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ARCHILOCO
Nella brama d'amore ,
io giaccio, infelice ,
senza più vita, dagli aspri dolori che mandan gli dèi ,
trafitto nelle ossa.
Così forte una brama d'amore il cuore mi avvolse ,
e fitta nebbia sugli occhi mi sparse ,
e mi rapì dal petto la molle anima.
Amore che fiacca le membra , amico mio caro ,
mi vince .
Saffo
....
" Credimi vorrei morire",
lei mi piangeva lasciandoci .
Pure questo mi disse :
" Crudele un tale patire ,
Saffo , malvolentieri ti abbandono".
Ed io così risposi :
" Parti lieta e ricordati di me ,
sai quanto ci amavamo .
Se non altrimenti , sarò disposta io
a ricordare ......
..... il nostro passato .
Le lunghe trecce di fiori
attorno al delicato collo
.....
e quell' olio odoroso ,
prezioso , che ti cospargevi
sulla pelle ....
unguento reale e quando
sul morbido letto delicata
.... acquietavi il desiderio ..."
Saffo
Mi si rivela pari agli dèi
costui , che di fronte a te
siede vicino e la dolce tua voce
ascolta ,
e lieto il sorriso , a me veramente
il cuore mi squassa il petto ,
lo sguardo di un attimo
m ' allenta la voce ,
e la lingua si spezza , sottile
ma immediato un fuoco scorre nelle membra ,
non più vista agli occhi , sibilano
le orecchie ,
su di me scorre sudore , un tremito
mi possiede , e di un pallore verdastro
sono , la morte poco manca
che mi appaia ....
Ma bisogna che tutto sopporti ......
Nel mio dolore che stilla
goccia a goccia
chi mi rimprovera
i venti e gli affanni possano trascinarselo .
Catullo
I 'sintomi' dell'innamoramento.
Mi sembra uguale a un dio ,
degli dèi ancora più in alto
(se è lecito ch'io parli così )
chi ti è accanto, ti guarda e t' ascolta
quando dolce risuona il tuo riso .
Me infelice ! Ciò mi toglie ogni senso :
non appena , Lesbia , ti vedo ,
mi vien meno anche un filo di voce ,
si prosciuga la lingua e le membra
sono scosse da un fuoco sottile ,
mentre ronzan le orecchie e la vista
mi si annebbia come per notte.
Catullo
Ubriacarsi di baci.
Godiamoci la vita , mia Lesbia ,e l'amore ,
e dei vecchi che brontolan sempre
non teniamo più conto di un soldo .
Giorno e notte s'alternan nel tempo :
ma per l'uomo giunge presto il tramonto
e la notte che viene è per sempre .
Dammi mille e poi cento baci ,
di continuo altri mille e poi cento .
Quando poi ne avrem fatto un gran mucchio
mescoliamoli tutti in fretta
perchè noi non si possa contarli
o non sorga a tal conto l'invidia .
Catullo
Ma il cuore non ascolta ragione.
Questo nostro amore , vita mia , lo prospetti
felice, destinato a durare per sempre.
Dèi del cielo , fate voi che lei dica il vero ,
che lo prometta sincera e dal cuore ,
che si possa per tutta la vita
mantener questo patto inviolato.
Catullo
Dite a Lesbia.
.......
alla mia donna un amaro messaggio :
viva dunque e stia bene ,insieme a tutti gli amanti ,
che sono trecento e tanti se ne fa tutti insieme,
nessuno amando davvero, ma a tutti comunque
spezzando
dei fianchi la forza virile.
Non si aspetti, come prima, che a un suo solo cenno
io ritorni a darle il mio amore. E' finito,
sua sola la colpa, come un fiore al bordo del prato
quando passa l'aratro e lo tronca.
Bernart de Ventadorn
Quando vedo l'allodola muovere
le sue ali con gioia incontro al sole ,
ecco, dimenticata di sé , si abbandona
per la dolcezza che le giunge al cuore :
ah , tanta invidia subito mi prende
di chiunque veda immerso dalla gioia
che è fonte di stupore se ben presto
dal desiderio non mi si strugge il cuore !
Ahimè , tanto credevo di sapere
dell'amore , e ne so tanto poco !
Perchè non posso fare a meno d'amare
colei che sempre mi negherà il favore.
M'ha tolto il cuore e m'ha tolto me stesso.
Se stessa m'ha tolto, e tutto il mondo :
e nulla , negandomisi , ha lasciato
se non disiderio e cuor che brama invano.
Jacopo da Lentini
Amor è un desio che ven da core
per abondanza di gran piacimento ;
e li occhi in prima generan l'amore
e lo core li dà nutricamento .
Ben è alcuna fiata om amatore
senza vedere so 'namoramento ,
ma quell ' amore che stringe con furore
da la vista de li occhi ha nascimento :
chè li occhi rappresentan a lo core
d' onne cosa che veden bono e rio ,
com' è formata naturalmente ;
e lo cor, che di zo è concepitore ,
imagina , e li piace quel desio :
e questo amore regna fra la gente .
