GEO RULERS ATLAS WORDS

 

 

 

 

 

Geo

Primo elemento di

parole composte della terminologia scientifica che significa "Terra", "Globo", "Superficie Terrestre" o anche "Geografia".

First element of words composed of the scientific terminology that means "Earth", "Globe", "Terrestrial Surface" or also "Geography."

 

Élément premier de mots composés de la terminologie scientifique qui signifie "Terre", "Globe", "Surface Terrestre" ou aussi "Géographie."

 

Erstens Element stellt von Wörtern der wissenschaftlichen Terminologie, die "Erde", "Kugel", Irdische" "Oberfläche oder auch "Geografie" bedeuten.


Primero elemento de palabras compuestas de la terminología científica que significa "Tierra", "Globo", "Superficie Terrenal" o también "Geografía."

Первый элемент слов составленных научной терминологии это означает "Землю", 'Земной "шар", "Земная Поверхность" или также "География .'

Rulers

Chi regge le sorti di uno Stato; chi è Capo di un Popolo; chi partecipa all'attività di Governo.
 
Who holds up the fates of a State; who Head of a People is; who participates in the activity of Government. 

 

 Qui soutient les sorts d'un État; qui est Chef d'un Peuple; qui participe à l'activité de Gouvernement.

 

Derjenige die Schicksale von einem Staat hält,; , derjenige Haupt von einem Volk ist,; , derjenige zur Tätigkeit von Regierung teilnimmt.

 

Quien sujeta las suertes de un Estado; quien es Jefe de un Pueblo; quien participa a la actividad de Gobierno.

Кто задерживает жиры Государства; кто Руководитель Людей; кто участвует в деятельности Правительства.  

Atlas

Atlante era un gigante che, nella lotta fra Dei e Titani, parteggiò per questi ultimi. Per questo motivo Zeus lo punì obbligandolo a sorreggere per l'eternità l'intera massa celeste sulle sue spalle.

Atlas was a giant that, in the struggle Between Gods and Titaniums, it sided for these last ones. For this motive Zeus punished him forcing to support him for the eternity the whole celestial mass on his shoulders.

 


Atlas était un géant que, dans la lutte Entre les et Titans, il prit le parti de ces derniers. Pour ce motif Zeus le punit en l'obligeant à soutenir pour l'éternité la masse bleue entière sur ses épaules.

 

Atlas war ein Riese der, in der Kampf zwischen den und Titanen nahm er Partei für diese letzten. Zeus strafte ihm, da zwang es ihn, für der Ewigkeit ganze Himmelse Masse auf sein Schultern zu stützen aus diesem Grund.

Atlas fue un gigante que, en la lucha Entre los y Titanes, tomó partido en este últimos. Por este motivo Zeus lo castigó obligándolo a sustentar por la eternidad la entera masa celeste sobre sus hombros.

Атлас был гигант что, в борьбе Между и Titaniums, этим sided для этих последних. Для этого Зевса повода наказало его/это заставляющее чтобы поддержать его/это для вечности вся небесная масса на его/ее плечи.

Words

Complesso di suoni organizzato sotto l'azione più o meno accentratrice di un accento, mediante i quali l'uomo esprime una nozione generica che si precisa e si determina nel contesto di una frase.

Complex of sounds organized under the most centralizing action of an accent, through which the man expresses a generic notion that is specified and determines in the context of a sentence.

 

Complexe de sons dessous organisé l'action plus ou moins centralisatrice d'un accent par laquelle exprime un notions vague ici précise et le si détermine dans les contextes d'un phrases.

 

Gesamtheit von Lauten organisiert unter die Tat mehr oder weniger zentralisierende als ein Akzent durch das der Mann eine allgemeine Kenntnis ausdrückt der genau und es ergibt sich sich im Zusammenhang von einem Satz.

 

Complejo de sonidos organizado bajo la acción más o centralizadora de un acento, a través de los que el hombre expresa una noción genérica que se precisa y se determina en el contexto de una frase.

Комплекс звуков организованных под самым centralizing действие акцента, через который человек выражает generic понятие что он уточняется и вы/он/она определяет его в рамках предложения.

 

GEO RULERS ATLAS WORDS

xPoesie
 

Hermann Hesse
Giacomo Leopardi
Rudyard Kipling
Pablo Neruda
Emily Dickinson
William Shakespeare
Jacques Prevert
Wolfgang Goethe
Francesco Petrarca
Pedro Salinas
Paul Verlaine
Hugh Macdiarmid
Giuseppe Ungaretti
Umberto Saba
Olindo Guerrini
Gustavo Adolfo Bequer
Lirici Greci

Poeti Latini
Il Basso Medioevo
Dante e Petrarca
Rinascimentali
L' Arcadia e il '700
L' Ottocento
Il Novecento

 

Lirici Greci

 

ARCHILOCO

Nella brama d'amore ,

io giaccio, infelice ,

senza più vita, dagli aspri  dolori che mandan gli dèi ,

trafitto nelle ossa.

Così forte una brama d'amore il cuore  mi avvolse ,

e  fitta  nebbia  sugli  occhi  mi sparse ,

e mi  rapì  dal  petto  la  molle  anima.

Amore  che  fiacca  le membra , amico  mio  caro ,

mi vince .      

up

 

Saffo

....

" Credimi vorrei morire",

lei mi piangeva lasciandoci .

Pure questo mi disse :

" Crudele  un  tale  patire ,

Saffo , malvolentieri  ti  abbandono".

Ed io così  risposi :

" Parti  lieta  e  ricordati  di  me ,

sai  quanto  ci  amavamo .

Se  non  altrimenti , sarò  disposta  io

a  ricordare  ......

..... il  nostro passato .

Le  lunghe  trecce  di  fiori   

attorno  al  delicato  collo

.....

e  quell' olio  odoroso ,

prezioso , che  ti  cospargevi

sulla  pelle ....

unguento  reale  e  quando 

sul  morbido  letto delicata

.... acquietavi  il  desiderio ..."

