ne prende atto dal suo punto d’osservazione; la collina di Zurlan (8:12).
Napoleone lancia il IV° C.A. (Soult, divisioni Vandamme e Saint Hilaire) seguito dal I° C.A. (Bernadotte), dalla Guardia Imperiale e dalla divisione granatieri di Oudinot contro le alture di Pratzen (8:45). La nebbia si dirada e sul campo di battaglia inizia a splendere il sole (9:00). Kutüsof tenta inutilmente di fermare l’attacco sulle alture con le poche truppe rimaste. Le colonne richiamate indietro giungono in disordine e sono facilmente respinte dai francesi.
Il I° C.A. (Bernadotte) prende Blasowitz, il villaggio è ripreso dalla fanteria leggera russa (9:30) ed è riconquistato dopo mezz’ora di dura lotta, garantendo il collegamento tra il centro (Pratzen) e l’ala sinistra (Santon). Soult, padrone delle colline, piazza 24 pezzi in batteria (11:00).
A nord il V° C.A. (Lannes) rinforzato da Murat trattiene e respinge le forze avversarie (i cavalieri smontano per aprire il fuoco) separando dal centro l’ala sinistra russa, che lascia 4.000 caduti e 2.500 prigionieri. I francesi giungono al bivio di Posorice (12:00), dove ricevono l’ordine di fermarsi da Napoleone che poi raggiunge Soult.
La Guardia Imperiale russa carica i francesi sull’altopiano per riaprire le comunicazioni con il grosso (13:00): 3.000 fanti e 1.000 cavalieri con 6 cannoni. Il primo battaglione del 4° reggimento della 2a divisione francese (Vandamme) respinge due battaglioni russi e cattura due stendardi ma poi è messo in rotta perdendo l’aquila. I caduti francesi sono 600, Vandamme è tra i feriti ed un secondo reggimento è messo in fuga.
Il tiro a mitraglia dell’artiglieria seguito dall’intervento dei granatieri di Bassières e della Guardia francese (compresi 250 cavalieri mammelucchi) ferma il contrattacco russo. La guardia russa è messa in rotta lasciando 700 caduti, le bandiere, l’artiglieria ed il principe Repnin (comandante della cavalleria della guardia), catturato dal generale Rapp. Costantino Pavlovic granduca di Russia si salva a stento ed il suo reggimento è distrutto. Napoleone commenta dicendo "Molte belle donne di San Pietroburgo piangeranno questo giorno".
Occupate le alture, i francesi serrano gli austro-russi nella vallata (14:30).
Verso sera l’estrema sinistra austro-russa è avvolta da nord e da est ed è costretta a ritirarsi tra i laghi di Satzchau e Monice, una stretta striscia di terra battuta dalle artiglierie avversarie (compresa la batteria della Guardia Reale Italiana, guidata dal tenente Fortis). L’unico ponte sul Littawa è bloccato dall’esplosione di un carro di munizioni, colpito dall’artiglieria francese. Numerosi uomini, cavalli e cannoni finiscono nelle acque a causa della rottura dello strato di ghiaccio. 8.000 russi depongono le armi e si arrendono. I combattimenti cessano verso le 17:00 e la stanchezza impedisce l’inseguimento (che inizia il giorno seguente).
Le perdite austro-russe ammontano a 27.000 uomini tra caduti e prigionieri (rispettivamente 15.000 e 11-20.000 in altre fonti, compresi 12-15 generali), 40 bandiere (in aggiunta alle 14 già catturate nella campagna). Gli austriaci perdono più di 5.000 uomini. I resti ripiegano verso l’Ungheria.
I francesi denunciano 1.300 caduti (800 in altre fonti), 7.000 feriti (2.000 in altre fonti), compresi i generali divisionali Saint Hillaire, Kellermann, Walther, i generali di brigata Valhuber, Thiébaut, Sebastiani, Compan e Rapp, e 573 prigionieri (7-8.000 tra caduti e feriti in altre fonti).
La battaglia è chiamata "Dei Tre Imperatori". Il bollettino della vittoria inizia con la frase "Soldats, je souis content de vous". Le 1.200 artiglierie catturate nella campagna militare sono fuse per innalzare una colonna trionfale alta 44 metri dedicata alla Grande Armée a Parigi (odierna piazza Vendôme).

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Quarta Coalizione


MAIDA 6 VII 1806 Inglesi Francesi


SAALFELD 10 X 1806 Francesi Prussiani

All’ala destra il V° C.A. (Lannes) trova presso Saalfeld da 7.500 fanti, 2.500 cavalieri e 40 cannoni (solo 8.000 uomini secondo fonti tedesche) guidati dal trentaquattrenne Friedrich Ludwig Christian principe di Prussia (chiamato spesso Louis Ferdinand), schierati ai piedi delle colline secondo la rigida tattica lineare prussiana, con alle spalle le sponde paludose del fiume Saale. Il generale svizzero Muller osserva che la ritirata è ostacolata ma il principe di Prussia risponde che per sconfiggere i francesi è sufficiente attaccarli.