Io m' agio posto in core a Dio servire
con 'io potesse gire in Paradiso ,
al santo loco ch'agio audito dire
u' si mantien sollazzo , gioco e riso .
Sanza mia donna non vi vorìa gire ,
quella c' ha blonda testa e claro viso ,
chè sanza lei non poterìa gaudire ,
estando da la mia donna diviso .
Ma non lo dico a tale intendimento
perch' io peccato ci volesse fare ;
se non veder lo suo bel portamento ,
e lo bel viso e 'l morbido sguardare :
chè 'l mi terrìa in gran consolamento
veggendo la mia donna in gloria stare.
Guido Guinizzelli
Voglio del ver la mea donna laudare
et assembrargli la rosa e lo geglio :
como la stella Diana splende e pare ,
e ciò ch' è lassù bello a lei someglio .
Verde rivèra a lei rassembro e l' a 're ,
tutti colori e fior , giallo e vermiglio ,
oro ed argento e ricche gioi ' preclare ;
medesmo Amor per lei raffina meglio .
Passa per via adorna e sì gentile
ch ' abassa orgoglio a cui dona salute
e fal di nostra fe' se non la crede .
E se non pò appressar omo ch' è vile ;
ancor ve dico c 'ha maggior vertude :
null ' om pò mal pensar fin che la vede .
Dante e Petrarca
Dante Alighieri
Ne li occhi porta la mia donna Amore ,
per che si fa gentil ciò ch 'ella mira ;
ov 'ella passa , ogn 'om ver lei si gira ,
e cui saluta fa tremar lo core ,
sì che , bassando il viso , tutto smore ,
e d' ogni suo difetto allor sospira :
fugge dinanzi a lei superbia ed ira .
Aiutatemi , donne , farle onore .
Ogne dolcezza , ogne pensero umile
nasce nel core a chi parlar la sente ,
ond' è laudato chi prima la vide .
Quel ch 'ella par quando un poco sorride ,
non si pò dicer nè tenere a mente ,
sì è novo miracolo e gentile .
Tanto gentile e tanto onesta pare
la donna mia quand ' ella altrui saluta ,
ch 'ogne lingua deven trremando muta ,
e li occhi no l' ardiscon di guardare .
Ella si va , sentendosi laudare ,
benignamente d ' umiltà vestuta ;
e par che sia una cosa venuta
da cielo in terra a miracol mostrare .
Mostrasi sì piacente a chi la mira ,
che dà per li occhi una dolcezza al core ,
che 'n tender no la può chi no la prova :
e par che de la sua labbia si mova
un spirito soave pien d'amore ,
che va dicendo a l'anima : Sospira .
.......
Noi leggevamo un giorno per diletto
di Lancillotto come amor lo strinse ;
soli eravamo e sanza alcun sospetto.
Per più fiate li occhi ci sospinse
quella lettura , e scolorocci il viso ;
ma solo un punto fu quel che ci vinse .
Quando leggemmo il disiato riso
esser baciato da cotanto amante ,
questi , che mai da me non fia diviso ,
la bocca mi baciò tutto tremante .
Galeotto fu il libro e chi lo scrisse :
quel giorno più vi leggemmo avante >>.
Mentre che l'uno spirto questo disse ,
l' altro piangèa ; sì che di pietade
io venni men così com ' io morisse .
( Da INFERNO, Canto V )
Francesco Petrarca
Benedetto sia ' l giorno e ' l mese e l ' anno
e la stagione e ' l tempo e l ' ora e ' l punto
e ' l bel paese e ' l loco ov' io fui giunto
da' duo begli occhi che legato m ' ànno ;
e benedetto il primo dolce affanno
ch ' i' ebbe ad essere con amor congiunto ,
e l ' arco e le saette ond ' io fui punto ,
e le piaghe che 'infin al cor mi vanno .
Benedette le voci tante ch ' io
chiamando il nome di mia Donna ò sparte ,
e i sospiri e le lagrime e ' l desio ;
e benedette sian tutte le carte
ov ' io fama l'acquisto , e ' l pensier mio ,
ch ' è sol di lei , sì ch 'altra non v'à parte .
Io amai sempre et amo forte ancora
e son per amar più di giorno i n giorno
quel dolce loco ove piangendo torno
spesse fiate quando Amor m ' accora ,
e son fermo d'amare il tempo e l 'ora
ch 'ogni vil cura mi levar dintorno ,
e più colei lo cui bel viso adorno
di ben far co ' suoi esempli m' innamora .
Ma chi pensò veder mai tutti insieme ,
per assalirmi il core or quindi or quinci ,
questi dolci nemici ch ' i ' tant ' amo ?
Amor , con quanto sforzo oggi mi vinci !
E se non ch 'al desio cresce la speme ,
i ' cadrei morto , ove più viver bramo .