 

up


Saffo                                                                             

Mi  si  rivela  pari  agli  dèi

costui , che  di  fronte  a  te 

siede  vicino e  la  dolce  tua  voce 

ascolta ,

e  lieto  il  sorriso , a  me  veramente

il  cuore  mi  squassa  il  petto ,

lo  sguardo  di  un  attimo 

m ' allenta  la  voce ,

e  la  lingua  si  spezza , sottile 

ma  immediato  un  fuoco  scorre  nelle  membra ,

non  più   vista  agli  occhi , sibilano 

le  orecchie ,

su  di  me  scorre  sudore , un  tremito 

mi  possiede , e  di  un  pallore  verdastro

sono , la  morte  poco  manca

che  mi  appaia ....

Ma  bisogna  che tutto  sopporti ......

Nel  mio dolore  che  stilla

goccia  a  goccia

chi mi  rimprovera

i  venti  e  gli  affanni  possano  trascinarselo .

up


Poeti  Latini
 

Catullo

 

I 'sintomi' dell'innamoramento.
 

Mi  sembra uguale a un dio ,

degli  dèi  ancora più in alto

(se  è  lecito ch'io parli così )

chi ti è  accanto, ti guarda  e t' ascolta  

quando dolce  risuona  il  tuo  riso .

Me  infelice ! Ciò mi  toglie  ogni senso :

non  appena , Lesbia , ti  vedo ,

mi vien  meno anche  un  filo  di  voce , 

si  prosciuga  la  lingua  e  le  membra 

sono scosse  da  un  fuoco  sottile ,

mentre  ronzan  le  orecchie  e  la vista

mi  si  annebbia come  per  notte.

up

 

Catullo
 

Ubriacarsi di baci.
 

Godiamoci la vita , mia  Lesbia ,e  l'amore ,

e dei vecchi che brontolan sempre

non  teniamo  più  conto di un  soldo .

Giorno  e notte  s'alternan nel tempo :

ma per l'uomo giunge presto il tramonto

e la notte che viene  è  per  sempre .

Dammi mille e poi cento baci ,

di continuo altri mille e poi cento .

Quando poi ne avrem  fatto un gran mucchio

mescoliamoli tutti in fretta

perchè noi non si possa contarli

o  non sorga a tal conto  l'invidia .


up


Catullo

                                                   
Ma il cuore non ascolta ragione.
 

Questo nostro amore , vita mia , lo prospetti

felice, destinato a durare per sempre.

Dèi del cielo , fate voi che lei dica il vero ,

che lo prometta sincera e dal cuore ,

che si possa per tutta la vita

mantener questo patto inviolato.

up

 

Catullo
 

Dite a Lesbia.

.......

alla mia donna  un amaro messaggio :

viva dunque e stia bene ,insieme a tutti gli amanti ,

che sono trecento e tanti se ne fa tutti insieme,

nessuno amando davvero, ma a tutti comunque

spezzando

dei fianchi la forza virile.

Non si aspetti, come prima, che a un suo solo cenno

io ritorni a darle il mio amore. E' finito,

sua sola la colpa, come un fiore al bordo del prato

quando passa l'aratro e lo tronca.

up

 

Il Basso Medioevo

 

Bernart de Ventadorn
 

Quando vedo l'allodola muovere

le sue ali con gioia incontro al sole ,

ecco, dimenticata di sé , si abbandona

per la dolcezza che le giunge al cuore :

ah , tanta invidia subito mi prende

di chiunque veda immerso dalla gioia

che  è  fonte di stupore se ben presto

dal desiderio non mi si strugge il cuore !

Ahimè , tanto credevo di sapere

dell'amore , e ne so tanto poco !

Perchè non posso fare a meno d'amare

colei che sempre mi negherà il favore.

M'ha tolto il cuore e m'ha tolto me stesso.

Se stessa m'ha tolto, e tutto il mondo :

e nulla , negandomisi , ha lasciato

se non disiderio e cuor che brama invano.

up


Jacopo da Lentini

Amor è  un  desio  che  ven  da core

per  abondanza  di  gran  piacimento ;

e  li  occhi  in  prima  generan  l'amore

e  lo  core  li  dà  nutricamento .

Ben  è  alcuna  fiata  om  amatore

senza  vedere  so  'namoramento ,

ma  quell ' amore  che  stringe  con  furore

da  la  vista  de  li  occhi  ha  nascimento :

chè  li  occhi  rappresentan  a  lo  core

d' onne  cosa  che  veden  bono  e  rio ,

com' è  formata  naturalmente ;

e  lo  cor, che  di  zo è  concepitore ,

imagina , e li piace  quel desio :

e  questo  amore  regna  fra  la  gente .

Io m' agio  posto  in  core  a  Dio  servire

con 'io  potesse  gire  in  Paradiso ,

al  santo  loco  ch'agio audito  dire

u' si  mantien  sollazzo , gioco  e  riso .

Sanza  mia  donna  non  vi  vorìa  gire ,

quella  c' ha  blonda  testa  e  claro viso ,

chè  sanza lei non poterìa gaudire ,

estando da la mia donna diviso .

Ma non lo dico  a  tale  intendimento

perch' io peccato ci volesse fare ;

se  non  veder  lo  suo  bel  portamento ,

e lo bel viso  e 'l morbido sguardare :

chè  'l mi  terrìa  in  gran  consolamento

veggendo  la  mia  donna  in  gloria  stare.

up


Guido Guinizzelli

Voglio  del  ver  la  mea  donna  laudare

et  assembrargli  la  rosa  e  lo  geglio :

como  la  stella  Diana  splende  e  pare ,

e  ciò  ch' è  lassù  bello  a  lei  someglio .

Verde  rivèra  a  lei  rassembro  e  l' a 're ,

tutti  colori  e  fior , giallo  e  vermiglio ,

oro  ed  argento e  ricche  gioi ' preclare ;

medesmo  Amor  per  lei raffina meglio .

Passa  per  via  adorna  e  sì  gentile

ch ' abassa  orgoglio  a  cui  dona  salute

e  fal  di  nostra  fe' se  non  la  crede .

E se  non  pò  appressar  omo  ch' è  vile ;

ancor  ve  dico  c 'ha  maggior  vertude :

null ' om  pò mal  pensar fin  che  la  vede .
 

up


Dante e Petrarca

Dante Alighieri

Ne li occhi porta la mia donna Amore ,

per che  si  fa  gentil  ciò  ch 'ella  mira ;

ov 'ella  passa , ogn 'om ver  lei  si  gira ,

e  cui  saluta  fa  tremar  lo  core ,

sì  che , bassando  il  viso , tutto  smore ,

e  d' ogni  suo  difetto allor  sospira :

fugge  dinanzi  a  lei superbia  ed  ira .

