GEO RULERS ATLAS WORDS

Geo

Primo elemento di parole composte della terminologia scientifica che significa "Terra", "Globo", "Superficie Terrestre" o anche "Geografia".

First element of words composed of the scientific terminology that means "Earth", "Globe", "Terrestrial Surface" or also "Geography."

 

Élément premier de mots composés de la terminologie scientifique qui signifie "Terre", "Globe", "Surface Terrestre" ou aussi "Géographie."

 

Erstens Element stellt von Wörtern der wissenschaftlichen Terminologie, die "Erde", "Kugel", Irdische" "Oberfläche oder auch "Geografie" bedeuten.


Primero elemento de palabras compuestas de la terminología científica que significa "Tierra", "Globo", "Superficie Terrenal" o también "Geografía."

Первый элемент слов составленных научной терминологии это означает "Землю", 'Земной "шар", "Земная Поверхность" или также "География .'

Rulers

Chi regge le sorti di uno Stato; chi è Capo di un Popolo; chi partecipa all'attività di Governo.
 
Who holds up the fates of a State; who Head of a People is; who participates in the activity of Government. 

 

 Qui soutient les sorts d'un État; qui est Chef d'un Peuple; qui participe à l'activité de Gouvernement.

 

Derjenige die Schicksale von einem Staat hält,; , derjenige Haupt von einem Volk ist,; , derjenige zur Tätigkeit von Regierung teilnimmt.

 

Quien sujeta las suertes de un Estado; quien es Jefe de un Pueblo; quien participa a la actividad de Gobierno.

Кто задерживает жиры Государства; кто Руководитель Людей; кто участвует в деятельности Правительства.  

Atlas

Atlante era un gigante che, nella lotta fra Dei e Titani, parteggiò per questi ultimi. Per questo motivo Zeus lo punì obbligandolo a sorreggere per l'eternità l'intera massa celeste sulle sue spalle.

Atlas was a giant that, in the struggle Between Gods and Titaniums, it sided for these last ones. For this motive Zeus punished him forcing to support him for the eternity the whole celestial mass on his shoulders.

 


Atlas était un géant que, dans la lutte Entre les et Titans, il prit le parti de ces derniers. Pour ce motif Zeus le punit en l'obligeant à soutenir pour l'éternité la masse bleue entière sur ses épaules.

 

Atlas war ein Riese der, in der Kampf zwischen den und Titanen nahm er Partei für diese letzten. Zeus strafte ihm, da zwang es ihn, für der Ewigkeit ganze Himmelse Masse auf sein Schultern zu stützen aus diesem Grund.

Atlas fue un gigante que, en la lucha Entre los y Titanes, tomó partido en este últimos. Por este motivo Zeus lo castigó obligándolo a sustentar por la eternidad la entera masa celeste sobre sus hombros.

Атлас был гигант что, в борьбе Между и Titaniums, этим sided для этих последних. Для этого Зевса повода наказало его/это заставляющее чтобы поддержать его/это для вечности вся небесная масса на его/ее плечи.

Words

Complesso di suoni organizzato sotto l'azione più o meno accentratrice di un accento, mediante i quali l'uomo esprime una nozione generica che si precisa e si determina nel contesto di una frase.

Complex of sounds organized under the most centralizing action of an accent, through which the man expresses a generic notion that is specified and determines in the context of a sentence.

 

Complexe de sons dessous organisé l'action plus ou moins centralisatrice d'un accent par laquelle exprime un notions vague ici précise et le si détermine dans les contextes d'un phrases.

 

Gesamtheit von Lauten organisiert unter die Tat mehr oder weniger zentralisierende als ein Akzent durch das der Mann eine allgemeine Kenntnis ausdrückt der genau und es ergibt sich sich im Zusammenhang von einem Satz.

 

Complejo de sonidos organizado bajo la acción más o centralizadora de un acento, a través de los que el hombre expresa una noción genérica que se precisa y se determina en el contexto de una frase.

Комплекс звуков организованных под самым centralizing действие акцента, через который человек выражает generic понятие что он уточняется и вы/он/она определяет его в рамках предложения.