Le pendici rotte e coperte sono abbandonate ai francesi.
Suchet sbocca per primo ed aggira la destra prussiana coperto dai boschi. Un battaglione e 2 cannoni leggeri avanzano per la strada verso Saalfeld mentre 1.500 metri più a sinistra muove la cavalleria di Treillard in due colonne (ore 9:45).
Il combattimento è iniziato da numerosi tirailleurs francesi che escono dai boschi e sfruttano il terreno rotto (ore 11:00).
Il principe di Prussia, che cerca lo scontro contrariamente agli ordini ricevuti, protegge il fianco destro attacca con il classico ordine obliquo: 6 battaglioni prussiani e sassoni in linea, affiancati a sinistra da 4 battaglioni in colonna.
Da parte francese giungono due battaglioni del 34° reggimento di linea che sono subito lanciato contro il fianco destro avversario. L’attacco prussiano è fermato ed i francesi continuano ad avanzare.
Frattanto 3 brigate di Suchet si schierano nel piano e Lannes ordina l’attacco (ore 13:00). Il generale Reille guida il 34° reggimento attraverso un bosco e cattura 15 cannoni avversari, il 40° avanza in colonna, il 64° in parte sostituisce i tirailleurs che hanno finito le cartucce ed in parte rinforza le due ali, l’88° con il generale Vedel scende nel piano sostenuto dalla cavalleria e coperto dall’artiglieria, il 9° e 10° ussari caricano i prussiani e ne fanno strage.
Luois Ferdinand principe di Prussia carica i francesi con 5 squadroni di ussari ma è circondato dal 9° e dal 10°, riesce a fuggire ma è raggiunto, rifiuta di arrendersi ed è ucciso con due aiutanti da campo.
I prussiani tentano una difficile ritirata attraverso le paludi. Victor con un battaglione d’elite e numerose compagnie del 17° reggimento passa la Saale e li insegue fino oltre Rudolfstadt, il generale Claparède spinge gli avversari nella Schwarza, una compagnia del 40° snida i fuggiaschi da un cimitero, 4 compagnie del 17° passano il fiume e proseguono l’inseguimento fino a Blankenburg.
Gli sconfitti lasciano 1.000 prigionieri (1.500-1.800 secondo Souchet), 33 cannone e 4 stendardi.


JENA 14 X 1806 Francesi (N) Prussiani

I Prussiani.
Friedrich Ludwig principe di Hohenhole ritiene di dover proteggere il fianco della ritirata e si limita a disporre le sue truppe senza fornire ordini precisi per il reciproco appoggio, ritenendo che l’attacco si svilupperà il giorno successivo:
la divisione Tauenzien (8.000 uomini) fronteggia Jena, sulla cresta tra i villaggi di Closewitz e Lützenrode, con 4 battaglioni sassoni di rincalzo. Una divisione sassone presidia Schnecke (sulla strada tra Jena e Weimar) mentre 4 battaglioni sassoni e truppe leggere presidiano il bosco di Isserstedt. Gli scontri precedenti hanno già ridotto a metà effettivi i battaglioni leggeri;
il grosso (22.000 uomini), guidato da Hohenhole, è schierato presso Weimar, tra Isserstedt e Capellendorf;
il corpo di Rüchel, di 28 squadroni e 26 battaglioni (15.000 uomini), è atteso a Weimar;
un corpo d’osservazione di 3 battaglioni e qualche squadrone di cavalleria (5.000 uomini) guidato da Holtzendorff è davanti Donnbourg (a nordest).
I Francesi.
4:00 - Napoleone si sveglia e da ordine di schierarsi secondo le indicazioni impartite la sera precedente:
sull’altipiano di Landgrafenberg al centro si trova la Guardia Imperiale (Lefebvre, 5.000 uomini e 14 pezzi d’artiglieria), schierata su 5 linee; la prima formata dai cacciatori;
davanti sono schierate le divisioni Gazan (a sinistra, su tre linee) e Suchet (a destra) appartenenti al V° C.A. (Lannes, 20.000 uomini, 28 cannoni). A destra è inoltre previsto l’intervento del VI° C.A. (Ney) mentre a sinistra quello del IV° C.A. (Soult);
all’ala sinistra sono schierate la prima divisione e la cavalleria del VII° C.A. (Augereau, 8.000 uomini, 12 cannoni). La divisione è in colonna sulla strada per Weimar, deve garantirsi gli sbocchi al piano con i tirailleurs, dare il tempo al generale Gazan di disporre l’artiglieria su un’altura, quindi sboccare in pianura con l’intero corpo.
I cavalleggeri sono a disposizione dei generali mentre la cavalleria pesante è di riserva dietro la Guardia.
A Jena sono giunte durante la notte la divisione Saint-Hilaire (9.000 uomini e 12 pezzi d’artiglieria) del IV° C.A. (Soult) e l’avanguardia del VI° C.A. (Ney, 3-4.000 uomini, 4 pezzi d’artiglieria).
In tutto 84.000 fanti e 12.000 cavalieri.
La Sconfitta di Tauenzien.