Aiutatemi , donne , farle  onore .

Ogne  dolcezza , ogne  pensero  umile

nasce  nel  core  a  chi  parlar la  sente ,

ond' è  laudato chi  prima  la  vide .

Quel ch 'ella  par quando  un  poco  sorride ,

non  si  pò  dicer nè  tenere  a  mente ,

sì  è  novo  miracolo  e  gentile .
 

Tanto  gentile  e  tanto  onesta  pare

la  donna mia  quand ' ella  altrui  saluta ,

ch 'ogne  lingua  deven  trremando  muta ,

e  li  occhi  no  l' ardiscon di  guardare .

Ella si  va , sentendosi  laudare ,

benignamente  d ' umiltà  vestuta ;

e  par  che  sia  una  cosa  venuta

da  cielo  in  terra  a  miracol  mostrare .

Mostrasi  sì  piacente  a  chi  la  mira ,

che  dà per  li  occhi  una  dolcezza  al  core ,

che 'n  tender  no  la  può  chi  no  la  prova :

e  par  che  de  la  sua  labbia  si  mova

un  spirito  soave  pien  d'amore  ,

che  va  dicendo  a  l'anima : Sospira .

.......

Noi  leggevamo  un  giorno  per  diletto  

di  Lancillotto  come  amor  lo  strinse ;

soli  eravamo  e  sanza  alcun  sospetto. 

Per  più  fiate li  occhi  ci  sospinse  

quella  lettura , e  scolorocci  il  viso ;

ma  solo  un  punto  fu  quel  che  ci  vinse .

Quando  leggemmo  il  disiato  riso  

esser  baciato  da  cotanto  amante ,

questi , che  mai  da  me  non  fia  diviso ,

la  bocca mi  baciò  tutto  tremante .

Galeotto  fu  il  libro  e  chi  lo  scrisse :

quel  giorno  più vi  leggemmo  avante >>.

Mentre  che  l'uno  spirto  questo  disse , 

l' altro  piangèa ; sì  che  di  pietade 

io  venni  men  così com ' io  morisse . 

                                                     ( Da INFERNO, Canto V )

up

                                                     

Francesco Petrarca

Benedetto  sia ' l giorno  e  ' l  mese  e  l ' anno 

e  la  stagione  e ' l  tempo  e  l ' ora  e  ' l punto

e  ' l bel paese  e  ' l loco  ov' io fui  giunto 

da' duo  begli  occhi  che  legato  m ' ànno ;

e  benedetto  il  primo  dolce  affanno  

 ch ' i' ebbe  ad  essere  con  amor  congiunto ,

e  l ' arco  e  le  saette  ond ' io  fui  punto ,

e  le  piaghe  che  'infin  al  cor  mi  vanno .

Benedette  le  voci  tante  ch ' io 

chiamando  il  nome  di  mia  Donna  ò  sparte ,

e  i  sospiri  e  le  lagrime  e  ' l desio ;

e  benedette  sian  tutte  le  carte  

ov ' io  fama  l'acquisto , e ' l  pensier  mio ,

ch ' è sol di  lei , sì  ch 'altra  non v'à  parte . 

Io  amai  sempre  et  amo  forte  ancora 

e  son  per  amar  più  di  giorno i n  giorno 

quel  dolce  loco  ove  piangendo  torno 

spesse  fiate  quando  Amor m ' accora ,

e  son  fermo  d'amare il  tempo  e  l 'ora 

ch 'ogni  vil  cura  mi  levar dintorno ,

e  più  colei  lo cui  bel  viso  adorno 

di  ben  far  co ' suoi  esempli  m' innamora .

Ma  chi  pensò  veder mai  tutti  insieme ,

per  assalirmi  il  core  or  quindi  or  quinci ,

questi  dolci  nemici  ch ' i ' tant ' amo  ?

Amor , con  quanto  sforzo  oggi  mi  vinci  !

E  se  non  ch 'al  desio  cresce  la  speme ,

i ' cadrei  morto , ove  più  viver  bramo .

 

up


Rinascimentali


Matteo Maria Boiardo


Il canto de  li  augei de  fronda  in  fronda

e lo  odorato vento per li fiori

e lo ischiarir de ' lucidi liquori,

che rendon nostra vista più ioconda,

son  perchè  la Natura e il  Ciel seconda

costei, che  vuol  che  'l  mondo  se  inamori ;

così  di dolci  voci e  dolci odori

l ' aria, la terra è già  ripiena  e  l 'onda .

Dovunque  e ' passi  move  on  gira  il viso ,

fiamegia  uno spirto  si  vivo  d ' amore

che  avanti  a la  stagione il caldo  mena .

Al  suo  dolce  guardare , al  dolce  riso

l ' erba  vien verde  e  colorito  il  fiore ,

e il mar se  aqueta  e  il  ciel  se  raserena .

up

                                                               
Pietro Bembo
 

Crin  d 'oro  crespo e  d 'ambra  tersa  e  pura ,

ch ' a  l'aura  su  la neve  ondeggia  e  vole ,

occhi  soavi  e  più  chiari  che  'l  sole ,

da  far  giorno  seren  la  notte  oscura ,

riso , ch ' acqueta  ogni  aspra  pena  e  dura ,

rubini  e  perle , ond ' escono  parole 

sì  dolci , ch 'altro  ben  l'alma  non  vòle ,

man  d'avorio , che  i  cor  distringe  e  fura ,

cantar , che  sembra  d ' armonia  divina ,

senno  maturo  a  la più  verde  etade ,

leggiadra  non  veduta  unqua  fra  noi ,

giunta  a  somma  beltà  somma  onestade ,

fur  l 'esca  del  mio  foco , e  sono  in  voi

grazie , ch 'a  poche  il  ciel  destina .

up


Miguel de Cervantes

Chi  sminuisce  i  miei  beni ?

Gli  sdegni !

E  chi  ingigantisce  i  miei  duoli ?

I  sospetti !

E  chi  mette alla  prova  la calma ?

L ' assenza !

Di  questo  passo  il  mio  strazio

d 'ogni  conforto  è  mai  sazio ,

e  mi  spengon  sin  la  speranza

sdegni , sospetti  ed  assenza .