Matteo Maria Boiardo
Il canto de li augei de fronda in fronda
e lo odorato vento per li fiori
e lo ischiarir de ' lucidi liquori,
che rendon nostra vista più ioconda,
son perchè la Natura e il Ciel seconda
costei, che vuol che 'l mondo se inamori ;
così di dolci voci e dolci odori
l ' aria, la terra è già ripiena e l 'onda .
Dovunque e ' passi move on gira il viso ,
fiamegia uno spirto si vivo d ' amore
che avanti a la stagione il caldo mena .
Al suo dolce guardare , al dolce riso
l ' erba vien verde e colorito il fiore ,
e il mar se aqueta e il ciel se raserena .
Pietro Bembo
Crin d 'oro crespo e d 'ambra tersa e pura ,
ch ' a l'aura su la neve ondeggia e vole ,
occhi soavi e più chiari che 'l sole ,
da far giorno seren la notte oscura ,
riso , ch ' acqueta ogni aspra pena e dura ,
rubini e perle , ond ' escono parole
sì dolci , ch 'altro ben l'alma non vòle ,
man d'avorio , che i cor distringe e fura ,
cantar , che sembra d ' armonia divina ,
senno maturo a la più verde etade ,
leggiadra non veduta unqua fra noi ,
giunta a somma beltà somma onestade ,
fur l 'esca del mio foco , e sono in voi
grazie , ch 'a poche il ciel destina .
Miguel de Cervantes
Chi sminuisce i miei beni ?
Gli sdegni !
E chi ingigantisce i miei duoli ?
I sospetti !
E chi mette alla prova la calma ?
L ' assenza !
Di questo passo il mio strazio
d 'ogni conforto è mai sazio ,
e mi spengon sin la speranza
sdegni , sospetti ed assenza .
Chi è causa di questo dolore ?
L 'amore !
E chi alla mia gloria dà morte ?
La sorte !
E chi dà il suo assenzo al mio duolo ?
Il cielo !
Di questo passo ho timore
di patire all 'estremo un male strano
perchè congiurati a mio danno
son cielo e sorte ed amore .
Chi migliorerà la mia sorte ?
La morte !
E il ben d ' amore chi l'avrà ?
Il caso !
E chi prende a cuore i suoi mali ?
La follia !
Di questo passo è da stolti
voler guarir la passione ,
quando i rimedi non sono
che morte , capriccio e pazzia .
(Trad. V. Guarracino)
Lope de Vega
Fiume di Siviglia ,
magari potessi
passarti all 'asciutto
con la mia scarpetta !
Partii da Siviglia
cercando il mio amato ,
alla fine caviglia
una scarpetta dorata .
Come fui alla sponda
mirando il mio damo ,
sospirando mi dissi :
la mia scarpa potesse
all ' asciutto passarti
intatta dall 'onda !
(Trad. V. Guarracino)
Francesco de Lemene
Son troppo sazia ,
non ne vo ' più :
cantar sempre d 'amore ,
nè mai cangiar tenore ,
è una cosa che sazia ,
è una gran servitù .
Son troppo sazia ,
non ne vo ' più .
Non si parli d'amore : sen vada in bando :
cantiam d 'altro , mio cor : cantiam d ' Orlando .
Era Orlando innamorato ,
forsennato ,
per Angelica la bella .
O pazzerella :
ecco che amor torna in isteccato .
Tosto volgiamo i carmi
dove si tratta sol di guerre e d 'armi .
Troiani , a battaglia :
già de le spade ostili appare il lampo :
tutta l 'Europa è in campo ;
omai non può tardar che non v ' assaglia :
Troiani , a battaglia .
Già sentite la tromba ,
come rimbomba ;
quanto cada la spada ,
sentirete come taglia :
Troiani , a battaglia
correte a difendere
la famosa rapina
di beltà peregrina ,
di quella gran beltà ch ' amor rapì .
Sia maledetto amor : eccolo qui .
Che gran disgrazia
sempre amor per tutto fu .
Son troppo sazia ,
non ne vo ' più .
Ma , lassa , che farò perchè da me
amor rivolga il piè ?
Mai dal cor non si divide ,
nel pensier sempre soggiorna :
s 'io ' l minaccio , ed ei si ride ;
s 'io ' l discaccio , ed ei ritorna .
Mio cor , che puoi far tu ,
che far poss ' io , per non parlarne più ?
Ah , che un 'alma innamorata ,
o felice sventurata ,
abbia pure o guerra o pace ,
sol non parla d' amore allor che tace.
Novalis
......
Come grama e puerile
mi si rivela la luce
coi suoi corpi vescicolari ,
come beato e gaudioso
il dipartire del giorno !
Dunque solo perchè
ti seduce la notte i fedeli
tu sparpagli
nelle immensità dello spazio
lucidi globi
che annunziano la tua onnipotenza
e il tuo ritorno
nell ' ora della lontananza .
Più divine degli astri abbaglianti
sospesi nei loro spazi
si palesano le infinite pupille
che in noi schiude
la notte .