Si trovano di fronte 46.000 francesi con 70 pezzi d’artiglieria contro 45.000 prussiani con 120 pezzi d’artiglieria, avvolti nella nebbia.
6:00 - L’ordine è di cacciare i prussiani dalle loro prime posizioni per poter disporre di spazio sufficiente a schierare gli altri corpi d’armata e dare battaglia il giorno successivo. Il primo colpo di cannone prussiano passa sopra tutto lo schieramento francese uccidendo un cuciniere. Napoleone incita le truppe che rispondono gridando "Marchons!" (Marciamo!).
All’ala destra la divisione Suchet, parte in linea e parte in colonna, si prepara ad attaccare il villaggio di Closewitz. La brigata Claparède con il 17° reggimento leggero in testa, appoggiata da due cannoni, seguita dalla brigata Reille con il 34° spiegato ed il 40° in colonna, e dalla brigata Vedel in colonne serrate, tuttavia la nebbia consente solo tiri di moschetteria alla cieca ed il 17° leggero avanza troppo a destra, urtando i prussiani in un bosco.
La divisione prussiana Grawert giunge in sostegno verso il villaggio di Vierzehn-Heiligen.
7:00 - Il 17°, con il quale si trova Suchet, continua il fuoco vivace che causa la perdita di 2 ufficiali. Clapérade caccia a forza i prussiani che tirano da un boschetto, passato il quale la divisione si trova di fronte numerosa cavalleria avversaria. Suchet sostituisce il 17°, che ha finito le cartucce, con il 34°.
La nebbia si dirada e Suchet si vede attaccato su un fianco da 3 battaglioni di granatieri, verso i quali fa cambiare fronte a due battaglioni del 34°. I granatieri sono respinti oltre Lützenrode perdendo l’artiglieria. Tutto il piano davanti il Landgrafenberg è abbandonato da Tauenzien ed occupato da Lannes.
La Sconfitta di Holtzendorff.
8:30 - I francesi dispongono quindi dello spazio per schierarsi e combattere: A destra del V° C.A. (Lannes) interviene la divisione Saint-Hilaire che grazie alla superiorità numerica ed all’artiglieria prende facilmente il villaggio di Closewitz ed il bosco a sinistra del villaggio.
Al rumore della battaglia accorre da nord-est il corpo di Holtzendorff (5.000 uomini) che ingaggia la divisione Saint-Hilaire con i tiragliatori e schiera la fanteria secondo il rigido ordine obliquo di Federico, la cavalleria alle ali e 22 pezzi d’artiglieria con un ristretto campo di tiro.
La divisione Saint-Hilaire si schiera con l’ala destra dietro il villaggio di Rödigen, fuori tiro dall’artiglieria prussiana, ed effettua una marcia al coperto dalla creste delle alture contro il fianco sinistro degli attaccanti.
La minaccia è sufficiente ad indurre Holtzendorff ad ordinare la ritirata dietro il ruscello di Lehesten, coperto efficacemente dai cavalleggeri della Guardia Reale e dai dragoni sassoni che caricano la divisione Saint-Hilarie ma subiscono gravi perdite dal tiro del 10° leggeri e del 36° di linea, sono contrattaccati dai generali Margaron e Guyot con la cavalleria del corpo e costretti a ripiegare.
La cavalleria disperde i cavalieri ed i tiragliatori prussiani e piomba sulle colonne in ritirata catturando 400 uomini, un generale, 6 cannoni, 2 o 3 stendardi.
Il corpo di Holtzendorff si riordina dietro Nerkwitz ma anche qui è minacciato d’aggiramento da sinistra e caricato dalla cavalleria francese, e dopo breve combattimento è messo in rotta disordinata verso Apolda perdendo quasi tutta l’artiglieria. La divisione Saint-Hileire interrompe l’inseguimento per partecipare all’azione degli altri corpi avvolgendo l’ala sinistra prussiana verso Vierzehn-Heiligen.
Holtzendorff raduna la fanteria ad Apolda dove si ferma, limitandosi ad inviare la cavalleria ed una batteria a Hohenhole.
La Sconfitta di Hohenhole.
Friedrich Ludwig principe di Hohenhole che sta progressivamente facendo intervenire le sue forze.
Una divisione sassone si porta a ovest di Mühlthal senza averne ricevuto l’ordine, la cavalleria e le batterie a cavallo si schierano attorno Vierzehn-Heiligen, seguite dalla divisione Grawert. Questo movimento induce Tauenzien ad arretrare verso Weimar per Klein-Romstedt, abbandonando il villaggio di Vierzehn-Heiligen.
Frattanto all’ala sinistra, presso Cospeda, entra nel combattimento la divisione del VII° C.A. (Augereau). La prima brigata (16° leggero e 14° di linea) attacca sostenuto da parte della seconda brigata, prende un bosco e respinge i tiragliatori prussiani.
10:00 - I combattimenti si estendono su tutta la linea da Krippendorf (nord), attorno Vierzehn-Heilgen (centro), al bosco di Isserstedt (a sud), presidiato da tiragliatori prussiani.