 

GEO RULERS ATLAS WORDS

Argomenti di Storia

La Guerra del Vietnam

La Guerra del Vietnam venne combattuta tra il 1964 e il 1975 sul territorio del Vietnam del Sud e delle aree confinanti di Cambogia e Laos e in missioni di bombardamento (Operazione Rolling Thunder) sul Vietnam del Nord. Una parte delle forze in conflitto era la coalizione di forze composta da Vietnam del Sud, Stati Uniti, Corea del Sud, Tailandia, Australia, Nuova Zelanda, e Filippine. Dall'altra parte c'era la coalizione formata da Vietnam del Nord e Fronte di Liberazione Nazionale del Vietnam (FLN) conosciuto anche come Viet Cong, un movimento di guerriglia Sudvietnamita. L'Unione Sovietica e la Repubblica Popolare Cinese fornirono aiuti militari a Vietnam del Nord e FLN, ma non presero parte alla guerra con le loro truppe. La guerra fece parte di un più ampio conflitto regionale che coinvolse le nazioni confinanti di Cambogia e Laos, conosciuto come Seconda Guerra Indocinese.

Cronologia:

1941 - I francesi lasciano l'Indocina per proteggere la madre patria Francia. I giapponesi occupano il Vietnam. Il comunista Ho Chi Minh emerge come capo della resistenza anti-giapponese.

1945 - I francesi tentano di ritornare il Indocina. I Viet Minh resistono. Inizia la Guerra d'Indocina.

1949 - Mao Tse Tung consolida il potere dei comunisti in Cina.

1950 - La Guerra di Corea è indicativa di una grossa minaccia in Asia. Gli stati Uniti iniziano a coprire il 75% delle spese militari francesi per la guerra d'Indocina.

1954 - I francesi sono sconfitti a Dien Bien Phu, dopo che gli Stati Uniti si rifiutano di fornire supporto aereo. Gli Accordi di Ginevra vengono firmati da francesi e Vietminh, stabilendo la Commissione Internazionale di Controllo, decidendo che il 17° parallelo sara la linea di demarcazione temporanea che dividerà il Vietnam in due, e creando un piano per delle elezioni libere in Vietnam, non più tardi del luglio 1956. Ngo Dinh Diem prende il potere nel Vietnam del Sud. Gli Stati Uniti inviano supporto tecnico e finanziario, aspettandosi in cambio riforme sociali e agrarie.

1956 - Nessuna elezione si svolge in Vietnam del Nord e Vietnam del Sud. Diem mette fuori legge l'opposizione e le elezioni dei capi villaggio.

1960 - L'opposizione politica nel Vietnam del Sud diventa sotterranea. Accadono sporadici atti di terrorismo; I Vietcong chiedono, e ottengono, aiuto dal Vietnam del Nord. I Vietcong conducono una campagna per assassinare i capi villaggio nominati da Diem.

1961 - John F. Kennedy invia 1364 consiglieri americani nel Vietnam del Sud. Ancora nessuna riforma agraria. Una operazione militare aerea statunitense viene ordinata per bombardare obbiettivi nel Vietnam del Sud. L'operazione viene cancellata pochi attimi prima del decollo.

1962 - Il numero di consiglieri statunitensi sale a 9865. I piloti dell'aeronautica statunitense bombardano clandestinamente il Vietnam del Sud, in un tentativo di destabilizzare il governo di Diem.

1963 - 15.500 americani Vietnam. Diem perde la presa sui rivoluzionari Buddisti. Kennedy concorda con i generali Sudvietnamiti per la rimozione di Diem. Con la CIA che comunica l'approvazione di Kennedy, Diem viene assassinato in un colpo di stato militare e viene succeduto da una serie di comandanti militari. John F. Kennedy viene assassinato a Dallas.

1964 - La situazione nel Vietnam del Sud si deteriora rapidamente. In agosto avviene l'incidente del Golfo del Tonchino. La Risoluzione del Golfo del Tonchino, passata dal Congresso statunitense, da a Lyndon B. Johnson mano libera per proteggere le forze americane in Vietnam. Johnson prende una posizione moderata sul Vietnam, durante la sua campagna elettorale, ma in privato concorda nel non interrompere la poltica di Kennedy sul Vietnam, ora apparentemente radicata.

1965 - In febbraio, gli USA iniziano a bombardare il Vietnam del Nord su base regolare, dopo gli attacchi di Pleiku. In marzo, i Marines sbarcano a Da Nang per dare il via a un'azione militare statunitense su vasta scala. In maggio, si ha una pausa di 6 giorni nei bombardamenti. In agosto, 125.000 soldati americani sono in Vietnam. In dicembre, i bombardamenti americani si fermano nuovamente, senza reazioni apparenti da parte dei Vietnamiti. Giorgio La Pira si incontra con Ho Chi Minh per abbozzare un trattato di pace. Ho Chi Minh si dice disposto a trattare anche senza un ritiro delle truppe USA, ma chiede riservatezza per non innervosire gli alleati russi.