Chi  è  causa  di  questo  dolore ?

L 'amore !

E  chi  alla  mia  gloria  dà  morte ?

La  sorte !

E  chi  dà  il  suo  assenzo  al  mio  duolo ?

Il  cielo !

Di  questo  passo  ho  timore

di  patire  all 'estremo  un  male  strano

perchè  congiurati  a  mio  danno

son  cielo  e  sorte  ed  amore .

Chi  migliorerà  la  mia  sorte ?

La  morte !

E  il  ben  d ' amore  chi  l'avrà ?

Il  caso !

E  chi  prende  a  cuore  i  suoi  mali ?

La  follia !

Di  questo  passo  è  da  stolti

voler  guarir  la  passione ,

quando  i  rimedi  non  sono

che  morte , capriccio e  pazzia .

                                                     (Trad. V. Guarracino)

up


Lope de Vega

Fiume  di  Siviglia ,

magari  potessi

passarti  all 'asciutto

con  la  mia scarpetta !

Partii  da Siviglia 

cercando  il  mio  amato ,

alla  fine  caviglia 

una  scarpetta  dorata .

Come  fui  alla  sponda

mirando  il  mio  damo ,

sospirando  mi  dissi :

la  mia  scarpa  potesse

all ' asciutto  passarti

intatta  dall 'onda !

                                                            (Trad. V. Guarracino)

up


L'Arcadia e il '700
 

Francesco de Lemene
 

Son  troppo  sazia ,

non  ne  vo ' più :

cantar  sempre  d 'amore ,

nè  mai  cangiar  tenore ,

è una  cosa  che  sazia ,

è  una  gran  servitù .

Son  troppo  sazia ,

non  ne  vo ' più .

Non  si  parli  d'amore : sen  vada  in  bando :

cantiam  d 'altro , mio  cor : cantiam  d ' Orlando .

Era  Orlando  innamorato ,

forsennato ,

per  Angelica  la  bella .

O pazzerella :

ecco che  amor  torna  in  isteccato .

Tosto  volgiamo  i  carmi

dove  si  tratta  sol  di  guerre  e  d 'armi .

Troiani , a  battaglia :

già  de  le  spade  ostili  appare  il  lampo :

tutta  l 'Europa  è  in  campo ;

omai  non  può  tardar  che  non  v ' assaglia :

Troiani , a  battaglia .

Già  sentite  la  tromba ,

come  rimbomba ;

quanto  cada  la  spada ,

sentirete  come  taglia :

Troiani , a  battaglia

correte  a  difendere 

la  famosa  rapina 

di  beltà  peregrina ,

di  quella  gran  beltà  ch '  amor  rapì .

Sia  maledetto  amor : eccolo qui .

Che  gran  disgrazia 

sempre  amor  per  tutto  fu .

Son  troppo  sazia ,

non  ne  vo ' più .

Ma , lassa , che  farò  perchè  da  me

amor  rivolga  il  piè ?

Mai  dal  cor  non  si  divide ,

nel  pensier  sempre  soggiorna :

s 'io  ' l  minaccio , ed  ei  si  ride ;

s 'io  ' l  discaccio , ed  ei  ritorna .

Mio  cor , che  puoi  far  tu ,

che  far  poss ' io , per  non  parlarne  più ?

Ah , che  un 'alma  innamorata ,

o  felice  sventurata ,

abbia  pure  o  guerra  o  pace ,

sol  non  parla  d' amore allor  che  tace.

up


L'Ottocento
 

Novalis

......

Come  grama  e  puerile

mi  si  rivela  la  luce

coi  suoi  corpi  vescicolari ,

come  beato  e  gaudioso

il  dipartire  del  giorno !

Dunque  solo  perchè 

ti  seduce  la  notte  i  fedeli

tu  sparpagli

nelle  immensità  dello spazio

lucidi  globi

che  annunziano  la  tua  onnipotenza

e  il  tuo  ritorno

nell ' ora  della  lontananza .

Più  divine  degli  astri  abbaglianti

sospesi  nei  loro  spazi

si  palesano  le  infinite  pupille

che  in  noi  schiude 

la  notte .

Più  oltre  esse  vedono

che  non  le  stelle   più  pallide

in  quelle  innumerevoli  schiere :

senza  bisogno  di  luce

vedono  traverso  agli  abissi

d ' un ' anima amante

riempirsi  d ' inesprimibile  gaudio

uno  spazio  più  eccelso .

Gloria  alla  regina  del  mondo

sublime  rivelatrice 

d ' un  sacro  universo

e  custode  

del  beato  amore !

Tu  sopraggiungi  diletta -

la  notte  è  qui .

In  estasi  cade  l ' anima .

La  giornata  terrestre  è  compita :

ancora  una  volta  sei mia .

Negli  occhi  profondi  e  cupi  ti  guardo

e  non  vedo  che  amore  e  beatitudine .

Noi  anneghiamo  sull'ara  della  notte ,

giaciglio  mollissimo .

L 'involucro  cade

ed  accesa  dal  caldo  amplesso

sboccia  la  fiamma perfetta 

del  soave  olocausto .

                                      ( traduzione  di  R. Poggioli)

up

                                                                          

Johann Wolfgang Goethe

......

O  sorella  dell 'astro  fulgente ,

tenerezza  ravvolta  in  cordoglio ,

una  nebbia  sottile  d ' argento

nuota  al  vago  tuo  viso  d ' intorno .

Il  tuo  passo  leggero  ridesta ,

da  recessi  di  tenebre  fonde ,

l ' alme  tristi , divise  dal  mondo :

me , e  gli  uccelli  notturni  con  me .

 

Indagante  il  tuo  sguardo  disvaria ,

lungo  e  largo , per  ampia  distesa :

a  te  accanto  sollevami  in  aria ;

al  fantastico  appresta  tal  bene !

E , cullandomi in  pieno  godere ,

oh , ch 'io  veda  fra  i  vetri  e  i  cancelli ,

la  stanzetta  ove  trepida  quella

che  il  mio  cuore  tutto  empie  di  sé !