Più oltre esse vedono
che non le stelle più pallide
in quelle innumerevoli schiere :
senza bisogno di luce
vedono traverso agli abissi
d ' un ' anima amante
riempirsi d ' inesprimibile gaudio
uno spazio più eccelso .
Gloria alla regina del mondo
sublime rivelatrice
d ' un sacro universo
e custode
del beato amore !
Tu sopraggiungi diletta -
la notte è qui .
In estasi cade l ' anima .
La giornata terrestre è compita :
ancora una volta sei mia .
Negli occhi profondi e cupi ti guardo
e non vedo che amore e beatitudine .
Noi anneghiamo sull'ara della notte ,
giaciglio mollissimo .
L 'involucro cade
ed accesa dal caldo amplesso
sboccia la fiamma perfetta
del soave olocausto .
( traduzione di R. Poggioli)
Johann Wolfgang Goethe
......
O sorella dell 'astro fulgente ,
tenerezza ravvolta in cordoglio ,
una nebbia sottile d ' argento
nuota al vago tuo viso d ' intorno .
Il tuo passo leggero ridesta ,
da recessi di tenebre fonde ,
l ' alme tristi , divise dal mondo :
me , e gli uccelli notturni con me .
Indagante il tuo sguardo disvaria ,
lungo e largo , per ampia distesa :
a te accanto sollevami in aria ;
al fantastico appresta tal bene !
E , cullandomi in pieno godere ,
oh , ch 'io veda fra i vetri e i cancelli ,
la stanzetta ove trepida quella
che il mio cuore tutto empie di sé !
(traduzione B. Croce)
Ugo Foscolo
Da All' Amica risanata
Qual dagli antri marini
l ' astro più caro a Venere
co ' rugiadosi crini
fra le fuggenti tenebre
appare , e il suo viaggio
orna col lume dell ' eterno raggio ,
sorgon così tue dive
membra dall ' egro talamo
e in te beltà rivive ,
l 'aurea beltade ond 'ebbero
ristoro unico a' mali
le nate a vaneggiar menti mortali .
Fiorir sul caro viso
veggo la rosa , tornano
i grandi occhi al sorriso
insidiano ; e vegliano
per te in novelli pianti
trepide madri , e sospettose amanti .
Camillo Sbarbaro
Ora che sei venuta ,
che con passo di danza sei entrata
nella mia vita
quasi folata in una stanza chiusa -
a festeggiarti , bene tanto atteso ,
le parole mi mancano e la voce
e tacerti vicino già mi basta .
Il pigolìo così che assorda il bosco
al nascere dell 'alba , ammutolisce ,
quando sull 'orizzonte balza il sole .
Ma te la mia inquietudine cercava
quando ragazzo
nella notte d ' estate mi facevo
alla finestra come soffocato :
che non sapevo , m ' affannava il cuore .
E tutte tue son le parole
che , come l 'acqua all ' orlo che trabocca ,
alla bocca venivano da sole ,
l 'ore deserte , quando s' avanzavan
puerilmente le mie labbra d 'uomo
da sè , per desiderio di baciare........
Umberto Saba
A mia moglie
Tu sei come una giovane,
una bianca pollastra .
Le si arruffano al vento
le piume , il collo china
per bere , e in terra raspa ;
ma, nell'andare , ha il lento
tuo passo di regina ,
ed incede sull'erba
pettoruta e superba .
E' migliore del maschio .
E' come sono tutte
le femmine di tutti
i sereni animali
che avvicinano a Dio.
Così se l' occhio ,se il giudizio mio
non m ' inganna , fra queste hai le tue uguali ,
e in nessun ' altra donna .
Quando la sera assonna
le gallinelle ,
metton voci che ricordan quelle,
dolcissime , onde a volte dei tuoi mali ,
ti quereli , e non sai
che la tua voce ha la soave e triste
musica dei pollai .
Tu sei come una gravida
giovenca ;
libera ancora e senza
gravezza , anzi festosa ;
che , se la lasci , il collo
volge , ove tinge un rosa
tenero la sua carne.
Se l ' incontri e muggire
l'odi , tanto è quel suono
lamentoso , che l ' erba
strappi , per farle un dono .
E' così che il mio dono
t ' offro quando sei triste .
Tu sei come una lunga
cagna , che sempre tanta
dolcezza ha negli occhi ,
e ferocia nel cuore .
Ai tuoi piedi una santa
sembra , che d ' un fervore
indomabile arda ,
e così ti riguarda
come il suo Dio e Signore .
Quando in casa o per via
segue , a chi solo tenti
avvicinarsi , i denti
candidissimi scopre .
Ed il suo amore soffre
di gelosia.
Tu sei come la pavida
coniglia . Entro l ' angusta
gabbia ritta al vederti
s 'alza ,
e verso te gli orecchi
alti protende e fermi ;
che la crusca e i radicchi
tu le porti , di cui
priva in sé si rannicchia,
cerca gli angoli bui .