Clepérade occupa Krippendorf ed inizia a salire sulle alture di fronte. Napoleone fa avanzare l’artiglieria della Guardia che tira su quella sassone piazzata presso Vierzehn-Heilgen, dietro la quale si schierano 4 battaglioni sassoni freschi e numerosa cavalleria (5.000 uomini in tutto).
Il primo attacco francese è respinto da un vigoroso contrattacco dei prussiani che avanzano fino quasi Krippendorf.
11:00 - 15 battaglioni prussiani in linea, con la divisione sassone distante sulla destra, fronteggiano il V° C.A. (Lannes) al quale Napoleone ordina di attendere da Lützenrode la divisione Desjardins del VII° C.A. (Augereau), ma rimane sorpreso nel vedere la battaglia ravvivarsi all’estrema sinistra.
Infatti Ney ha deciso di intervenire senza attendere il resto dei suo corpo d’armata ed attacca con il 10° cacciatori in colonna di squadroni fiancheggiato, cattura sette pezzi d’artiglieria, è fermato dai più numerosi gendarmi ed i corazzieri di Heinkel. Ney è soccorso dal 3° ussari, che lo fiancheggiano a sinistra, e ripara con i cacciatori in un quadrato di due battaglioni di granatieri e voltiguers, che aprono il fuoco a 20 passi. I cavalieri prussiani, minacciati anche dall’arrivo dei cavalleggeri di Treillard, ripiegano rapidamente ma il fuoco dell’artiglieria prussiana costringe Ney, che ha solo 3 o 4 pezzi, a retrocedere.
11:30 - Napoleone, benché in inferiorità numerica, decide di sostenere l’attacco di Ney e lancia in avanti il 21° cacciatori (della brigata Treillard), il 9° e 10° ussari, il 21° leggeri (brigata Gazan) e la divisione Desjardins del VII° C.A. (Augereau) che occupano facilmente Vierzehn-Heilgen ed il bosco di Isserstedt, penetrando per primo tra la destra prussiana ed il piccolo corpo sassone avanzato a Mühlthal.
Hohenhole schiera 38 squadroni di cavalleria in seconda linea e lancia all’attacco in ordine obliquo contro il villaggio la brigata Grawert (28 battaglioni).
La moschetteria e l’artiglieria francese infligge agli attaccanti ordinati pesante perdite ma non impedisce loro di riprendere Isserstedt con i boschi vicini e di avvolgere da nord il villaggio di Vierzehn-Heilgen.
Alcuni voltiguers della guardia gridano "En Avant!" impazienti di combattere e sono rimproverati da Napoleone che dice loro di attendere di aver guidato 30 battaglie prima di dargli consigli.
Hohenhole non sostiene l’attacco ed arretra le sue truppe che restano sotto il fuoco dei tirailleurs francesi subendo pesanti perdite. Un reggimento tedesco molto provato ripiega ed è riportato in linea a colpi di sciabola. L’artiglieria sostiene entrambi gli schieramenti infliggendo gravi perdite.
A destra di Vierzehn-Heilgen, dove il 21° leggeri ed il 40° lottano duramente, prendono posto il 100° reggimento guidato dal generale Graindorge e da Lannes, ed il 103° ma Hohenhole li fa caricare da 28 squadroni di cavalleria che li costringe a ripiegare.
13:00 - Grawert si complimenta con Hohenhole per la vittoria riportata e lo trattiene dall’inseguimento dicendo di lasciarlo alle truppe fresche di von Rükel in arrivo. Massenbach invece insiste per l’attacco a fondo dicendo che "attendere, è la morte!", ma non è ascoltato.
A nord di Krippendorf, contro l’ala sinistra prussiana, giunge anche la divisione Saint-Hilaire affrontata dalla cavalleria prussiana con alcune batterie.
Il tiro dei francesi continua a dimostrarsi micidiale mentre quello a raffiche dei plotoni e dei battaglioni prussiani produce scarsi risultati. Vierzehn-Heilgen è bombardata ed incendiata dai prussiani.
Frattanto affluiscono i rinforzi francesi: le divisioni Marchand e Gardanne del VI° C.A. (Ney), la divisione Heudelet del VII° C.A. (Augereau), i dragoni di Klein ed i corazzieri di Hautpoul della Riserva di Cavalleria (Murat)
13:30 - Napoleone fa intervenire con le truppe finora tenute di riserva (secondo l’Imperatore sono in campo 250-300.000 uomini e 7-800 cannoni delle due parti).
Le colonne francesi avanzano accompagnate dai musici e precedute da nugoli di tiraillerus, appoggiati da una batteria di 25 pezzi ed i prussiani cedono subito. Lannes oltrepassa Vierzehn-Heilgen in fiamme, Soult avvolge Hohenolhe.
I battaglioni che tentano di resistere sono investiti a mitraglia dall’artiglieria montata di Lannes, avanzata velocemente.
Nell’inseguimento si distingue la divisione dragoni di Klein che rompe numerosi quadrati prussiani.