                                                                (traduzione  B. Croce)

 

up

                                                              

Ugo Foscolo
 

Da All' Amica risanata
 

Qual  dagli  antri  marini

l ' astro  più  caro  a  Venere

co ' rugiadosi  crini

fra  le  fuggenti  tenebre

appare , e  il  suo  viaggio

orna  col  lume  dell ' eterno  raggio ,

sorgon  così  tue  dive

membra  dall ' egro  talamo

e  in  te  beltà  rivive ,

l 'aurea  beltade  ond 'ebbero

ristoro  unico  a' mali

le  nate  a  vaneggiar  menti  mortali .

Fiorir  sul  caro  viso

veggo  la  rosa , tornano

i  grandi  occhi  al  sorriso

insidiano ; e vegliano

per  te  in  novelli  pianti

trepide  madri , e  sospettose  amanti .

up

 

Il  Novecento
 

Camillo Sbarbaro
 

Ora  che  sei  venuta ,

che  con  passo  di  danza  sei  entrata

nella  mia  vita

quasi  folata in  una  stanza  chiusa -

a  festeggiarti , bene  tanto  atteso ,

le  parole  mi  mancano  e  la  voce

e  tacerti  vicino  già  mi  basta .

Il  pigolìo  così  che  assorda  il  bosco

al  nascere  dell 'alba , ammutolisce ,

quando  sull 'orizzonte  balza  il  sole .

Ma  te  la  mia  inquietudine  cercava

quando  ragazzo

nella  notte  d ' estate  mi  facevo 

alla  finestra  come  soffocato :

che  non  sapevo , m ' affannava  il  cuore .

E tutte tue  son  le parole

che , come  l 'acqua  all ' orlo  che  trabocca ,

alla  bocca  venivano  da  sole ,

l 'ore  deserte , quando  s' avanzavan

puerilmente  le  mie  labbra  d 'uomo

da  sè , per  desiderio  di  baciare........

up


Umberto Saba
 

A mia moglie
 

Tu  sei  come  una  giovane,

una  bianca  pollastra .

Le  si  arruffano  al  vento 

le  piume , il  collo  china 

per  bere , e  in  terra  raspa ;

ma, nell'andare , ha  il  lento

 tuo  passo  di  regina ,

ed  incede  sull'erba

pettoruta  e superba .

E'  migliore del maschio .

E' come  sono  tutte

le  femmine  di  tutti

i  sereni  animali

che  avvicinano  a  Dio.

Così  se  l' occhio ,se  il  giudizio  mio

non  m ' inganna , fra  queste  hai  le  tue  uguali ,

e  in  nessun ' altra  donna .

Quando  la  sera  assonna

le  gallinelle ,

metton  voci  che  ricordan  quelle,

dolcissime , onde  a  volte  dei  tuoi  mali ,

ti  quereli , e  non  sai 

che  la  tua  voce  ha  la  soave  e  triste

musica  dei  pollai .

Tu  sei  come  una  gravida

giovenca ;

libera  ancora  e  senza 

gravezza , anzi  festosa ;

che , se  la  lasci , il  collo

volge , ove  tinge  un  rosa

tenero  la  sua  carne.

Se  l ' incontri  e  muggire 

l'odi , tanto  è  quel  suono

lamentoso , che  l ' erba

strappi , per  farle  un  dono .

E' così  che  il  mio  dono

t ' offro  quando  sei  triste .

Tu  sei  come  una  lunga 

cagna , che  sempre  tanta

dolcezza  ha  negli  occhi ,

e  ferocia  nel  cuore .

Ai  tuoi  piedi  una  santa 

sembra , che  d ' un  fervore

indomabile  arda ,

e  così  ti  riguarda

come  il  suo  Dio  e  Signore .

Quando  in  casa  o  per  via

segue , a  chi  solo  tenti

avvicinarsi , i  denti

candidissimi  scopre .

Ed  il  suo  amore  soffre

di  gelosia.

Tu  sei  come  la  pavida 

coniglia . Entro  l ' angusta

gabbia  ritta  al  vederti

s 'alza ,

e  verso  te gli  orecchi 

alti  protende  e  fermi ;

che  la  crusca  e  i radicchi

tu  le  porti , di  cui 

priva  in  sé  si  rannicchia,

cerca  gli  angoli  bui .

Chi  potrebbe  quel  cibo

ritoglierle? Chi  il  pelo

che  si  strappa  di  dosso ,

per  aggiungerlo  al  nido

dove  poi  partorire?

Chi  mai  farti  soffrire?

Tu  sei  come  la  rondine

che  torna  in  primavera .

Ma  in  autunno  riparte ;

 e  tu  non  hai  quest ' arte .

Tu  questo  hai  della  rondine :

le  movenze  leggere ;

questo  che  a  me , che  mi  sentiva  ed  era

vecchio , annunciavi  un 'altra  primavera .

Tu  sei  come  la  provvida

formica. Di  lei, quando

escono dalla campagna ,

parla  al  bimbo  la  nonna

che  l ' accompagna .

E  così  nella  pecchia

ti  ritrovo , ed  in  tutte 

le  femmine di  tutti

i  sereni  animali

che  avvicinano a  Dio ;

e  in  nessun 'altra  donna .

up


Sera di Febbraio

Spunta  la  luna .

Nel  viale  è  ancora

giorno , una  sera  che  rapida  cala .

Indifferente  gioventù  s 'allaccia ;

sbanda  a  povere  mète .

Ed  è  il  pensiero  della  morte 

che , in  fine , aiuta  a  vivere .

up


Eugenio Montale


Non chiederci la parola  (da OSSI DI SEPPIA)
 

Non  chiederci  la  parola che  squadri  da  ogni  lato

l ' animo  nostro  informe , e  a  lettere  di  fuoco 

lo  dichiari  e  risplenda  come  un  croco

perduto  in  mezzo  a  un  polveroso  prato .

Ah  l ' uomo  che  se  ne  va  sicuro ,

agli  altri  ed  a  se  stesso amico ,

e  l ' ombra  sua  non  cura  che  la  canicola

stampa  sopra  uno  scalciato  muro !

Non  domandarci  la  formula  che  mondi  possa  aprirti ,

sì  qualche  storta  sillaba  e  secca  come  un  ramo .

Codesto  solo  oggi  possiamo  dirti ,

ciò  che  non  siamo , ciò  che  non  vogliamo .

up

                                                                                                      

Spesso il male di vivere  (da OSSI DI SEPPIA)
 

Spesso  il  male  di  vivere  ho  incontrato :

era  il  rivo  strozzato  che  gorgoglia ,

era  l ' incartocciarsi  della  foglia

riarsa , era  il  cavallo  stramazzato .