1966 - 400.000 soldati americani sono ora in Vietnam. In settembre, il Vietnam del Sud elegge Thieu e Ky in base alla nuova costituzione. Uno dei primi atti di Thieu, dopo essere stato eletto, e quello di far arrestare i capi dell'opposizione. Il Presidente Johnson riceve un messaggio segreto di Ho Chi Minh tramite La Pira e Fanfani, allora Presidente delle Nazioni Unite.

1967 - 500.000 soldati americani in Vietnam.

1968 - Offensiva del Tet. L'ambasciata statunitense viene occupata per breve tempo. Il 12 marzo, lo stato del New Hampshire da un forte supporto a Eugene McCarthy, che sta conducendo una campagna per porre fine alla guerra. Il 19 marzo 1968, truppe dell'esercito americano uccidono 347 civili a My Lai. La notizia del massacro non raggiunge l'opinione pubblica statunitense fina al novembre 1969. Il 31 marzo, Lyndon Johnson chiede una parziale interruzione dei bombardamenti, e annunica che "non cercherà la rielezione". In aprile, gli Stati Uniti e il Vietnam del Nord iniziano dei colloqui a Parigi. In ottobre, Johnson ferma tutti i bombardamenti a nord del 17° parallelo. Iniziano dei colloqui a quattro.

1969 - In marzo, Richard Nixon annuncia che si stanno svolgendo dei colloqui riservati. Alla data di aprile, 33.000 soldati americani sono stati uccisi in Vietnam. Il 15 novembre, si svolge una gigantesca manifestazione per la pace a Washington. Seymour Hirsh svela la storia del Massacro di My Lai. Il movimento pacifista guadagna supporto grazie alle prove delle atrocità commesse dalle truppe statunitensi.

1971 - A febbraio, rimangono in Vietnam approssimativamente 325.000 soldati americani. Il Vietnam del Sud invade il Laos con l'appoggio degli USA. Fino a questo punto, circa 45.000 soldati americani sono morti in Vietnam.

1972 - In ottobre, Nixon e Henry Kissinger annunciano che "la pace è a portata di mano", con un accordo per finire la guerra. In dicembre, gli USA iniziano a bombardare nuovamente il Vietnam del Nord, con i famosi Raid di Natale. Negli USA riprendono le manifestazioni.

1973 - Termina il coinvolgimento statunitense in Vietnam. Kissinger vince il Premio Nobel per la pace. Gli USA hanno perso circa 50.000 soldati in Vietnam, e sofferto più di 300.000 feriti. Le ultime cifre fissano le perdite Vietnamite da almeno mezzo milione a fino a 4 milioni. La guerra è costata quasi 150 miliardi di dollari. I termini del trattato sono gli stessi abbozzati da La Pira e Ho Chi Minh già otto anni prima.

Gli eventi:

La dominazione francese (1945-1955)

Vent’anni prima dell’inizio dei bombardamenti americani i vietnamiti respinsero vittoriosamente l’esercito giapponese, che durante la seconda guerra mondiale aveva occupato il Paese nell’ambito della campagna d’Indocina, agevolato dal patto di neutralità con l’Unione Sovietica che fino al ’45 ne prevenì l’intervento. Sottratto all’occupazione giapponese, il Vietminh (Fronte di Indipendenza del Vietnam) capeggiato dal comunista Ho Chi-Minh si rifiutò di riconoscere la sovranità francese ed il 2 settembre 1945 proclamò l’indipendenza, inducendo i francesi a rafforzare la propria presenza militare. Un accordo fra le parti portò al riconoscimento dell’indipendenza della Repubblica Democratica del Vietnam, unito alla Francia, che restava però vincolato alla politica estera ed economica francese. A dispetto degli accordi, la realtà del Vietnam mostrava un paese diviso fra Hanoi, capitale del Nord comunista di Ho Chi-Minh e Saigon, il caposaldo delle forze francesi. Nel sud l’ex imperatore Bao Dai riassunse la carica perduta in seguito all’appoggio fornito agli invasori giapponesi mentre l’esercito francese, appoggiato dagli USA, incrementò le attività militari fino all’attacco francese al porto di Haiphong, il 19 dicembre 1946, che diede il via alle ostilità. Il 13 marzo 1954 il generale nordvietnamita Giap costrinse alla resa le truppe francesi asserragliate presso Dien Bien Phu, in una posizione fortificata reputata fino allora inespugnabile, assediandole per diversi giorni.Il 7 maggio 1954 a Ginevra venne firmato l’armistizio, che ripristinava la precedente divisione del Vietnam lungo il 17° parallelo ed introduceva successivamente una zona smilitarizzata sul confine provvisorio. A sud, intanto, il dittatore Ngo Dinh Diem, appoggiato dagli Stati Uniti, spodestò definitivamente l’imperatore Bao Dai. I francesi uscirono di scena nel 1955, lasciando il sud sostanzialmente sotto controllo americano, che manteneva sul territorio alcune truppe per controllare le eventuali minacce da nord.