La ritirata prussiana, coperta dalla cavalleria, sotto la pressione francese si spezza: una parte ripiega presso Weimar, il resto verso nord raggiungendo in ordine i resti della divisione Tauenzien, tormentati dalla cavalleria francese che cattura 2.500 prigionieri, 16 pezzi d’artiglieria ed 8 bandiere.
13:30 - Murat interviene nell’inseguimento con i suoi dragoni e corazzieri.
Verso Weimar la ritirata prussiana si tramuta in piena rotta. Solo il battaglione di granatieri sassoni di Winkel rimane ordinato e respinge tutti gli attacchi francesi.
Augereau frattanto fronteggia i sassoni presso Mühlthal, raggiunto dalla sua seconda divisione (Heudelet). I sassoni si ritirano formano quadrati di battaglione ma metà di questi sono rotti e dispersi. Gli altri raggiungono la strada per Weimar.
La Sconfitta di von Rüchel.
Al suono del cannone il corpo di von Rüchel muove verso Jena e Eckartsberg ma riceve l’ordine di dirigersi su Weimar da Hohenhole (ore 10:00). Durante la marcia raccoglie i resti della divisione Tauenzien (alla sua sinistra) ed altri 1.500 fuggiaschi.
14:00 - Von Rüchel e Tauenzien si uniscono ai 22.000 uomini di Hohenhole e si schierano in ordine obliquo con la fanteria al centro e la cavalleria alle ali, ed avanzano a passo di parata. Tra Köttenschau e Gross i prussiani sono attaccati dalla cavalleria francese impegnata nell’inseguimento, che è respinta, poi sono fatti a segno a mitraglia da numerosa artiglieria ippotrainata, approntata su una cresta da Lannes (che è colpito ma rimane illeso) e Ségur. Sul fianco destro prussiano intervengono i tirailleurs francesi, appoggiati a Gross Romsedt.
I prussiani muovono decisamente contro le artiglierie avversarie, che dopo sette ore di combattimento hanno quasi esaurito le munizioni, e nonostante le enormi perdite le costringono a ripiegare, ma giungono le fanterie di Lannes e Ney occupano la cresta mentre la divisione Saint-Hilaire arriva a ovest di Gross Romsedt, dietro i tirailleurs. Dopo pochi attimi i prussiani iniziano la ritirata, eseguita in ordine da una parte dei battaglioni mentre altri si danno alla fuga. Gli ussari francesi sono respinti dalla cavalleria prussiana e sassone che è però ricacciata dal fuoco della fanteria. I corazzieri di Murat spazzano il campo di battaglia, rompono 5 quadrati di battaglioni prussiani, catturano 4.000 uomini e 5 stendardi. Von Rüchel è tra i caduti.
Frattanto il corpo sassone da Mühlthal (6.000 uomini, 8.000 per Napoleone) ripiega a Köttschau respingendo le cariche della cavalleria di Augereau, ma qui è caricato dalla cavalleria di Ney e di Lannes ed è sconfitto. Tutti gli uomini sono caduti o catturati.
L’Inseguimento.
15:00 - La battaglia ha termine. L’ultima resistenza prussiana ha luogo dietro il ruscello di Capellendrof, allo scopo di proteggere la ritirata. I prussiani in ritirata verso Apolda, minacciati sul fianco sinistro dal corpo di Soult, deviano verso Weimar.
16:00 - Murat continua l’inseguimento con i suoi dragoni, una brigata di corazzieri ed una batteria, catturando altri prigionieri, cannoni e stendardi. I francesi vanno a cercare 6 squadroni lasciati a guardia della Saale a sud di Iena che non si sono accorti della battaglia. Letrot con i suoi dragoni forza l’ingresso a Weimar, difesa da un battaglione.
17:00 - Murat, Rapp e Ségur entrano a Weimar disperdendo alcuni reparti sassoni. In città scoppiano alcuni incedi. L’oscurità pone fine all’inseguimento.
I prussiani lasciano 25.000 uomini tra caduti, feriti (tra i quali il maresciallo Mollendorff) e prigionieri contro 1.200 caduti e 3.000 feriti francesi.
La vittoria è commemorata con la costruzione del ponte "Jena" presso il campo di Marte a Parigi (1808-1810), che nel 1814 Blücher vuole distruggere, ma trova l’opposizione di Luigi XVIII re di Francia.


AUERSTÄDT 14 X 1806 Francesi Prussiani

Federico Guglielmo III re di Prussia e Karl Wilhelm Ferdinand duca di Brunswick guidano l’avanguardia delle 5 divisioni prussiane e la riserva (50-60.000 prussiani) che si ritirano da Naumburg per Halle ed Erfurt verso Kösen.
3:00 - Davout riceve l’ordine di avanzare per Kösen verso Apolda, mette in moto i suoi 26-27.000 uomini e 44 cannoni e raggiunge a Naumburg Bernadotte che gli assicura di portarsi a Camburg.
6:30 - La 3a divisione (Gudin), all’avanguardia francese, attraversa nella nebbia la Saale sul ponte di Kösen ed avanza verso Hassenhausen.