Bene  non  seppi , fuori  del  prodigio

che  schiude  la  divina  Indifferenza :

era  la  statua  nella  sonnolenza

del  meriggio , e  la  nuvola , e  il  falco  alto  levato .

up


Cigola la carrucola del pozzo (da OSSI DI SEPPIA)
 

Cigola  la  carrucola  del  pozzo ,

l ' acqua  sale  alla  luce  e  vi  si  fonde .

Trema  un  ricordo  nel  ricolmo  secchio ,

nel  puro  cerchio  un ' immagine  ride .

Accosto  il  volto  a  evanescenti  labbri :

si  deforma  il  passato , si  fa  vecchio ,

appartiene  ad  un  altro.....

Ah  che  già  stride

la  ruota , ti  ridona  all' atro  fondo ,

visione , una  distanza  ci  divide .

up


Hermann Hesse

Perchè ti amo

Perché ti amo, di notte son venuto da te
così impetuoso e titubante
e tu non mi potrai più dimenticare
l'anima tua sono venuto a rubare.

Ora lei è mia - del tutto mi appartiene
nel male e nel bene,
dal mio impetuoso e ardito amare
nessun angelo ti potrà salvare.

up

 

Emily Dickinson

Tutto imparammo dell' amore

Tutto imparammo dell'amore -
Alfabeto, parole.
Il capitolo, il libro possente -
Poi la rivelazione terminò.

Ma negli occhi dell'altro
Ciascuno contemplava l'ignoranza
Divina, ancora più che nell'infanzia:
L'uno all'altro, fanciulli.

Tentammo di spiegare
Quanto era per entrambi incomprensibile.
Ahi, com'è vasta la saggezza
E molteplice il vero!

up


Rudyard Kipling

Se.....

Se riesci a non perdere la testa, quando tutti intorno
La perdono, e se la prendono con te;
Se riesci a non dubitare di te stesso, quando tutti ne dubitano,
Ma anche a cogliere in modo costruttivo i loro dubbi;
Se sai attendere, e non ti stanchi di attendere;
Se sai non ricambiare menzogna con menzogna,
Odio con odio, e tuttavia riesci a non sembrare troppo buono,
E a evitare di far discorsi troppo saggi;

Se sai sognare - ma dai sogni sai non farti dominare;
Se sai pensare - ma dei pensieri sa non farne il fine;
Se sai trattare nello stesso modo due impostori
- Trionfo e Disastro - quando ti capitano innanzi;
Se sai resistere a udire la verità che hai detto
Dai farabutti travisata per ingannar gli sciocchi;
Se sai piegarti a ricostruire, con gli utensili ormai tutti consumati,
Le cose a cui hai dato la vita, ormai infrante;

Se di tutto ciò che hai vinto sai fare un solo mucchio
E te lo giochi, all'azzardo, un'altra volta,
E se perdi, sai ricominciare
Senza dire una parola di sconfitta;
Se sai forzare cuore, nervi e tendini
Dritti allo scopo, ben oltre la stanchezza,
A tener duro, quando in te nient'altro
Esiste, tranne il comando della Volontà;

Se sai parlare alle folle senza sentirti re,
O intrattenere i re parlando francamente,
Se né amici né nemici riescono a ferirti,
Pur tutti contando per te, ma troppo mai nessuno;
Se riesci ad occupare il tempo inesorabile
Dando valore a ogni istante della vita,
Il mondo è tuo, con tutto ciò che ha dentro,
E, ancor di più, ragazzo mio, sei Uomo!

up


Giacomo Leopardi

Infinito

Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo; ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s'annega il pensier mio:
E il naufragar m'è dolce in questo mare.
 

up


Pablo Neruda


Se non fosse per i tuoi occhi

Se non fosse perché i tuoi occhi hanno color di luna,
di giorno con argilla, con lavoro, con fuoco,
e tieni imprigionata l'agilità dell'aria,
se non fosse perché sei una settimana d'ambra,

se non fosse perché sei il momento giallo
in cui l'autunno sale su pei rampicanti
e anche sei il pane che la luna fragrante
elabora passeggiando la sua farina pel cielo,

oh, adorata, io non t'amerei!
Nel tuo abbraccio io abbraccio ciò ch'esiste,
l'arena, il tempo, l'albero della pioggia,
e tutto vive perché io viva:
senz'andare sì lungi posso veder tutto:
vedo nella tua vita tutto ciò che vive.

up
 

Fanciulla snella e bruna

Fanciulla snella e bruna, il sole che crea la frutta
quello che incurva le alghe e fa granire i grani,
creò il tuo corpo gaio, i tuoi occhi di luce
e la tua bocca che sorride col sorriso dell'acqua.

Un sole nero e ansioso ti avvolge a ogni filo
dei tuoi capelli neri, quando stiri le braccia.
Tu giochi con il sole con un ruscello
e due oscuri ristagni lui ti lascia negli occhi.

Fanciulla snella a bruna, niente a te mi avvicina.
Tutto da te mi scosta come dal mezzogiorno.
Tu sei la gioventù frenetica dell'ape,
l'ubriachezza dell'onda, la forza della spiga.

Eppure, tenebroso, il mio cuore ti cerca:
amo il tuo corpo gaio, la tua voce svelta e lieve.
Farfalla bruna, dolce e definitiva,
come il frumento e il sole, il papavero e l'acqua.

up

 

Mi piaci silenziosa
 

Mi piaci silenziosa, perché sei come assente
mi senti da lontano e la mia voce non ti tocca.
Par quasi che i tuoi occhi siano volati via
ed è come se un bacio ti chiudesse la bocca.

Tutte le cose sono colme della mia anima
e tu da loro emergi, colma d'anima mia.
Farfalla di sogno, assomigli alla mia anima
ed assomigli alla parola malinconia.

Mi piaci silenziosa, quando sembri distante.
E sembri lamentarti, tubante farfalla.
E mi senti da lontano e la mia voce non ti arriva:
lascia che il tuo silenzio sia il mio silenzio stesso.