Kennedy aumenta gli aiuti al Sud (1961)

Nonostante le misure rigorosissime prese dal governo di Saigon per debellare il pericolo comunista, nel 1960 nacque il Fronte di Liberazione del Sud Vietnam, che riuniva le opposizioni. L’esercito del Sud intanto riceveva sempre più aiuti dagli americani riuscendo in poco tempo ad organizzare un esercito ben addestrato con equipaggiamenti moderni. In seguito alla missione in Vietnam del consigliere militare americano Taylor, il presidente Kennedy decise di incrementare la presenza militare americana nel sud, aumentando gli aiuti a Saigon.I berretti verdi iniziarono così la costruzione di villaggi fortificati lungo il confine cambogiano, allo scopo di bloccare le infiltrazioni dei guerriglieri vietcong dal sentiero che prendeva il nome dal loro capo, Ho Chi-Minh, la principale via di rifornimento delle forze nordvietnamite.Il 2 novembre 1963 il regime sudvietnamita viene rovesciato da un colpo di Stato e Diem ucciso mentre venti giorni più tardi Kennedy trova la morte a Dallas per mano di uno sconosciuto assassino: il vicepresidente L. B. Johnson assumerà la presidenza statunitense fino alla fine del mandato.

L’escalation

Il 2 agosto 1964 motosiluranti della marina nordvietnamita attaccano il cacciatorpediniere Maddox, che uscirà incolume dall’unico scontro navale della guerra. Cinque giorni più tardi il Congresso americano approva la "Risoluzione per il Golfo del Tonchino", lasciando al presidente carta bianca riguardo ai metodi per respingere gli attacchi sempre più frequenti alle installazioni americane. In risposta all’escalation nordvietnamita, il 24 febbraio 1965 parte l’operazione "Rolling Thunder", una massiccia campagna di bombardamento contro porti, aeroporti, basi militari e l’unica acciaieria del Nord Vietnam, situata a Thai Nguyen. Gli aerei decollano dal sud del Paese, dalla Thailandia, dall’isola di Guam (Oceano Pacifico) e dalle portaerei della 7ª flotta USA, dislocate nel golfo del Tonchino: gli obiettivi degli aerei sono raggruppati in sei diverse aree operative dal comando strategico. Due battaglioni di marines americani sbarcano l’8 marzo ’65 a Da Nang, nel Vietnam del Sud, a protezione della base aerea mentre a fine anno le forze USA conteranno in Vietnam 200.000 uomini. Intanto al governo di Saigon s’insedia il generale Nguyen Van Thieu (giugno ‘65), fedelissimo agli USA, che instaurerà un regime dittatoriale sanguinario.

La guerriglia

Nonostante la netta superiorità tecnica statunitense, la guerriglia nordvietnamita consegue alcuni importanti successi sul campo: il 6 marzo 1966 nella valle di A-Shau i vietcong ottengono il controllo d’una importante via di accesso al Vietnam del Sud. L’appoggio della popolazione rurale, la conoscenza del territorio e l’incredibile mobilità dei vietcong si rivelarono decisivi nelle sorti del conflitto mentre operazioni americane come "Sea Dragon" cercavano di tagliare i rifornimenti, trasportati anche via mare, verso il Nord: durante quest’operazione due cacciatorpedinieri della 7ª flotta attaccarono il 25 ottobre 1966 alcuni trasporti nemici. La presenza americana continua intanto a lievitare (400.000 uomini nel dicembre ‘66), anche se solo un decimo dell’organico è impiegato direttamente nei combattimenti a terra (vedi grafico).