Chi potrebbe quel cibo
ritoglierle? Chi il pelo
che si strappa di dosso ,
per aggiungerlo al nido
dove poi partorire?
Chi mai farti soffrire?
Tu sei come la rondine
che torna in primavera .
Ma in autunno riparte ;
e tu non hai quest ' arte .
Tu questo hai della rondine :
le movenze leggere ;
questo che a me , che mi sentiva ed era
vecchio , annunciavi un 'altra primavera .
Tu sei come la provvida
formica. Di lei, quando
escono dalla campagna ,
parla al bimbo la nonna
che l ' accompagna .
E così nella pecchia
ti ritrovo , ed in tutte
le femmine di tutti
i sereni animali
che avvicinano a Dio ;
e in nessun 'altra donna .
Sera di Febbraio
Spunta la luna .
Nel viale è ancora
giorno , una sera che rapida cala .
Indifferente gioventù s 'allaccia ;
sbanda a povere mète .
Ed è il pensiero della morte
che , in fine , aiuta a vivere .
Eugenio Montale
Non chiederci la parola (da OSSI DI SEPPIA)
Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
l ' animo nostro informe , e a lettere di fuoco
lo dichiari e risplenda come un croco
perduto in mezzo a un polveroso prato .
Ah l ' uomo che se ne va sicuro ,
agli altri ed a se stesso amico ,
e l ' ombra sua non cura che la canicola
stampa sopra uno scalciato muro !
Non domandarci la formula che mondi possa aprirti ,
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo .
Codesto solo oggi possiamo dirti ,
ciò che non siamo , ciò che non vogliamo .
Spesso il male di vivere (da OSSI DI SEPPIA)
Spesso il male di vivere ho incontrato :
era il rivo strozzato che gorgoglia ,
era l ' incartocciarsi della foglia
riarsa , era il cavallo stramazzato .
Bene non seppi , fuori del prodigio
che schiude la divina Indifferenza :
era la statua nella sonnolenza
del meriggio , e la nuvola , e il falco alto levato .
Cigola la carrucola del pozzo (da OSSI DI SEPPIA)
Cigola la carrucola del pozzo ,
l ' acqua sale alla luce e vi si fonde .
Trema un ricordo nel ricolmo secchio ,
nel puro cerchio un ' immagine ride .
Accosto il volto a evanescenti labbri :
si deforma il passato , si fa vecchio ,
appartiene ad un altro.....
Ah che già stride
la ruota , ti ridona all' atro fondo ,
visione , una distanza ci divide .
Hermann Hesse
Perchè ti amo
Perché ti amo, di notte son venuto da te
così impetuoso e titubante
e tu non mi potrai più dimenticare
l'anima tua sono venuto a rubare.
Ora lei è mia - del tutto mi appartiene
nel male e nel bene,
dal mio impetuoso e ardito amare
nessun angelo ti potrà salvare.
up
Emily Dickinson
Tutto imparammo dell' amore
Tutto imparammo dell'amore -
Alfabeto, parole.
Il capitolo, il libro possente -
Poi la rivelazione terminò.
Ma negli occhi dell'altro
Ciascuno contemplava l'ignoranza
Divina, ancora più che nell'infanzia:
L'uno all'altro, fanciulli.
Tentammo di spiegare
Quanto era per entrambi incomprensibile.
Ahi, com'è vasta la saggezza
E molteplice il vero!
up
Rudyard Kipling
Se.....
Se riesci a non perdere la testa, quando tutti intorno
La perdono, e se la prendono con te;
Se riesci a non dubitare di te stesso, quando tutti ne dubitano,
Ma anche a cogliere in modo costruttivo i loro dubbi;
Se sai attendere, e non ti stanchi di attendere;
Se sai non ricambiare menzogna con menzogna,
Odio con odio, e tuttavia riesci a non sembrare troppo buono,
E a evitare di far discorsi troppo saggi;
Se sai sognare - ma dai sogni sai non farti dominare;
Se sai pensare - ma dei pensieri sa non farne il fine;
Se sai trattare nello stesso modo due impostori
- Trionfo e Disastro - quando ti capitano innanzi;
Se sai resistere a udire la verità che hai detto
Dai farabutti travisata per ingannar gli sciocchi;
Se sai piegarti a ricostruire, con gli utensili ormai tutti consumati,
Le cose a cui hai dato la vita, ormai infrante;
Se di tutto ciò che hai vinto sai fare un solo mucchio
E te lo giochi, all'azzardo, un'altra volta,
E se perdi, sai ricominciare
Senza dire una parola di sconfitta;
Se sai forzare cuore, nervi e tendini
Dritti allo scopo, ben oltre la stanchezza,
A tener duro, quando in te nient'altro
Esiste, tranne il comando della Volontà;
Se sai parlare alle folle senza sentirti re,
O intrattenere i re parlando francamente,
Se né amici né nemici riescono a ferirti,
Pur tutti contando per te, ma troppo mai nessuno;
Se riesci ad occupare il tempo inesorabile
Dando valore a ogni istante della vita,
Il mondo è tuo, con tutto ciò che ha dentro,
E, ancor di più, ragazzo mio, sei Uomo!
up
Giacomo Leopardi
Infinito
Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo; ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s'annega il pensier mio:
E il naufragar m'è dolce in questo mare.