7:00 - Davout, in avanscoperta con il colonnello Bruke ed alcuni cavalieri del 1° cacciatori, si scontra con alcuni cavalieri prussiani al villaggio di Poppel, sulla sinistra del ruscello Liss Bach, cattura alcuni prigionieri e torna oltre Hassenhausen. La divisione Gudin si schiera a cavallo della strada in colonna serrata, pronta a formare i quadrati, e riprende l’avanzata mentre la nebbia si dirada.
Presso Hassenhausen è avvistata la cavalleria prussiana che investe il 25° reggimento di linea in quadrato. Davout invia in rinforzo i reggimenti 12° e 85° con 10 pezzi d’artiglieria. Davout con i generali Gaudin, Gauthier e Petit passano di quadrato in quadrato per animare la resistenza.
Il reggimento di cavalleria prussiano (4 squadroni) è appoggiato da una batteria ma appena questa è messa fuori combattimento i prussiani ripiegano. Per affrontare la fanteria avversaria, la divisione Gudin schiera i tiralleurs del reggimento di testa sul Liss Bach ed attende le divisioni 2a (Friant) e 1a (Morand).
8:00 - La 2a divisione francese (Friant) esce da Kösen mentre la 1a divisione (Morand) è più indietro.
La 3a divisione prussiana (Schmettau), che fiancheggia la ritirata prussiana, si avvicina al Liss Bach mentre la 2a divisione (Wartensleben) sta togliendo i bivacchi ed il resto dell’armata prussiana è ancora ai bivacchi.
Il generale Blücher, convinto di avere di fronte solo un piccolo distaccamento, cerca di raccogliere la cavalleria prussiana ma riesce a radunare solo 13 squadroni delle varie divisioni, con i quali raggiunge Spielberg per colpire sul fianco destro i francesi.
8:30 - I tiragliatori della 3a divisione (Schmettau) respingono quelli francesi verso Hassenhausen.
Contro la 3a divisione francese (Gudin) sono lanciati frontalmente 9 battaglioni e 3 squadroni con 24 cannoni, e contro il fianco destro 13 squadroni. Tuttavia l’attacco sul fianco giunge prematuramente ed è respinto dall’85° con 2 cannoni da 8 libbre, prima dell’arrivo delle forze frontali.
Blücher esegue una serie di cariche che gli costano perdite enormi (rimane ucciso anche il suo cavallo) poi deve ritirare gli squadroni esausti in disordine fino ad Eckartsberg, dove rimangono essendo inutilizzabili.
8:45 - Il battaglione di testa della 3a divisione prussiana (Schmettau) passa il ponte sulla Liss Bach, seguito dagli altri battaglioni che Federico Guglielmo III ed il duca di Brunswick fanno schierare sotto il fuoco dell’artiglieria francese. Sono piazzate le artiglierie prussiane ma per l’attacco si attende la 2a divisione (Wartensleben).
9:30 - Giunge la 2a divisione francese (Friant) che Davout schiera a nord, a destra della 3a divisione (Gudin), verso Spielberg, coperta dalla brigata di cavalleria leggera del C.A.. Una batteria di 12 pezzi è schierata a nord del villaggio di Hassenhausen, che è evacuato.
9:45 - All’arrivo della 2a divisione prussiana (Wartensleben) i prussiani iniziano l’attacco:
all’ala sinistra la 3a divisione (Schmettau), su un fronte ristretto, è presa d’infilata dal fuoco delle divisioni Gudin e Friant;
all’ala destra la 2a divisione (Wartensleben) si trova di fronte un unico reggimento della divisione Friant (a sud di Hassenhausen) che è caricato frontalmente da un battaglione, preso sul fianco da numerosi squadroni, fugge dentro Hassenhausen, dove si rianima, si schiera in quadrato e respinge la cavalleria aprendo il fuoco a distanza ravvicinato.
I prussiani non approfittano di questo vantaggio ma si fermano per riordinarsi e sono fronteggiati dai due reggimenti della 3a divisione (Gudin) rimasti in seconda linea. Il 111° reggimento della brigata Grandeau (composto unicamente da ufficiali e truppe italiani) attacca una batteria oltre Hassenhausen ma è accolto da 6 scariche a mitraglia che abbattono 18 ufficiali e 250 uomini. La batteria è presa da un battaglione del 108°. L’altro battaglione del 108° attacca a nord il villaggio di Spielberg per prevenire la minaccia di aggiramento della brigata del Principe di Prussia (divisione d’Orange). Il 33° ed il 48° sono inviati a sloggiare i tiragliatori dal bosco all’ala destra francese. La cavalleria francese lancia una serie di cariche. Davout è privo di riserve.
10:00 - All’ala destra prussiana la 2a divisione (Wartensleben) e parte della fanteria della divisione Schmettau, con un duro combattimento frontale respingono lentamente l’ala sinistra francese. Contro Hassenhausen, difeso dal 21° francese, sono lanciati 4 battaglioni che lasciano perdite enormi e non conquistano che poche case (sarebbero stati meglio utilizzati sull’altra ala, dove l’85° francese resiste grazie al soccorso dal 12°).