Lascia che il tuo silenzio sia anche il mio parlarti,
lucido come fiamma, semplice come anello.
Tu sei come la notte, taciturna e stellata.
Di stella è il tuo silenzio, così lontano e semplice.

Mi piaci silenziosa perché sei come assente.
Distante e dolorosa come se fossi morta.
Basta allora un sorriso, una parola basta.
E sono lieto, lieto che questo non sia vero.

up


Wolfgang  Goethe


Presenza

Tutto è annuncio di te!
Appare il sole radioso,
e tu dietro a lui,spero.

Esci fuori in giardino
e sei rosa fra le rose,
e sei giglio fra i gigli.

Quando nel ballo ti muovi
si muovono le stelle,
insieme e intorno a te.

Notte!E così sarebbe notte!
Tu superi lo splendore
soave e seducente della luna.

Seducente e soave sei tu,
e fiori,luna e stelle
a te s'inchinano,o sole!

Sole,sii anche per me
artefice di giorni radiosi!
Questa è vita,è eternità.

up



Francesco Petrarca


Chiare fresche e dolci acque

Chiare fresche e dolci acque
ove le belle membra
pose colei che sola a me par donna;
gentil ramo, ove piacque,
(con sospir mi rimembra)
a lei di fare al bel fianco colonna;
erba e fior che la gonna
leggiadra ricoverse con l'angelico seno;
aere sacro sereno
ove Amor co' begli occhi il cor m'aperse:
date udienza insieme
a le dolenti mie parole estreme.

S'egli è pur mio destino,
e 'l cielo in ciò s'adopra,
ch'Amor quest'occhi lagrimando chiuda,
qualche grazia il meschino
corpo fra voi ricopra,
e torni l'alma al proprio albergo ignuda;
la morte fia men cruda
se questa spene porto
a quel dubbioso passo,
ché lo spirito lasso
non poria mai più riposato porto
né in più tranquilla fossa
fuggir la carne travagliata e l'ossa.

Tempo verrà ancor forse
ch'a l'usato soggiorno
torni la fera bella e mansueta,
e là 'v'ella mi scorse
nel benedetto giorno,
volga la vista disiosa e lieta,
cercandomi; ed o pietà!
già terra infra le pietre
vedendo, Amor l'inspiri
in guisa che sospiri
sì dolcemente che mercé m'impetre,
e faccia forza al cielo
asciugandosi gli occhi col bel velo.

Da' be' rami scendea,
(dolce ne la memoria)
una pioggia di fior sovra 'l suo grembo;
ed ella si sedea
umile in tanta gloria,
coverta già de l'amoroso nembo;
qual fior cadea sul lembo,
qual su le treccie bionde,
ch'oro forbito e perle
eran quel dì a vederle;
qual si posava in terra e qual su l'onde,
qual con un vago errore
girando perea dir: "Qui regna Amore".

Quante volte diss'io
allor pien di spavento:
"Costei per fermo nacque in paradiso!".
Così carco d'oblio
il divin portamento
e 'l volto e le parole e'l dolce riso
m'aveano, e sì diviso
da l'imagine vera,
ch'i' dicea sospirando:
"Qui come venn'io o quando?"
credendo esser in ciel, non là dov'era.
Da indi in qua mi piace
quest'erba sì ch'altrove non ò pace.

Se tu avessi ornamenti quant'ai voglia,
poresti arditamente
uscir del bosco e gir infra la gente.

up

  

Edgar Allan Poe


Ad Elena

Elena, la tua bellezza è per me
come quei navigli nicei d'un tempo
che, mollemente, sull'odorato mare
riportavano il pellegrino stanco d'errare
alla sua sponda natia.

Da tempo avezzo a disperati mari,
la tua chioma di giacinto, il tuo classico volto,
la tua grazia di Naiade riportano me anche in patria,
a quella gloria che fu la Grecia,
a quella maestà che fu Roma.

Là, nel rilucente vano della finestra,
come statua eretta io ti vedo,
con in mano la tua lampada d'agata!
Ah, Psyche, qui venuta dalle regioni
che son Terra Santa.

up


Olindo Guerrini


Nell' aria della sera


Nell'aria della sera umida e molle
Era l'acuto odor de' campi arati
E noi salimmo insieme su questo colle
Mentre il grillo stridea laggiu' nei prati.

L'occhio tuo di colomba era levato.
Quasi muta preghiera al ciel stellato;

Ed io che intesi quel che non dicevi
M'innamorai di te perche' tacevi.

up


Gustavo Adolfo Bequeur

Come un libro aperto

Come un libro aperto
leggo nel fondo dei tuoi occhi.
Perché la bocca sorride
se gli occhi la smentiscono?
Piangi, non vergognarti
di confessare
che mi amasti.
Piangi. Nessuno vede.
Guarda.
Io sono un uomo, eppure piango.

up


William Shakespeare


Sonetto n. 88

Quando ti disporrai a ignorarmi
l'occhio sprezzante volgendo ai miei meriti
avverso a me combatterò al tuo fianco:
spergiuro sei, ti proverò valente.
Assai conosco la mia debolezza
e a difenderti inventerò una storia
di colpe che mi macchiano in segreto
sì che ti venga, a perder me, gran gloria.
Ma così fra chi vince anch'io sarò,
ché i pensieri amorosi in te riparo,
tutti, e se i torti che in me stesso volgo
ti dan vantaggio, a me doppio lo danno.

Tale è il mio amore, così t'appartengo
che per darti valor m'addosso il peggio.

up


Sonetto n. 90

Odiami dunque adesso, se lo vuoi,
ora che il mondo a contrastarmi seguita,
piegami giù, fa' lega con la sorte,
non affacciarti per estrema perdita.
Oh no, se scampa a queste strette il cuore
non dar rinforzi a un'angoscia in disfatta,
non dare a un vento buio alba di pioggia
a tardare, già certa, la catastrofe.
Se vuoi lasciarmi non lasciarmi all'ultimo,
di già sfiancato da futili pene,
ma assalta primo, perchè prima io gusti
di possente Fortuna il più e il peggio.