Le operazioni americane

L’8 gennaio 1967 americani e sudvietnamiti iniziano l’operazione "Cedar falls", una grande offensiva di forze combinate (aerei, elicotteri, mezzi corazzati) a nord di Saigon. L’obiettivo: togliere dal controllo nordvietnamita la zona del "triangolo di ferro", un caposaldo di fondamentale importanza. Nel febbraio dello stesso anno nella provincia di Tay Ninh parte "Junction City", la più vasta operazione dall’inizio del conflitto, che intende distruggere il sistema di tunnel sotterranei che costituisce lo scheletro delle basi vietcong sul confine cambogiano. Sul delta del Mekong il 28 febbraio 1967 viene istituita una "forza mobile fluviale" per bloccare le infiltrazioni dei guerriglieri nel fiume, su cui dodici anni più tardi Francis Ford Coppola ambienterà il capolavoro Apocalypse Now, film di condanna sulla guerra americana che dipinge un esercito in preda alla follia collettiva, che non manca di compiere le più orrende barbarie. Dal 22 gennaio al 7 aprile 1968 la base di combattimento di Khe Sanh, 5.000 uomini, resiste per 77 giorni all’assedio di 15.000 nordvietnamiti, grazie anche ad un ponte aereo che ne garantisce il rifornimento. Nel giugno dello stesso anno gli americani furono però costretti ad evacuare la postazione, posizionata in prossimità del 17° parallelo.

L’offensiva del Tet e l’attacco alla Cambogia

Il 31 gennaio 1968 inizia l’offensiva del Tet, il giorno del capodanno lunare vietnamita. L’operazione interessa tutto il fronte, includendo alcune importanti postazioni americane e prolungandosi fino alla fine di febbraio. Alle 2.47 del 31 gennaio un commando vietcong approfitta della confusione a Saigon seguente all’offensiva ed irrompe nell’ambasciata statunitense, dal quale cortile colpiscono ripetutamente l’edificio con razzi controcarro. Solo l’intervento di elicotteri e blindati ne consentirà l’eliminazione. Il 16 marzo 1968 alcune truppe statunitensi uccidono un centinaio di contadini vietnamiti, inclusi donne e bambini, in quello che passerà alla storia come il massacro di My Lai, rivelato dalle autorità solamente un anno più tardi. Sotto la pressione di un’opinione pubblica sempre più intollerante rispetto alla guerra, Johnson avvia nel maggio del ’68 i negoziati di pace a Parigi, arenatisi però tra l’intransigenza sudvietnamita e la rigidità dei comunisti di Ho Chi-Minh.

Il graduale ritiro americano e la protesta pacifista

Nel novembre dello stesso anno Nixon vince le elezioni, impegnandosi in un graduale ritito delle truppe, che toccheranno la punta massima di 540.000 unità alla fine dell’anno. Nel febbraio ’69 le forze di Minh attaccano 115 obiettivi strategici mentre Nixon, allo scopo di tagliare i rifornimenti ai guerriglieri, inizia in segreto i bombardamenti in Cambogia. L’8 giugno ’69 Nixon annuncia al presidente Thieu il ritiro di 25.000 soldati americani mentre l’ostilità verso la guerra dilaga negli USA, provocando le imponenti manifestazioni che il 15 novembre 1969 coinvolsero tutto il Paese, Washington in particolare. Tenendo anche conto di questo, la presenza militare si ridurrà di 60.000 unità.

La guerra continua

Il 27 marzo 1970 le forze sudvietnamite, appoggiate da elicotteri americani, attaccano le basi vietcong entro il confine cambogiano. Il 29 aprile Nixon rende nota l’operazione ed in seguito alle proteste dell’opinione pubblica, ritira le truppe dal confine con la Cambogia entro il 30 giugno. Le operazioni aeree, invece, proseguono. Dal 26 al 30 dicembre 1971 riprendono i bombardamenti americani nel Vietnam del Nord, in seguito al rafforzamento del militare nordvietnamita. Oltre al napalm ed agli agenti chimici defolianti di cui si era già fatto largo uso, gli americani impiegarono per la prima volta le bombe a guida laser e sperimentarono nuovi sistemi di disturbo contro i missili antiaerei. Il 30 marzo 1972 l’esercito regolare del Vietnam del Nord lancia un’offensiva verso sud, mentre salgono a sei le portaerei che dal Golfo del Tonchino lanciano i propri aerei per bombardare Hanoi e Haipong.