Prosegue su tutto il fronte lo scambio di fuoco con gravi perdite per entrambi, ma soprattutto tra le dense file prussiane: Il duca di Brunswick, attaccando Hassenhausen, è ferito mortalmente lasciano i prussiani privi di un abile comandante. Schmettau è gravemente ferito.
Il principe Guglielmo di Prussia raduna la cavalleria della 2a divisione (Wartensleben) e tutta quella che riesce a trovare per un totale di 30 squadroni, ma il loro intervento contro la sinistra francese è ritardato dalla mancanza di spazio di manovra.
11:00 - Giunge la 1a divisione prussiana (principe d’Orange) alla quale Federico Guglielmo III ordina di sostenere le ali:
una brigata si dispone dietro l’ala destra, dove la 2a divisione (Wartensleben) è in vantaggio;
l’altra brigata prende posto dietro l’ala sinistra dove la 3a divisione (Schmettau) è minacciata sul fianco da Friant.
I reparti così distribuiti si rivelano di nessuna efficacia.
Poco dopo giunge da parte francese la 1a divisione (Morand). Il 13° leggero, in testa alla divisione con 2 cannoni, riprende Hassenhausen ma è respinto dall’enorme superiorità numerica prussiana e prende posizione a fianco della 3a divisione (Gudin), prolungando l’ala sinistra fino alla Saale. Le due ali francesi effettuano un tiro incrociato contro lo schieramento prussiano.
La 1a divisione (Morand) è caricata dai 30 squadroni prussiani (ma privi d’artiglieria), si schiera in quadrati di battaglione, attende la carica per aprire il fuoco a distanza ravvicinata al grido "Vive l’Emepreur!". Il quadrato del 17° leggero alza i cappelli sulle baionette e l’ufficiale ordina "Mais tirez donc!" ("Ma tirate dunque"), sentendosi rispondere da un soldato che ne hanno tutto il tempo. Davout, all’interno di un quadrato, ha il cappello portato via da una pallottola. La cavalleria prussiana è respinta in disordine ed è impossibilitata a continuare i combattimenti. Il principe Guglielmo è tra i feriti. Solo ora entra in azione l’artiglieria prussiana.
La 1a divisione (Morand) avvolge l’ala destra prussiana, respinge il primo debole contrattacco della 2a divisione (Wartensleben) ed anche il successivo più vigoroso, che le costa la perdita dell’allineamento con la brigata della 1a divisione (d’Orange).
Da parte prussiana non c’è più manovra. I francesi sono privi di riserve ma è loro sufficiente mantenere lo schieramento a semicerchio per fare strage di avversari e respingerli verso Auerstädt. La resistenza prussiana è tuttavia eroica e causa molte perdite ai francesi. La 1a divisione (Morand) conquista alcune rovine presidiate dalla fanteria e l’artiglieria prussiana al prezzo di gravi perdite.
11:30 - I francesi raggiungono la linea da Zachwar per Hassenhausen fino allo sperone a est di Rehhausen.
12:00 - Giunge Kalckreuth con 2 divisioni della riserva prussiana (14 battaglioni, 5 squadroni e 3 batterie, pari a 17.000 uomini) che Federico Guglielmo III, convinto di aver di fronte un’intera armata, impiega a spizzico senza riuscire a fermare i francesi: a nord i reggimenti Principe Augusto, Rheinbahden ed il battaglione granatieri Knebe, a sud la cavalleria, 2 battaglioni sono schierati a Poppel (sulla riva destra del Liss Bach) ed altri sulla cresta del Finne, per proteggere la ritirata.
12:30 - A nord la 3a divisione prussiana (Schmettau), minacciata d’aggiramento dalla 2a divisione (Friant), ripiega disordinatamente su Poppel dove entrano anche i francesi. La brigata del principe Enrico di Prussia, la sola capace di combattere, riprende il villaggio aprendo così una via ai fuggitivi. Un migliaio di uomini e una bandiera restano comunque nelle mani di Friant.
La 1a divisione (Morand) è fermata tra l’Inn ed il Liss Bach dalle truppe leggere del corpo di Blücher e può solo disporre le sue artiglierie sullo sperone sopra Sonnenkuppe, batte d’infilata la 2a divisione (Wartensleben) e ne accelera la rotta.
14:00 - I prussiani combattendo ripiegano su tutta la linea verso Auerstädt e Echartsberg abbandonando gran parte dei loro cannoni. Il re, che ha un cavallo ucciso sotto di sé, ordina la ritirata verso Weimar, affidando il compito di copertura ai 10.000 uomini non ancora impegnati che ha evitato di gettare nella mischia. Blücher cerca di predisporre una carica di cavalleria ma non trova neppure uno squadrone.
15:00 - Davout attacca la retroguardia prussiana con le divisioni disposte a semicerchio:
all’ala destra la 2a divisione (Friant) appoggiata al bosco, avvolge e conquista Eckartberg, presso la quale cade il generale Debilly, ucciso da un colpo di mitraglia. Il soldato semplice Péré, che somiglia a Napoleone, avanza gridando "Mes amis, suiviez l’Empereur!" (è poi promosso caporale e decorato con la Legion d’Honneur. Petit cattura 20 pezzi d’artiglieria prussiana;
al centro avanza la 3a divisione (Gudin);
all’ala sinistra la 1a divisione (Morand) avanza verso Auerstäd respingendo i deboli contrattacchi prussiani.