Pablo Neruda
Se non fosse per i tuoi occhi
Se non fosse perché i tuoi occhi hanno color di luna,
di giorno con argilla, con lavoro, con fuoco,
e tieni imprigionata l'agilità dell'aria,
se non fosse perché sei una settimana d'ambra,
se non fosse perché sei il momento giallo
in cui l'autunno sale su pei rampicanti
e anche sei il pane che la luna fragrante
elabora passeggiando la sua farina pel cielo,
oh, adorata, io non t'amerei!
Nel tuo abbraccio io abbraccio ciò ch'esiste,
l'arena, il tempo, l'albero della pioggia,
e tutto vive perché io viva:
senz'andare sì lungi posso veder tutto:
vedo nella tua vita tutto ciò che vive.
Fanciulla snella e bruna
Fanciulla snella e bruna, il sole che crea la frutta
quello che incurva le alghe e fa granire i grani,
creò il tuo corpo gaio, i tuoi occhi di luce
e la tua bocca che sorride col sorriso dell'acqua.
Un sole nero e ansioso ti avvolge a ogni filo
dei tuoi capelli neri, quando stiri le braccia.
Tu giochi con il sole con un ruscello
e due oscuri ristagni lui ti lascia negli occhi.
Fanciulla snella a bruna, niente a te mi avvicina.
Tutto da te mi scosta come dal mezzogiorno.
Tu sei la gioventù frenetica dell'ape,
l'ubriachezza dell'onda, la forza della spiga.
Eppure, tenebroso, il mio cuore ti cerca:
amo il tuo corpo gaio, la tua voce svelta e lieve.
Farfalla bruna, dolce e definitiva,
come il frumento e il sole, il papavero e l'acqua.
up
Mi piaci silenziosa
Mi piaci silenziosa, perché sei come assente
mi senti da lontano e la mia voce non ti tocca.
Par quasi che i tuoi occhi siano volati via
ed è come se un bacio ti chiudesse la bocca.
Tutte le cose sono colme della mia anima
e tu da loro emergi, colma d'anima mia.
Farfalla di sogno, assomigli alla mia anima
ed assomigli alla parola malinconia.
Mi piaci silenziosa, quando sembri distante.
E sembri lamentarti, tubante farfalla.
E mi senti da lontano e la mia voce non ti arriva:
lascia che il tuo silenzio sia il mio silenzio stesso.
Lascia che il tuo silenzio sia anche il mio parlarti,
lucido come fiamma, semplice come anello.
Tu sei come la notte, taciturna e stellata.
Di stella è il tuo silenzio, così lontano e semplice.
Mi piaci silenziosa perché sei come assente.
Distante e dolorosa come se fossi morta.
Basta allora un sorriso, una parola basta.
E sono lieto, lieto che questo non sia vero.
up
Wolfgang Goethe
Presenza
Tutto è annuncio di te!
Appare il sole radioso,
e tu dietro a lui,spero.
Esci fuori in giardino
e sei rosa fra le rose,
e sei giglio fra i gigli.
Quando nel ballo ti muovi
si muovono le stelle,
insieme e intorno a te.
Notte!E così sarebbe notte!
Tu superi lo splendore
soave e seducente della luna.
Seducente e soave sei tu,
e fiori,luna e stelle
a te s'inchinano,o sole!
Sole,sii anche per me
artefice di giorni radiosi!
Questa è vita,è eternità.
Francesco Petrarca
Chiare fresche e dolci acque
Chiare fresche e dolci acque
ove le belle membra
pose colei che sola a me par donna;
gentil ramo, ove piacque,
(con sospir mi rimembra)
a lei di fare al bel fianco colonna;
erba e fior che la gonna
leggiadra ricoverse con l'angelico seno;
aere sacro sereno
ove Amor co' begli occhi il cor m'aperse:
date udienza insieme
a le dolenti mie parole estreme.
S'egli è pur mio destino,
e 'l cielo in ciò s'adopra,
ch'Amor quest'occhi lagrimando chiuda,
qualche grazia il meschino
corpo fra voi ricopra,
e torni l'alma al proprio albergo ignuda;
la morte fia men cruda
se questa spene porto
a quel dubbioso passo,
ché lo spirito lasso
non poria mai più riposato porto
né in più tranquilla fossa
fuggir la carne travagliata e l'ossa.
Tempo verrà ancor forse
ch'a l'usato soggiorno
torni la fera bella e mansueta,
e là 'v'ella mi scorse
nel benedetto giorno,
volga la vista disiosa e lieta,
cercandomi; ed o pietà!
già terra infra le pietre
vedendo, Amor l'inspiri
in guisa che sospiri
sì dolcemente che mercé m'impetre,
e faccia forza al cielo
asciugandosi gli occhi col bel velo.