E ogni altra angoscia che ora par mortale,
di fronte al perder te, non parrà uguale.

up


Sonetto n. 97

Come un inverno è stata la mia assenza
da te, dolcezza dell'anno che fugge:
quali ghiacci ho provato, quali tenebre
e che squallore del dicembre ovunque!
Pur quel tempo diviso era l'estate,
l'autunno che, di pingui frutti greve,
degli amorosi mesi la pregnanza
recava come grembo in lutto, vedovo
del suo signore; una speranza d'orfani
m'appariva la stessa sua abbondanza:
ché te corteggia dell'estate il volo
e muti son gli uccelli se tu manchi
o, se cantano, al lor molle lamento
sbianca le foglie un brivido d'inverno.
 

up


Sonetto n. 115

Mentono i versi che una volta ho scritto,
dissi:" Di più non ti potrei amare";
ma all'intelletto era allora incredibile
ch'io, sì colmo, avvampassi ancor più chiaro.
Guardando al tempo, che in vicende a mille
scongiunge i voti e muta legge ai re,
scurisce la beltà sacra, i più fini
stempra, i forti nel suo flusso traveste;
ah del tempo implacato nel timore
come non dirti: "Ora t'amo nel culmine"
quando l'incerto m'era certo e l'oggi
incoronavo, del futuro in dubbio?

E' un bimbo Amore, non dire dovevo,
lasciar pienezza a quel che ancora cresce.
 

up


Sonetto n. 116

Alle nozze sincere di due anime
impedimenti non so. Non è amore
l'amor che muta se in mutare imbatte
o, rimovendosi altri, si rimuove,
oh no: è faro che per sempre è fisso
e guarda alle bufere non dà crollo,
amore, è stella ai vaganti navigli,
nota in altezza, nel valore ignota.
Non è zimbello al tempo, s'anche a teneri
labbri s'incurva quella falce e chiude,
non tramuta con l'ore e i giorni brevi
ma inoltra sino all'estrema sventura.

Se errore è questo, e su di me provato,
io mai non scrissi, e mai nessuno ha amato.
 

up


Sonetto n. 128

Quando musica tu suoni, mia musica,
su quel beato legno che alle dita
gentili replica mentre conduci
la vibrante armonia che mi smarrisce,
quanto invidio quei tasti che in su e in giù
tenendo il cavo di tua mano baciano -
e dal raccolto le mie labbra escluse,
lì accanto, si fan rosse a tanta audacia.
Ben situazione e stato muterebbero,
purché tu le sfiorassi, con quei rapidi
in danza - e tu scorri sì che lieto
fai morto legno più che vive labbra.

Se tanta sorte hanno quegli sfrontati,
dà lor le dita, a me le labbra al bacio.


up


Jacques Prevert
 

La ragazza d' acciaio

Ragazza d'acciaio non amavo nessuno al mondo
Non amavo nessuno eccetto colui che amavo
Il mio innamorato il mio amante colui che mi attraeva
Ora tutto è cambiato è lui che ha cessato di
amarmi
Il mio innamorato che ha cessato di attirarmi sono io?
Non lo so e poi cosa cambia?
Sono ora stesa sulla paglia umida
dell'amore
Tutta sola con tutti gli altri tutta sola disperata
Ragazza di latta ragazza arrugginita
O amore amore mio morto o vivo
Voglio che tu ricordi del passato
Amore che mi amavi da me ricambiato.

up


Pedro Salinas


La voce a te dovuta

Il modo tuo d'amare è lasciare che io ti ami.
Il sì con cui ti abbandoni è il silenzio.
I tuoi baci sono offrirmi le labbra perchè io le baci.
Mai parole o abbracci mi diranno che esistevi e mi hai amato: mai.
Me lo dicono fogli bianchi, mappe, telefoni, presagi; tu, no.
E sto abbracciato a te senza chiederti nulla,
per timore che non sia vero che tu vivi e mi ami.
E sto abbracciato a te senza guerdare e senza toccarti.
Non debba mai scoprire con domande, con carezze,
quella solitudine immensa d' amarti solo io.

up


Paul Verlaine


Vola, canzone presto

Vola, canzone, rapida
davanti a Lei e dille
che, nel mio cuor fedele,
gioioso ha fatto luce
un raggio, dissipando,
santo lume, le tenebre
dell'amore: paura,
diffidenza e incertezza.
Ed ecco il grande giorno!
Rimasta a lungo muta
e pavida - la senti?
- l'allegria ha cantato
come una viva allodola
nel cielo rischiarato.
Vola, canzone ingenua,
e sia la benvenuta
senza rimpianti
vani colei che infine torna.

up


Hugh Macdiarmid

Ubriaco di luna

Quando il sonoro vortice del mondo
E' sibilo di trottola, quel chiaro
Corpo di corvo che è la luna siede
Ai crocicchi del vento e scruta attorno.
E mi vede - mi vede - mi balza
Con esattezza sul vivo del cuore,
E il suo raggio dorato con freddezza
Completamente ubriaco mi rende.
Il ruggito di tutti gli oceani mi sembra
Ora soltanto un suono debolissimo, il tuono,
Soltanto il tintinnio d'una campana,
E il tempo il volteggiare d'una mosca.
 

up


Giuseppe Ungaretti

Il porto sepolto

Vi arriva il poeta
e poi torna alla luce con i suoi canti
e li disperde

Di questa poesia
mi resta
quel nulla
d'inesauribile segreto.


San Martino del Carso

Di queste case
non è rimasto
che qualche
brandello di muro

Di tanti
che mi corrispondevano
non è rimasto
neppure tanto

Ma nel cuore
nessuna croce manca

E' il mio cuore
il paese più straziato.
 

up


Umberto Saba

Ulisse
 

Nella mia giovinezza ho navigato
lungo le coste dalmate. Isolotti
a fior d’onda emergevano, ove raro
un uccello sostava intento a prede,
coperti d’alghe, scivolosi, al sole
belli come smeraldi. Quando l’alta
marea e la notte li annullava, vele
sottovento sbandavano più al largo,
per fuggirne l’insidia. Oggi il mio regno
è quella terra di nessuno. Il porto
accende ad altri i suoi lumi; me al largo
sospinge ancora il non domato spirito,
e della vita il doloroso amore.

up

Google
Web www.atlaswords.com
www.mariofontana.org

Geo Rulers Atlas Words


This site uses the following fonts
that you can download here:



Feel free to give a donation through Paypal
 to help sustain this site
with a Donation

 

WOP!WEB Servizi per siti web... GRATIS!    

eXTReMe Tracker

 


Update 20-10-08