I prussiani perdono le alture di Gernstedt, rischiano l’aggiramento e sono costretti a ripiegare.
16:30 - I prussiani sono in piena rotta inseguiti dal generale Viallanes con 3 reggimenti di cavalleria francese e dal battaglione rimasto a guardia del ponte di Kösen. Il grosso dei francesi è troppo stanco e provato per inseguire gli sconfitti.
La 3a divisione (Schmettau) fugge verso Eckartsberg, la 2a divisione (Wartensleben) verso Reisdorf e la 1a divisione prussiana (d’Orange) oltre Auerstädt, dove incontra i prussiani che ripiegano rapidamente da Jena creando un ingorgo di carriaggi che ostacola la fuga. L’inseguimento prosegue fino a tarda sera verso Erfurt.
I francesi catturano 115 pezzi d’artiglieria e 3.000 uomini. I prussiani lasciano 15.000 caduti e feriti contro 6.000 francesi (circa 1/4 degli effettivi e 1/2 dei generali di brigata e dei colonnelli). Tra i caduti c’è il generale Billy, tra i feriti i generali Morand, Gudin.
Davout paragona il III° C.A. di Napoleone alla gloriosa X Legio di Giulio Cesare ed è premiato per la vittoria con la nomina a duca di Auerstädt.


PULTUSK 26 XII 1806 Francesi Russi

GOLYMIN 26 XII 1806 Francesi Russi


EYLAU 7-8 II 1807 Francesi (N) Russo-Prussiani

Il terreno è ondulato ed il tempo è nevoso.
I russi sono schierati tra Serpallen e Schmoditten: 50.000 uomini ammassati su un fronte di 2 Km, altri 24.000 uomini estesi all’ala destra, oltre l’ala francese. Da questo lato è atteso l’arrivo di 8-9.000 prussiani di Anton Wilhelm von Lestocq (a 15 km). L’artiglieria ammonta a 4-500 pezzi, in gran parte riunita in tre grosse batterie di 40-60 pezzi.
8:00 - I francesi, 63-65.000 uomini e 200 pezzi d’artiglieria (450 in altre fonti) più 10.000 uomini di Ney attesi nel tardo pomeriggio, si schierano su un fronte di 3 Km tra Eylau (odierna Bagrationovsk) e Rothenen:
Il IV° C.A. (Soult) deve logorare l’ala destra ed il centro russi con l’artiglieria ed una sottile linea di fanteria.
Lo stato maggiore e la Guardia Imperiale (Bassieres) si trovano al centro, presso il cimitero di Eylau.
Il VII° C.A. (Augereau) e la divisione di cavalleria di riserva (Murat) sono schierati verso Rothenen ed hanno l’ordine di attaccare l’ala sinistra russa, contro la quale è previsto anche l’intervento del III° C.A. (Davout), a 16 km.
Il VI° C.A. (Ney), all’estrema sinistra, ha l’ordine di raggiungere Eylau impedendo ai prussiani di arrivarci.
Altre fonti riportano 70-80.000 francesi contro 58-70.000 russi e 5.500 prussiani.
La battaglia inizia con una lunga azione di fuoco a scapito soprattutto del IV° C.A. francese, a causa della numerosa artiglieria russa.
10:00 - Arriva il III° C.A. (Davout) verso Serpallen ed è lanciato all’attacco il VII° C.A. (Augereau) ma un’improvvisa bufera di neve e vento riducono drasticamente la visibilità. Il VII° C.A. piega a sinistra e si trova di fronte il munito centro russo, è bersagliato a mitraglia da 70 pezzi d’artiglieria, caricato dalla riserva di cavalleria russa (principe di Galizia) ed in meno di un quarto d’ora subisce la perdita di ben 5.200 uomini.
La cavalleria russa giunge fino al cimitero di Eylau.
12:00 - L’avanzata russa è fermata dall’intervento di Murat con quattro intere divisioni di cavalleria (80 squadroni), permettendo ad Augereau di disimpegnarsi. È una delle più grosse cariche di cavalleria delle guerre moderne.
Una colonna di 4.000 russi lanciata contro il cimitero è fermata da alcuni battaglioni della guardia appoggiati da alcuni squadroni dello stato maggiore, presa sul fianco da una brigata di cacciatori a cavallo di Murat ed è sbaragliata lasciando numerosi prigionieri.
Ad est il III° C.A. (Davout) è avanzato fino Klein-Sausgarten e Kuschitten i russi, alleggeriti al centro, riescono a respingerlo fino ad Auklappen, grazie anche all’arrivo dei prussiani di Lestocq, che hanno eluso Ney e sono giunti ad Eylau dove Bènnigsen li ha fatti sfilare alle spalle dello schieramento russo.
21:30 - Dopo tre ore di combattimenti, nei