Da' be' rami scendea,
(dolce ne la memoria)
una pioggia di fior sovra 'l suo grembo;
ed ella si sedea
umile in tanta gloria,
coverta già de l'amoroso nembo;
qual fior cadea sul lembo,
qual su le treccie bionde,
ch'oro forbito e perle
eran quel dì a vederle;
qual si posava in terra e qual su l'onde,
qual con un vago errore
girando perea dir: "Qui regna Amore".
Quante volte diss'io
allor pien di spavento:
"Costei per fermo nacque in paradiso!".
Così carco d'oblio
il divin portamento
e 'l volto e le parole e'l dolce riso
m'aveano, e sì diviso
da l'imagine vera,
ch'i' dicea sospirando:
"Qui come venn'io o quando?"
credendo esser in ciel, non là dov'era.
Da indi in qua mi piace
quest'erba sì ch'altrove non ò pace.
Se tu avessi ornamenti quant'ai voglia,
poresti arditamente
uscir del bosco e gir infra la gente.
up
Edgar Allan Poe
Ad Elena
Elena, la tua bellezza è per me
come quei navigli nicei d'un tempo
che, mollemente, sull'odorato mare
riportavano il pellegrino stanco d'errare
alla sua sponda natia.
Da tempo avezzo a disperati mari,
la tua chioma di giacinto, il tuo classico volto,
la tua grazia di Naiade riportano me anche in patria,
a quella gloria che fu la Grecia,
a quella maestà che fu Roma.
Là, nel rilucente vano della finestra,
come statua eretta io ti vedo,
con in mano la tua lampada d'agata!
Ah, Psyche, qui venuta dalle regioni
che son Terra Santa.
up
Olindo Guerrini
Nell' aria della sera
Nell'aria della sera umida e molle
Era l'acuto odor de' campi arati
E noi salimmo insieme su questo colle
Mentre il grillo stridea laggiu' nei prati.
L'occhio tuo di colomba era levato.
Quasi muta preghiera al ciel stellato;
Ed io che intesi quel che non dicevi
M'innamorai di te perche' tacevi.
up
Gustavo Adolfo Bequeur
Come un libro aperto
Come un libro aperto
leggo nel fondo dei tuoi occhi.
Perché la bocca sorride
se gli occhi la smentiscono?
Piangi, non vergognarti
di confessare
che mi amasti.
Piangi. Nessuno vede.
Guarda.
Io sono un uomo, eppure piango.
up
William Shakespeare
Sonetto n. 88
Quando ti disporrai a ignorarmi
l'occhio sprezzante volgendo ai miei meriti
avverso a me combatterò al tuo fianco:
spergiuro sei, ti proverò valente.
Assai conosco la mia debolezza
e a difenderti inventerò una storia
di colpe che mi macchiano in segreto
sì che ti venga, a perder me, gran gloria.
Ma così fra chi vince anch'io sarò,
ché i pensieri amorosi in te riparo,
tutti, e se i torti che in me stesso volgo
ti dan vantaggio, a me doppio lo danno.
Tale è il mio amore, così t'appartengo
che per darti valor m'addosso il peggio.
Sonetto n. 90
Odiami dunque adesso, se lo vuoi,
ora che il mondo a contrastarmi seguita,
piegami giù, fa' lega con la sorte,
non affacciarti per estrema perdita.
Oh no, se scampa a queste strette il cuore
non dar rinforzi a un'angoscia in disfatta,
non dare a un vento buio alba di pioggia
a tardare, già certa, la catastrofe.
Se vuoi lasciarmi non lasciarmi all'ultimo,
di già sfiancato da futili pene,
ma assalta primo, perchè prima io gusti
di possente Fortuna il più e il peggio.
E ogni altra angoscia che ora par mortale,
di fronte al perder te, non parrà uguale.
Sonetto n. 97
Come un inverno è stata la mia assenza
da te, dolcezza dell'anno che fugge:
quali ghiacci ho provato, quali tenebre
e che squallore del dicembre ovunque!
Pur quel tempo diviso era l'estate,
l'autunno che, di pingui frutti greve,
degli amorosi mesi la pregnanza
recava come grembo in lutto, vedovo
del suo signore; una speranza d'orfani
m'appariva la stessa sua abbondanza:
ché te corteggia dell'estate il volo
e muti son gli uccelli se tu manchi
o, se cantano, al lor molle lamento
sbianca le foglie un brivido d'inverno.
Sonetto n. 115
Mentono i versi che una volta ho scritto,
dissi:" Di più non ti potrei amare";
ma all'intelletto era allora incredibile
ch'io, sì colmo, avvampassi ancor più chiaro.
Guardando al tempo, che in vicende a mille
scongiunge i voti e muta legge ai re,
scurisce la beltà sacra, i più fini
stempra, i forti nel suo flusso traveste;
ah del tempo implacato nel timore
come non dirti: "Ora t'amo nel culmine"
quando l'incerto m'era certo e l'oggi
incoronavo, del futuro in dubbio?