Il ritiro

Le ultime forze da combattimento terrestri americane lasciano il Vietnam del Sud il 12 agosto 1972, lasciando solamente 43.500 nel paese. Il 30 dicembre 1972, dopo undici giorni bombardamenti sul Nord, gli USA interrom pono completamente gli interventi aerei, decisione in seguito della quale i nordvietnamiti riprendono i colloqui di Parigi. A seguito di questi il 15 gennaio 1973 ottengono la sospensione delle operazioni militari contro ilo Vietnam del Nord grazie ai negoziati fra H. Kissinger, consigliere per la sicurezza nazionale americano e Le Duc Tho, che il 27 gennaio siglano a Parigi il cessate il fuoco, non condiviso dai sudvietnamiti che violeranno ripetutamente. Il 29 marzo ’73 le ultime truppe USA lasciano il Vietnam mentre il 1° aprile i nordvietnamiti rilasciano da Hanoi gli ultimi prigionieri di guerra statunitensi. Sono gli ultimi atti di una guerra decennale.

La "vietnamizzazione"

Il 4 gennaio 1974 il Sud di Thieu dichiara nuovamente guerra al regime di Ho Chi-Minh: dopo un’iniziale equilibrio il conflitto volge in favore dei nordvietnamiti che il 30 aprile 1975 entrano trionfanti a Saigon. Thieu, l’organico dell’ambasciata e i più stretti alleati sudvietnamiti evacuano la città prima dell’invasione, nell’operazione denominata "Opzione 4". Intanto a Saigon il generale in sostituzione a Thieu annuncia alle truppe comuniste la resa incondizionata del Sud. Ho Chi-Minh realizza finalmente il suo sogno di un Vietnam unito e libero dalla presenza straniera, unito sotto il regime comunista ferreo visto da paesi come la Cina un valido banco di riprova dell’efficienza della guerriglia comunista contro le potenze occidentali.

Ieri e Oggi

La guerra del Vietnam in poche cifre:

13 milioni di tonnellate di bombe (cioè 500 volte l'energia della bomba di Hiroshima e 250 Kg di esplosivo per ogni abitante dell'intera Indocina).

75 milioni di litri di sostanze chimiche (esfolianti, erbicidi, diossina etc.) riversati su villaggi, foreste, risaie,uomini, donne, bambini, animali....

6 milioni di morti (soprattutto civili).

diritti umani calpestati: bambini massacrati e violentati; prigionieri torturati, interrogati sugli elicotteri e poi buttati giù; armi chimiche; napalm...e si potrebbe continuare.

A più di 20 anni dalla fine della guerra:

la popolazione si è ridotta del 10%.

le aree ricoperte da foreste si sono ridotte del 25%.

si è quadruplicata l'incidenza di cancro e malformazioni congenite, per l'uso di agenti chimici.

il numero degli invalidi è incalcolabile.

Da parte degli americani, 58.226 vennero uccisi in azione o classificati come dispersi in azione. Altri 153.303 americani vennero feriti, dando un totale di 211.529.

Stimare il numero di vittime del conflitto è estremamente difficile. Le registrazioni ufficiali sono difficili da reperire o inesistenti, e molti degli uccisi vennero letteralmente fatti a pezzi dai bombardamenti. La gente muore ancora oggi a causa degli ordigni inesplosi, in particolare dalle bombe a grappolo. Gli effetti sull'ambiente prodotti dagli agenti chimici e i colossali problemi sociali causati da una nazione devastata, con così tanti morti, hanno sicuramente prodotto la perdita di ulteriori vite. Proprio quest'anno si festeggia il 30° anniversario della fine della guerra in Vietnam, il conflitto più filmato e fotografato della storia, anche in quella celebre giornata dell'aprile '75 in cui le truppe nordvietnamite entrarono a Saigon e l'ultimo elicottero americano si alzò in fuga dall'ambasciata Usa. Per molti, tuttavia, la guerra non è mai terminata e continua a manifestarsi in modo crudele. Sono necessari dai 10 ai 17 anni perché la diossina disciolta nell'acqua e nei terreni perda metà del potenziale distruttivo. E nelle aree paludose, il tempo per neutralizzare il veleno può anche raddoppiare. Il prossimo anno, il paese asiatico entrerà nel Wto, l'Organizzazione mondiale del commercio. Il Vietnam sta potenziando la sua economia: tra Hanoi e Haiphong, sul golfo del Tonchino, si sta sviluppando rapidamente un enorme distretto industriale. Alcune località quali Nha Trang, sulla costa centrale, e in tono minore Mui Ne, più a sud, vedono spuntare come funghi locali alla moda, alberghi e resort di lusso per i turisti che arrivano dall'Europa o dall'America. È probabile che il governo vietnamita non abbia dunque intenzione di alzare troppo la voce nei confronti degli Usa sulle problematiche legate agli strascichi del conflitto.


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Update 20-06-08