E' un bimbo Amore, non dire dovevo,
lasciar pienezza a quel che ancora cresce.
Sonetto n. 116
Alle nozze sincere di due anime
impedimenti non so. Non è amore
l'amor che muta se in mutare imbatte
o, rimovendosi altri, si rimuove,
oh no: è faro che per sempre è fisso
e guarda alle bufere non dà crollo,
amore, è stella ai vaganti navigli,
nota in altezza, nel valore ignota.
Non è zimbello al tempo, s'anche a teneri
labbri s'incurva quella falce e chiude,
non tramuta con l'ore e i giorni brevi
ma inoltra sino all'estrema sventura.
Se errore è questo, e su di me provato,
io mai non scrissi, e mai nessuno ha amato.
Sonetto n. 128
Quando musica tu suoni, mia musica,
su quel beato legno che alle dita
gentili replica mentre conduci
la vibrante armonia che mi smarrisce,
quanto invidio quei tasti che in su e in giù
tenendo il cavo di tua mano baciano -
e dal raccolto le mie labbra escluse,
lì accanto, si fan rosse a tanta audacia.
Ben situazione e stato muterebbero,
purché tu le sfiorassi, con quei rapidi
in danza - e tu scorri sì che lieto
fai morto legno più che vive labbra.
Se tanta sorte hanno quegli sfrontati,
dà lor le dita, a me le labbra al bacio.
up
La ragazza d' acciaio
Ragazza d'acciaio non amavo nessuno al mondo
Non amavo nessuno eccetto colui che amavo
Il mio innamorato il mio amante colui che mi attraeva
Ora tutto è cambiato è lui che ha cessato di
amarmi
Il mio innamorato che ha cessato di attirarmi sono io?
Non lo so e poi cosa cambia?
Sono ora stesa sulla paglia umida
dell'amore
Tutta sola con tutti gli altri tutta sola disperata
Ragazza di latta ragazza arrugginita
O amore amore mio morto o vivo
Voglio che tu ricordi del passato
Amore che mi amavi da me ricambiato.
up
Pedro Salinas
La voce a te dovuta
Il modo tuo d'amare è lasciare che io ti ami.
Il sì con cui ti abbandoni è il silenzio.
I tuoi baci sono offrirmi le labbra perchè io le baci.
Mai parole o abbracci mi diranno che esistevi e mi hai amato: mai.
Me lo dicono fogli bianchi, mappe, telefoni, presagi; tu, no.
E sto abbracciato a te senza chiederti nulla,
per timore che non sia vero che tu vivi e mi ami.
E sto abbracciato a te senza guerdare e senza toccarti.
Non debba mai scoprire con domande, con carezze,
quella solitudine immensa d' amarti solo io.
up
Paul Verlaine
Vola, canzone presto
Vola, canzone, rapida
davanti a Lei e dille
che, nel mio cuor fedele,
gioioso ha fatto luce
un raggio, dissipando,
santo lume, le tenebre
dell'amore: paura,
diffidenza e incertezza.
Ed ecco il grande giorno!
Rimasta a lungo muta
e pavida - la senti?
- l'allegria ha cantato
come una viva allodola
nel cielo rischiarato.
Vola, canzone ingenua,
e sia la benvenuta
senza rimpianti
vani colei che infine torna.
up
Hugh Macdiarmid
Ubriaco di luna
Quando il sonoro vortice del mondo
E' sibilo di trottola, quel chiaro
Corpo di corvo che è la luna siede
Ai crocicchi del vento e scruta attorno.
E mi vede - mi vede - mi balza
Con esattezza sul vivo del cuore,
E il suo raggio dorato con freddezza
Completamente ubriaco mi rende.
Il ruggito di tutti gli oceani mi sembra
Ora soltanto un suono debolissimo, il tuono,
Soltanto il tintinnio d'una campana,
E il tempo il volteggiare d'una mosca.
Giuseppe Ungaretti
Il porto sepolto
Vi arriva il poeta
e poi torna alla luce con i suoi canti
e li disperde
Di questa poesia
mi resta
quel nulla
d'inesauribile segreto.
San Martino del Carso
Di queste case
non è rimasto
che qualche
brandello di muro
Di tanti
che mi corrispondevano
non è rimasto
neppure tanto
Ma nel cuore
nessuna croce manca
E' il mio cuore
il paese più straziato.
Umberto Saba
Ulisse
Nella mia giovinezza ho navigato
lungo le coste dalmate. Isolotti
a fior d’onda emergevano, ove raro
un uccello sostava intento a prede,
coperti d’alghe, scivolosi, al sole
belli come smeraldi. Quando l’alta
marea e la notte li annullava, vele
sottovento sbandavano più al largo,
per fuggirne l’insidia. Oggi il mio regno
è quella terra di nessuno. Il porto
accende ad altri i suoi lumi; me al largo
sospinge ancora il non domato spirito,
e della vita il doloroso amore.